Lago di Como, un breve on the road tra antiche ville e deliziosi borghi

 

In una delle mie ultime uscite, prima di ritornare ad essere marcati con l’arancione, ho organizzato una gita fuori porta al fine di appagare quel forte desiderio di viaggiare e  fotografare che è in me. Con foto in mano e con la mia inseparabile guida del touring, ho cercato di raggruppare tutte quelle piccole e grandi chicche che ci sono lungo la via Vecchia Regina, che per un tratto corre parallela alla SS340 via Regina Nuova. Un percorso tortuoso di una trentina di km che non finirà di stupirci per il magnifico susseguirsi di ville, giardini e borghi che ci appaiono all’improvviso dietro ogni singola curva e che ci regalano degli scorci mozzafiato su uno dei più suggestivi laghi italiani. Siamo sulla sponda occidentale del ramo di Como di questo magnifico bacino prealpino. La strada via Vecchia Regina comincia poco prima di entrare in Cernobbio dove, all’interno di un magnifico parco, troviamo la cinquecentesca Villa d’Este.

La prima sosta di una decina di minuti concedetevela a Carate Urio dove la Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta con il suo campanile romanico del XII secolo e la sua facciata color ocra si affaccia sulle acque del lago regalandoci uno scorcio straordinario.

Risalite in macchina e puntate il navigatore verso Brienno.

Come dei veri boy-scout, con zainetto in spalla e scarpette da trekking, deliziatevi, proprio come abbiamo fatto noi, a perdervi tra scalinate in pietra, vie anguste, portici che improvvisamente si aprono in piccoli slarghi con splendidi affacci sulle acque del lago.  La prima Chiesa che s’incontra, poco prima di entrare nel centro storico di Brienno, è la Chiesa di San Vittore o Chiesa di Sant’Anna. Si erge solitaria sopra uno sperone roccioso ed è una delle più antiche chiese del lago di Como. E’ un’impresa ardua trovare parcheggio, ma non scoraggiatevi!!! Proseguite fino alla fine del borgo e cercate parcheggio nei pressi del cimitero dove, solitaria, si erge la Chiesa della Madonna Immacolata.

Un su e giù tra i vicoli del borgo per ritornare verso il centro storico dove non mancate di visitare la parrocchiale, in stile barocco, dedicata ai S. Nazaro e Celso.  L’interno ad unica navata conserva affreschi di Gian Paolo Recchi e due belle vetrate risalenti al XVI secolo.  

Il borgo successivo che s’incontra è quello di Argegno. Avremmo voluto fermarci ma, ahimè, le case dai colori pastello, affacciate sulle rive del lago, le ho potute immortalare solo sfrecciando veloci lungo la via vecchia regina. Questo borgo meritava proprio una sosta perché, curiosando su internet, ho scoperto che c’è una funivia che in una decina di minuti porta fin su al monte Pigra (880 m.) Giunti in cima si trovano indicazioni per percorsi di trekking di vari livelli di difficoltà. Io, se mi fossi concessa questa sosta di un’oretta, pigra come sono, avrei optato per una passeggiata semplice a tu per tu con la natura seguendo le indicazioni per il Belvedere Pigra. E’ da qui che il fotografo che c’è in ognuno di noi si sente appagato per il bellissimo panorama che spazia dal lago fin su verso la Val d’Intelvi. 

Continuiamo ad inebriarci delle bellezze che questa strada ci offre. Si prosegue verso la bellissima insenatura  “Zoca de l’Oil”  che vuol dire “liscia come l’olio”. Il primo borgo che s’ incontra è Sala Comacina, località famosa per aver ospitato Alessandro Manzoni presso Villa Rachele.

Da qui il colpo d’occhio che si ha sull’Isola Comacina è spettacolare. La si può raggiungere con un breve tragitto in barca. Più vado avanti a scrivere e più mi accorgo di quante cose ho perso. Un’isola piccolissima lunga 600 m con un perimetro di appena 3 km.  

Si prosegue verso Ossuccio. 

Un mini borgo che vanta un ricco patrimonio storico ed artistico. Una delle Chiese più suggestive ed affascinanti, sia per la posizione che per lo stile, è la minuscola chiesa romanica di San Giacomo che troviamo nella frazione di Spurano

Interessanti gli affreschi che possiamo notare sia all’interno che all’esterno della Chiesa, tra i quali spicca la figura di San Cristoforo.  Prima di incrociare il bivio che porta verso lo stop successivo, fermatevi ad immortalare anche voi il campanile più fotografato del Lago di Como. Si tratta del campanile in stile gotico della Chiesa di Santa Maria Maddalena. La Chiesa, in stile romanico, risale all’XI – XII secolo mentre il suo campanile venne eretto successivamente tra il XIV ed il XV secolo. Prima di dirigere le vostre quattro ruote verso il complesso monumentale del Sacro Monte di Ossuccio, desidero segnalarvi un percorso di trekking di una decina di km che va assolutamente fatto in una giornata di sole, sto parlando della “Greenway del lago di Como”.  

E’ giunto il momento di dedicare un’oretta del nostro tempo alla scoperta di uno dei luoghi di fede che nel 2003, per la sua importanza storica, è stato inserito nella lista Unesco del Patrimonio mondiale, il Sacro Monte di Ossuccio.  Percorrete con tutta calma quel dolce pendio che dalla riva del lago porta fino al Santuario della Madonna del Soccorso.

