Sydney grande metropoli d’Australia

Cara Sara prima di parlare di Sydney, la più grande metropoli d’Australia, sai che Viaggiando con Bea non può esimersi dal guardare foto, spulciare guide, leggere i depliant che le hai portato e catturare quante più informazioni possibili per programmare un articolo degno di una vera guida turistica. Non credo ci siano parole per descrivere la bellezza della baia catturata durante le manovre di atterraggio. In un solo clic catturi la magnificenza di tutti quei tentacoli che, come una piovra, si protendono verso la baia e, se solo potessi, vorrei partire all’istante per fare, con la mia fedelissima canon, non uno ma mille scatti. Le mie pupille sono rimaste quasi ipnotizzate nel vedere le luci notturne dell’Opera House con alle spalle uno skyline dalle linee perfette  e poi ….. molto altro ancora che non voglio anticipare se prima non ascolto la tua voce narrante che mi trasferisce quante più emozioni possibili. Mi hai detto che è dura scegliere quale città hai preferito tra Melbourne e Sydney. Io Sydney la trovo fantastica! Forse hai ragione quando dici che il caos delle vie che s’intersecano e quel rumore assordante dei clacson sminuiscono in parte il suo fascino, tuttavia mi attrae e non hai idea di come anch’io vorrei trasferire a te le mie emozioni.

Bea, siamo arrivati a metà della nostra honeymoon. L’impatto con Sydney, dopo i nostri 1000 km on the road, è stato quasi traumatico. Ci siamo lasciati alle spalle dei luoghi paradisiaci che ci hanno lasciato senza parole, dove l’unico rumore era quello delle onde che s’infrangevano sulle scogliere o quello degli animali notturni che gironzolavano intorno al nostro bungalow a kangaroo Island. Ad ogni tornante l’emozione era pronta ad impossessarsi di noi e credimi non ho mai visto delle stelle così grandi. Ma forse, in fondo, avevamo voglia di ributtarci nella mischia della vita frenetica tipica di una grande città e di ritornare alla vita di tutti i giorni ma, soprattutto, eravamo curiosi di scoprire il fascino di una città come Sydney che tanto avevamo immaginato. Ma adesso apriamo questo nuovo capitolo e continuiamo questa avventura virtualmente insieme. Due orette di volo, una corsa in taxi verso il Pullman Sydney Hyde Park ed in men che non si dica eravamo già nella zona di Hyde Park nel cuore di Sydney. Da non credere!! Era tutto a portata di mano e, quindi, indossiamo le nostre scarpette da ginnastica e visitiamola insieme.

Attratti dai parchi è stato quasi istintivo dirigerci subito verso il cuore verde di Sydney, Hyde Park. Tra aiuole fiorite e fontane siamo arrivati all’Anzac War Memorial.

Venne eretto nel 1934 in stile art déco in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Ancora due passi e si arriva al Sydney Town Hall, il più grande e decorato edificio civico in Australia.

Il municipio, notevole esempio di architettura vittoriana, venne edificato in arenaria locale intorno al 1874. L’edificio è composto dal municipio originale, dalle suite del sindaco e dagli uffici comunali. Al suo interno di notevole bellezza è la Sala del Centenario la cui parete occidentale è interamente occupata da il Grande Organo, il più grande organo a canne del mondo. Prima dell’inaugurazione della Concert Hall della Sydney Opera House, il municipio era la principale sala da concerto della città. Accanto al Municipio si può ammirare la chiesa anglicana più antica del Paese, St Andrew’s Cathedral.

Venne edificata in stile gotico intorno alla seconda metà del 1800. Assolutamente da non perdere l‘interno con le sue bellissime vetrate. Il venerdì, in pausa pranzo, si può assistere gratuitamente ad un magnifico concerto d’organo a canne.  Opps!! Quasi impossibile camminare in questa città! Ancora poche centinaia di metri ed uno stop al Queen Victoria Building, edificato nel 1898 come mercato ortofrutticolo, è quasi obbligatorio. Edificio in arenaria a tre piani, riportato al suo antico splendore grazie ad un attento restauro avvenuto agli inizi degli anni ’80. Non si può non rimanere affascinati esplorando il suo interno. Un tripudio di colori e riflessi con i suoi mosaici, vetrate colorate ed un ricchissimo orologio, the Royal Clock, che pende dalla cupola in vetro e poi …. c’è proprio da perdersi con tutte quelle boutique, caffè, insomma da queste parti lo shopping è veramente al top.

Non da meno è lo Strand Arcade, edificio vittoriano, risalente al 1891. La struttura che vediamo oggi venne ricostruita dai commercianti dopo un rovinoso incendio che spazzò via, nel 1976, la storia di quelle bellissime gallerie. A due isolati dal Queen Victoria Building non si può non notare la ricca facciata dello State Theatre. Aperto al pubblico il 7 giugno del 1929 è un magnifico mix di stili che vanno dal gotico all’art déco. Le sue sale offrono una location magnifica per ogni tipo di spettacolo e qui ogni anno ha luogo il Sydney Film Festival. Credimi avrei volentieri visto uno spettacolo solo per accedere all’interno delle sue sale, che dire!! Guarda le immagini su internet e ti accorgerai di quanto siano magnifiche!! La nostra prima giornata a Sydney volgeva quasi al termine ma lungo tutto il percorso non abbiamo mai perso il nostro punto di riferimento che, ormai, stavamo per raggiungere, la Sydney Tower. E’ uno degli edifici più alti della città e dai suoi 293 m di altezza si gode di un panorama mozzafiato a 360° sui tetti di Sydney. Tre ascensori ad alta velocità ti permettono di arrivare in cima alla torre in soli 40 secondi.

