22 marzo 2026- Ore 12,00 Salutiamo Rabat verso mezzogiorno, pronti a percorrere quel centinaia di km che ci separano da Meknes. Verso l’ora di pranzo si fa una sosta lungo il percorso per gustare il nostro primo autentico pasto stile marocchino. Immaginate la scena dove al centro della tavola troneggia una Tajjine fumante ricca di verdure e pollo, il tutto accompagnato da un soffice couscous e da una deliziosa pastilla. Una pietanza buonissima tra dolce e salato… da leccarsi i baffi.
Ma il vero momento di magia arriva alla fine con il rito del tè alla menta, simbolo universale di ospitalità. Non potete capire la bellezza di quei servizi in argento finemente lavorati!! E che dire di quel magico gesto di versare la bevanda dall’alto? Non è solo un esercizio estetico, ma serve ad ossigenare la bevanda sprigionandone tutto l’aroma e creando una leggera schiuma in superficie. In quel bicchiere ci mettono anima e cuore; è il loro modo di dirti “benvenuto” e renderti partecipe della loro cultura.
Un momento di pura magia che ho immortalato nei miei soliti scatti. E ora… via verso Meknes. Lungo la strada verso Meknes ci si perde tra dolci colline ammantate di oliveti argentati. Il periodo migliore per ammirare questo mare verde è proprio tra marzo e maggio.

Meknès è, sicuramente, la meno appariscente tra le città imperiali. Nel nostro giro frettoloso abbiamo dedicato non più di un’ora a una passeggiata veloce tra le vie della Medina. Lungo il percorso ci vengono fatte notare delle bellissime cicogne che, appollaiate sui comignoli dei palazzi, sembrano controllare il passaggio dei turisti.

Avendo pochissimo tempo a disposizione abbiamo percorso velocemente qualche viuzza e siamo giunti alla grandiosa Place el-Hedim, fatta costruire da Moulay Ismail.
La piazza, animata in ogni ora del giorno, si snoda tra la medina e la città imperiale. A sud-est si erge maestosa la porta d’ingresso alla città imperiale, bab el-Mansour. La facciata presenta una preziosa decorazione con intrecci a rilievo su fondo in ceramica e mosaici di un bellissimo verde.
Sul lato sinistro della piazza si poteva entrare nel caratteristico Mercato coperto ma, ahimè, dovevamo volare verso Volubilis.
Eccoci finalmente al cospetto di Volubilis, il sito archeologico romano più importante del Marocco
Il luogo colpisce subito per il vasto panorama circostante, con campi di grano che si estendono a perdita d’occhio. Le rovine della città, che sorgono lungo un ampio sperone roccioso, sono imponenti e coprono un’area di circa 4o ettari; è incredibile pensare che il sito sia stato scavato solo in parte. Accompagnati dalle mani esperti di una guida locale, ci avviamo lungo una strada lastricata che offre, fin dai primi passi, uno splendido colpo d’occhio verso l’intera area archeologica.
Proseguendo, si costeggia il quartiere meridionale, dove si ha modo di ammirare il magnifico mosaico della Casa di Orfeo. Il nome della dimora deriva da questa splendida opera pavimentale, che raffigura il mito del poeta mentre suona la sua lira, circondato da una moltitudine di animali. Di fronte, si intravedono le fondamenta delle terme di Gallieno: qui la guida ci mostra i vari ambienti dalla sala delle caldaie ad altri spazi destinati alle diverse funzioni termali.
Ciò che però colpisce maggiormente è l’Area del Campidoglio, situata nel punto più alto della città.
Era questa la zona del potere, dove spiccano la grande Basilica a tre navate e, poco distante, il Foro porticato
Si procede verso la Casa del Desultore, che custodisce un bel mosaico pavimentale raffigurante l’atleta (il desultor) in procinto di saltare da un cavallo all’altro.
Eccoci quindi giunti all’Arco di Trionfo, eretto nel 217 d.C. in onore di Caracalla.
Lasciandoci l’arco alle spalle, percorriamo il Decumanus Maximus fiancheggiato dai resti di antiche dimore nobiliari, presumibilmente le più belle della città. Lungo il percorso, ci troviamo davanti a due colonne con capitelli corinzi che facevano parte della Casa delle Colonne, risalente al III secolo.
Continuando il nostro tour guidato abbiamo modo di ammirare diversi mosaici che, nonostante la loro lunga esposizione agli agenti atmosferici, sono giunti fino a noi quasi intatti ed in tutto il loro splendore.
Camminare tra queste pietre millenarie, avvolti dal silenzio e dal profumo dei campi di grano, è stato come fare un salto indietro nel tempo. Mentre il sole continua a illuminare le colonne corinzie, ci avviamo verso il pullman: si riparte verso Fès, la nostra ultima tappa di oggi!!!.