Non guardate le lancette dell’orologio che inesorabilmente corrono veloci, inspirate a pieni polmoni quell’aria energizzante ed immortalate il panorama che si presenta dinanzi a voi.  

Vi soffermerete a sbirciare all’interno delle 14 cappelle ubicate lungo il viale del Santuario che furono erette tra il 1635 ed il 1714.

Al termine della passeggiata giungerete alla Chiesa della Madonna del Soccorso.

Al suo interno si accede dal portale collocato sul fianco destro della Chiesa dove spicca il campanile settecentesco  L’interno è a navata unica e tra le volte delle quattro campate si può ammirare un pregevole ciclo di affreschi. Nell’ultima campata si accede alla cappella dedicata alla Beata Vergine del Soccorso. Sull’altare è custodita la statua trecentesca della Madonna col Bambino. Siete giunti al termine di questo percorso che invita alla meditazione, alla preghiera e credo che anche Voi, come è successo a me, vi sentireste fieri di aver effettuato questo breve pellegrinaggio. 

Si ritorna di gran corsa verso Ossuccio e ricollegandovi al percorso descritto nel mio post della Greenway in una manciata di passi vi troverete al cospetto di tre ville stupende, Villa Balbiano, Villa Monastero Pax e, dulcis in fundo, da non perdere Villa del Balbianello nella frazione di Lenno. Villa Balbiano e Villa Monastero Pax sono due dimore storiche dal fascino di altri tempi, splendidi siti per un matrimonio da favola.

Villa del Balbianello è sicuramente una delle più belle dimore, curate e gestite dal FAI, che abbia mai visto.

“Affacciata come una bella signora sulle acque del Lario”

è così che l’ho descritta nel mio post interamente dedicato a questa dimora storica d’incommensurabile bellezza.

Siamo arrivati al ventottesimo chilometro del nostro giro sulla sponda occidentale del ramo di Como. Una gita fuori porta che ci ha regalato momenti di puro relax,. Un percorso ideale per staccare la spina e per scoprire …

“le piccole e grandi chicche dell’antica strada Vecchia Regina”

Come concludere la vostra giornata? Da qui avete tre opzioni : 

  • Opzione 1. Io non ci sono mai stata ma Elena e Massimo si. Mi hanno mandato alcuni dei loro scatti che ho il piacere di mostrarvi. Si ripercorre la stessa sponda fino ad Argegno e da lì si prende la tortuosa SP 13 che vi condurrà verso “Il Balcone d’Italia”, splendida terrazza a metà strada tra Svizzera e Italia per ammirare il paesaggio da una prospettiva unica.

  • Opzione 2. Una decina di Km per raggiungere Cadenabbia e potreste imbarcarvi per Bellagio. Un giretto tra i suoi vicoli acciottolati per giungere fino alla Punta Spartivento ed immortalare in uno scatto il Ramo di Colico.

  • Da Bellagio potreste rientrare percorrendo la SP 41 verso Civenna e poi giungere fino alla Madonna del Ghisallo. Il panorama che si gode da Civenna verso il ramo del Lago di Lecco è talmente bello che credo, almeno una volta, vada visto.

  • Opzione 3. Sempre partendo da Bellagio potreste rientrare percorrendo la sponda orientale del ramo di Como fino a giungere a Nesso, una vera chicca lungo la statale 583. Ancora una volta scarpette da trekking e scendete fino alla sponda del lago seguendo i vicoli acciottolati del borgo. Qui di seguito vi lascio un piccolo stralcio del mio post dedicato interamente a questo borgo di notevole bellezza. 

” Questo minuscolo borgo, con il suo orrido, aveva catturato persino l’attenzione di Leonardo da Vinci e, qui di seguito, apro il mio post riportando una sua citazione:

“Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte”

Il borgo, chiamato “Ness” dalla gente del posto, è diviso in due da una profonda gola (l’Orrido di Nesso) nella quale confluiscono i torrenti di Tuf e Nosè. I torrenti, unendosi, formano una ripida cascata che, con un salto di 200 metri, sfocia nelle acque del lago. Per meglio ammirare la suggestiva gola è necessario giungere, attraverso una ripida scalinata di 340 gradini, all’antico Ponte della Civera.

Il giro si conclude a Pognana Lario per qualche scatto al tramonto.

37 thoughts on “Lago di Como, un breve on the road tra antiche ville e deliziosi borghi

  1. Ciao Bea,in questo periodo una gita fuori porta è in grado di regalarci grandi emozioni! Mi sembra un bell’itinerario sicuramente da seguire non appena sarà possibile.Complimenti per gli scatti!

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    • Diciamo che in questo periodo di clausura tutto sembra meraviglioso, persino la gita a due passi da casa. Grazie mille per i complimenti e, soprattutto, grazie per le foto che mi hai dato per condividerle in questo post. Sono due scatti stupendi. Un bacione 🙂

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    • Ciao Ada ogni tanto ti vedo dalle mie parti e mi fa tantissimo piacere. E’ un piacere condividere con tutti Voi che mi seguite le mie esperienze di viaggi o di semplici gite. Alla prossima. Ti sei dedicata a replicare qualche mia ricettina? Fammi saper. Bacioo

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  2. Pingback: “Quel ramo del lago di Como” … che da Pescarenico va verso Colico | Viaggiando con Bea

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