Desiderosi di dare un’occhiata ad uno dei quartieri più pittoreschi e più antichi di Sydney, per cena abbiamo prenotato al Cut bar and grill un locale nel cuore del quartiere The Rocks. Ho letto sulla mia guida che Sydney venne fondata nel 1788 e le sue origini sono proprio all’interno di questo quartiere in quanto gli inglesi vi fecero costruire una prigione nella quale deportare i prigionieri del vecchio continente. Dal quartiere malfamato di un tempo oggi è diventato un vero polo di attrazione per milioni di turisti e passeggiando tra suoi vicoli in arenaria, sui quali si affacciano vecchi edifici in pietra, si gode di un magnifico panorama sulla baia. Gironzolando tra le vie lastricate del quartiere ci siamo spinti fino al n. 110 di George Street per catturare in uno scatto la casa più antica di Sydney, Cadman’s Cottage.

Per il nostro secondo giorno a Sydney non potevamo non raggiungere la meravigliosa Baia di Sydney ovviamente solo dopo un’indimenticabile colazione al Central Roasters da noi eletto come il miglior locale per iniziare la giornata.  Partendo dal Pulman Sydney Hyde Park come prima tappa abbiamo raggiunto la Cattedrale di St. Mary, edificata nel 1868 per la comunità cattolica della città.

L’edificio, sito in Hyde Park, una delle zone più affascinanti di Sydney, è stato realizzato in stile gotico e la sua facciata è un magnifico insieme di guglie e torri che le conferiscono un aspetto di antica cattedrale. La Cattedrale è stata costruita là dove fu eretta la prima cattedrale di Sydney distrutta in un incendio nel 1865. Di notevole interesse il suo interno a pianta cruciforme con tre navate. Luci soffuse filtrano dalle imponenti vetrate che raffigurano storie della vita di Cristo, della Vergine e dei Santi. Al suo interno spicca il battistero e al di sotto della cattedrale è possibile visitare la cripta dove sono sepolti gli arcivescovi di Sydney. Nella nostra passeggiata verso la baia il percorso continua verso la più antica biblioteca d’Australia, la New State Library.

Per noi che amiamo la natura non potevamo non dirigerci verso il Royal Botanic Gardens. Luogo ideale per trascorrere delle ore di vero relax passeggiando tra stagni, ampie distese erbose e aiuole fiorite.

Attraversando i tortuosi vialetti dei giardini, passo dopo passo, siamo arrivati ad un magnifico promontorio ombreggiato da pini, Mrs Macquarie’s Point e, credimi Bea, da qui la vista è spettacolare. 

Costeggiando la baia si arriva al cospetto di un vero capolavoro dell’espressionismo moderno, l’Opera House.

E’ uno dei simboli d’Australia che abbiamo cercato di immortalare da ogni angolazione possibile. L’architetto danese Jorn Utzon volle creare un edificio che con i suoi tetti a forma di vele gonfie ben si adattava ad una città ventosa e così legata al mare come Sydney. La costruzione partì nel 1959 ma a causa di una serie di spiacevoli polemiche Utzon abbandonò il lavoro nel 1966. I lavori furono portati a termine da un pool di architetti e si conclusero nel 1973. Solo nel 1999 Utzon si riappacificò con il governo del New South Wales e accettò di essere coinvolto nei progetti di ammodernamento dell’edificio. Nel 2003 Utzon vinse il premio Pritzker un riconoscimento molto importante per un architetto. Continuando sulla Circular Quay siamo giunti ad un’altra icona, il Sydney Harbour Bridge. Questa stupenda opera d’ingegneria la si può attraversare a piedi o in bici ed offre una vista spettacolare sullo skyline di Sydney. Il ponte fu iniziato nel 1923 e venne completato nel 1932. Leggo sulla mia guida che questo meraviglioso ponte ad arco, che attraversa tutta la baia di Sydney, ha una campata di 503 m ed il punto più alto dell’arco si innalza di 134 m sul livello dell’acqua. Comunque Bea il modo migliore per farti stupire all’inverosimile dalla bellezza di questa baia è quella di saltare sul leggendario traghetto per Manly o su uno dei tanti water taxi e farsi trasportare in un’altra dimensione in quella mezz’ora di navigazione.

Sydney non è solo Opera House o Harbour Bridge in questa città è bello farsi coinvolgere da quell’atmosfera rilassata che si respira passeggiando tra i viali alberati dei suoi parchi. E’ bello seguire uno dei tanti itinerari che una guida come National Geographic ti suggerisce. Puoi raggiungere la zona di Darling Harbour o puoi arrivare a Paddington per fotografare quella schiera di case vittoriane che tanto affascinano il turista.

E, dulcis in fundo, non si può non raggiungere una delle spiagge più famose d’Australia, Bondi Beach e rimanere catturati dall’incredibile e scenografica Icebergs Pool.

Le origini di questa piscina olimpionica risalgono al 1929 grazie all’iniziativa di alcuni bagnini australiani che desideravano allenarsi anche durante il periodo invernale. A parte le gare che si tengono regolarmente tra i membri della piscina, la tradizione vuole che una volta l’anno i membri devono sfidarsi in una nuotata dopo aver lanciato grandi blocchi di ghiaccio.  Brrrr!! Solo al pensiero rabbrividisco 😦

 

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