Maine, tra cittadine costiere e fari

Dopo il nostro girovagare tra Vermont e New Hampshire, alla ricerca di quei paesaggi boschivi dalle mille sfumature di rosso che ti lasciano senza parole,  eccoci approdati nella più grande città del Maine, Portland.

Se qualcuno dovesse chiedermi “ti è piaciuta Portland?”, sarei pronta a rispondere “Ni“. Prima di partire mi ero ben documentata ed ero pronta a gironzolare tra quegli edifici storici nella zona del centro, che, ahimè, non ho trovato 😦  Ero pronta ad immortalare case colorate tipiche dei silenziosi e tanto affascinanti borghi di pescatori ed invece eccoci tra vivaci vicoli acciottolati sui quali si affacciano edifici a mattoncini rossi.

Se gironzoli tra le vie dell’Old Port la troverai sicuramente pittoresca con quel mix di negozi, ristoranti e gallerie d’arte.

Passeggiando lungo Commercial Street è impossibile non entrare ed uscire dai vari negozietti, ma ciò che lascia sbalorditi è il numero esagerato di ristoranti che animano la zona portuale. Impossibile non rimanere attratti dal rinomato Lobster Co dove hai la possibilità di gustare astice ed aragosta a gogò, ma, ahimè, non c’era posto. Durante le nostre due orette trascorse a passeggiare tra le vie del centro abbiamo raggiunto la Cattedrale dell’Immacolata Concezione e l’ufficio Postale in stile neoclassico.

Ma adesso lasciamoci alle spalle l’Old Port ed iniziamo ad esplorare i fari della costa del Maine. Lungo tutta la costa, tra il 1791 ed il 1907, fu costruita una rete di una settantina di fari per segnalare ai naviganti la costa orientale dell’America. Nel corso degli anni tre sono andati distrutti per le tempeste ma molti sono tutt’ora funzionanti e  visitabili. Ognuno di essi ha una propria storia ed alcuni sono particolarmente famosi non solo per la loro bellezza ma anche perché ce li ricordiamo attraverso le scene di alcuni famosi film.

Nella zona di Portland di fari ne ho fotografati ben 4. Non importa se alcuni sono piccini e sbiaditi hanno comunque un loro fascino e, soprattutto, una loro storia.

Bug Light

Uno dei fari più belli e scenografici, abbarbicato su un costone roccioso, lo troviamo a South Portland ed è il Portland Head – Cape Elizabeth.

Commissionato da George Washington ed edificato tra il 1787 ed il 1790, è il faro più antico del Maine. L’adiacente abitazione fu costruita nel 1891 ed ora al suo interno si trova un museo che ben descrive la storia del faro.

 

 

Altrettanto suggestivo è il faro di Cape Elisabeth al quale si giunge percorrendo delle strade immerse in una natura incontaminata e qui l’oceano rabbioso ti lascia senza respiro.

Continuando il nostro on the road, siamo giunti al 7° giorno, si punta verso Bar Harbor. La costa è molto frastagliata. Nel nostro programma iniziale dovevamo fermarci in ogni cittadina, credevamo di poter volare su quelle scogliere a picco sul mare ed invece la strada correva leggermente all’interno privandoci della bellezza dei panorami 😦 Abbiamo allungato il percorso di una sessantina di km per approdare a Marshall Point Lighthouse, proprio come ha fatto Forrest Gump.

Noi, a differenza di Tom Hanks, qui ci siamo arrivati tranquillamente seduti in macchina 🙂 ed abbiamo percorso, con passi lenti, senza correre, la  passerella che dalla casa del guardiano porta al faro. Questo faro fu fondato nel 1832 per permettere alle imbarcazioni di entrare ed uscire tranquillamente dal porto di Port Clyde.

Il faro originale era una torre di 6 metri illuminata da sette lampade ad olio mentre la torre attuale è alta 9,4 mt ed è a mattoni bianchi. L’attuale casa del guardiano è in stile coloniale e fu costruita in sostituzione di quella precedente andata distrutta a causa di un fulmine.

L’on the road prosegue verso la Penobscot Bay dove troveremo il Maine più caratteristico con colline digradanti verso l’oceano. Le scogliere mozzafiato si alterneranno a baie riparate. Camden, con la sua vivacità con le sue casette bianche che si affacciano sul porto, con le sue chiese, con i negozietti, con quelle magliette che sventolano non possono che affascinare il turista che è, immancabilmente, alla ricerca dell’ennesimo souvenir da portare a casa. Noi ce ne siamo innamorati subito. Affamati ci siamo fiondati in uno dei tanti localini che, a caratteri cubitali, proponeva deliziose lobster o clam chowder.

Abbiamo passeggiato lungo il porticciolo e, at the end, molto a malincuore, siamo ritornati verso la macchina.

Le maledette lancette dell’orologio non ci davano tregua e, purtroppo, ci siamo resi conto che non potevamo concederci altri stop se non qualche foto qua e là … prima di giungere a Bar Harbor dove avremmo sostato per tre notti e dove già pregustavamo la magia dell’Acadia National Park e dell’ennesimo lighthouse del Maine “Bass Harbor”

 

Penobscot Narrows Bridge

 

31 thoughts on “Maine, tra cittadine costiere e fari

  1. Buongiorno Cara, Carissima 🌺 Amica, vorrei essere una piccolissima cosa, ma indispensabile da nn poter mancare nella tua valigia, così da poter viaggiare con te….splendidi scorci, anche se il ” NI” equivale sempre alle nostre aspettative…. Ma anche quelle fanno parte del “viaggio” vero? MEGA ABBRACCIO🥰🧡🧡🧡

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  2. Adoro i fari , pensa che ho intenzione di fare un post a riguardo. Quando non lo so ma prima o poi ci riuscirò. Ne sono innamorata dai tempi dello sceneggiato per la tv dei ragazzi ” i racconti del faro ” ,con un Fosco Giachetti, tenebroso guardiano del faro ,che con la ricetrasmettente chiamava la terra ferma con una frase famosa : ” Libero chiama radio costa. Rispondete. Passo ”. Bei tempi mia cara Bea. Foto fantastiche. Baci. Isabella

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  3. Pingback: Acadia National Park, tappa imperdibile nel Maine | Viaggiando con Bea

  4. Pingback: On the road tra Stati Uniti e Canada | Viaggiando con Bea

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