Sempre incantevole leggere i tuoi report di viaggio e ammirare le tue foto 👏👏👏
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Ma grazie per questo bel complimento 😉
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Il mio unico rammarico di questo viaggio è non aver riservato un’intera giornata alla scoperta di Meknes, concedendole soltanto una breve sosta, quasi un saluto frettoloso. Eppure sono certo che quella città custodisca molto da offrire a chi sa fermarsi ad ascoltarne l’anima.
Per le rovine di Volubilis, invece, il destino ha scelto diversamente: una lunga fila alla biglietteria mi ha negato la possibilità di varcarne l’ingresso, lasciandomi soltanto il desiderio di immaginare, da lontano, la grandezza silenziosa delle sue pietre antiche.
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A dire il vero a Meknes non c’era molto da vedere. Mi è piaciuta molto di più l’area archeologica di Volubilis anche se niente a confronto con i resti archeologici visti in Giordania. Un abbraccione e al prossimo post 😉
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Davvero bella questa zona archeologica, un fascino senza tempo, sembra uscita da qualche film storico, le tue immagini hanno descritto molto bene l’essenza di questo viaggio e le sue mutevoli sfumature, bravissima! 👏👏👏👏👏👏👌👌👍👍👍😊😊🤗🤗🤗🤗😉😉😉
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Grazie mio fedelissimo followers. Ci impiego veramente tanto a scrivere ogni singolo post. Per fortuna ci sono persone come te che mi seguono e apprezzano ciò che descrivo. Un abbraccio grosso grosso
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Pingback: Marocco: Dove il Silenzio del Sahara incontra la vita frenetica delle Medine | Viaggiando con Bea
La tappa inizia in un modo davvero gustoso: quella Tajjine ha l’aria d’essere buonissima, 😋. È sempre una bellissima cosa imparare qualcosa di nuovo, come è avvenuto nella spiegazione su quel modo “particolare” di versare il tè: anche i miei zii, tanti anni fa, hanno visitato il Marocco e hanno avuto modo di vedere questa usanza tipica. E come te anche loro sono rimasti affascinati da ciò, 🙂.
Il resto della tappa è un meraviglioso viaggio nella storia: tra le foto più belle non si può non nominare i mosaici, un’arte fatta di pazienza nel mettere ogni tessera al proprio posto, fino a comporre il disegno voluto: 🤩!
Questo viaggio è una continua meraviglia, tappa dopo tappa, 🤩.
Baciiiii, 😘😘😘😘😘
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Il viaggio è durato 11 giorni ed ogni giorno ci servivano Tajine ricche di cous cous e tante verdure. Credo che non mangerò cous cous per un po’. Particolarissimo il loro modo di versare il tè e se lo rifiuti si offendono pure. Un abbraccione
PS: gira l’articolo ai tuoi zii così gli facciamo rivivere ricordi di gioventù. Baciii
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Che meraviglia scoprire le tradizioni di una nazione piena di storia com’è il Marocco, 🤩.
Nel fine settimana andrò a mangiare dai miei zii e gli mostrerò le tappe di questo tuo viaggio… chissà che questo bellissimo reportage di viaggio non gli faccia riscoprire le meraviglie che hanno visto e visitato durante una delle loro vacanze, 😀.
Un abbraccione e baciii anche a te carissima Bea, 😘🤗😘🤗😘🤗😘🤗
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Oh caspita Eleonora me lo hai promesso. Per me è molto importante che tu faccia leggere a chi ha vissuto la mia stessa esperienza di viaggio. Falli iscrivere e di loro di commentare. Saranno bravi quanto te ?
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Purtroppo loro non sono molto tecnologici (non che io mi possa definire un’esperta in tecnologia, 😁) e non conoscono nemmeno il mondo del blogging. Pensa che, anche se è una cosa che da quando ho creato il blog l’ho voluta tenere per me, non sapevano nemmeno che avessi un blog. Quando gliel’ho detto mi hanno chiesto che cosa fosse: diciamo che loro e la tecnologia sono un po’ come due binari che corrono paralleli, 😄. Però prometto che quando andrò a trovarli gli mostrerò sempre i nuovi post che pubblicherai, così poi ti terrò aggiornata, 🙂.
Baciiii, 😘😘😘😘😘
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Comprendo benissimo la situazione!! Pensa che a volte leggevo i miei post a mia suocera prima di pubblicarli. Li ascoltava con attenzione e mi diceva “ma che belli!” Poi, però, arrivava la doccia fredda: “ma a chi serve tutto questo lavoro?” . Se ci pensi è vero, un po’ fa riflettere… ma come dico sempre, serve soprattutto a me, per non dimenticare. Baciii 😘😘😘😘
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Ho dimenticato un pezzetto del commento, che distratta che sono, 😁: ho mostrato loro le varie tappe del tuo viaggio e gli è sembrato di rivivere le stesse emozioni provate durante la loro visita in questa terra stupenda, 😀.
P.S: ho visto che hai aggiunto una nuova tappa del viaggio. Giusto il tempo di scrivere ancora qualche commento, poi vado a leggerla, la commento e poi la prossima volta che andrò a casa dei miei zii la farò leggere anche a loro, 🙂.
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Grazie di cuore!! Questa tua lettura dei testi di una scrittrice inedita è bellissima… è proprio come sfogliare un libro vero è proprio , non trovi?
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Sono assolutamente d’accordo, 😀.
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😀
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