Dopo la breve presentazione dei miei 11 giorni in Marocco, eccomi qui per partire virtualmente insieme a voi verso Rabat, Meknes e le splendide rovine di Volubilis.
22 marzo 2026- Ore 8,30 – Lasciamo l’hotel Idou Anfa di Casablanca e, con grande disappunto, ci accorgiamo di essere in una cinquantina e non solo in 12, come promesso al momento dell’iscrizione. Caspitina!!! Siamo veramente in tanti, tutti diretti verso Fès, ma ce lo lasciamo scivolare addosso. Sarà una giornata intensa. Ci aspettano circa 340 chilometri e moltissime cose da vedere.
Un centinaio di chilometri ed eccoci a Rabat, l’antica capitale. Dimenticate il caos delle solite città marocchine, qui ci si trova in un vero salotto di eleganza affacciato sull’Atlantico.
Restiamo con il naso appiccicato ai finestrini, quasi increduli: non una carta lasciata cadere per caso a terra. Tutto è incredibilmente ordinato e pulito: dalle strade senza buche all’assenza di souk caotici, fino al traffico che scorre tranquillo. Qui persino i cimiteri sono perfetti, con le loro basse pietre allineate l’una accanto all’altra.

Rabat è Patrimonio dell’Umanità dal 2012 e, credetemi, è una vera sorpresa.
La nostra prima tappa è la suggestiva Kasbah des Oudayas. Il nucleo storico è ancora cinto dalle mura fatte erigere dal grande sovrano Almohade Ya’qub el-Mansour tra il 1184 ed il 1199.

La Kasbah si estende su uno sperone roccioso che domina il porto e l’estuario del fiume Bou Regreg. Si accede attraverso la porta degli Oudayas, Bab el-Oudaia, splendido esempio di architettura almohade.

Imbocchiamo Rue Jemaa, la strada principale che attraversa la Kasbah con un magnifico dedalo di viuzze sulle quali si affacciano case basse di un bianco candido; non si può non rimanere sorpresi da quanto questa città sia curata.





Alla fine del percorso superiamo una porta e si giunge alla panoramica Plateforme du Sémaphore, l’antico posto di vedetta. Un vento improvviso ci travolge portandoci quasi via!

Da qui la vista sull’Oceano Atlantico e sulla foce del fiume Bou Regreg è spettacolare. Di fronte a noi si stagliano le basse case della città di Salé.

Tornando sui nostri passi, si raggiunge il pullman che ci porterà verso il simbolo del Marocco moderno: il Mausoleo di Mohammed V, un vero capolavoro di artigianato marocchino, edificato tra il 1961 ed il 1971. Due ampie scalinate portano verso l’ingresso del mausoleo rivestito in marmo bianco e con un tetto spiovente realizzato in maiolica verde. L’ingresso è presidiato da uomini della Guardia Reale in alta uniforme.


Si può accedere gratuitamente e non si può che rimanere a bocca aperta per la maestosità dell’ambiente. Coperto da una cupola in mogano scolpito e vetro colorato, l’interno custodisce i sarcofagi di Mohammed V (1909-1961) e dei suoi due figli Hassan II (1929-1999) ed il principe Moulay Abdallah.



Di fronte al Mausoleo svetta il minareto detto Torre di Hassan: ha una pianta quadrata di 16,20 metri per lato e muri il cui spessore non è inferiore ai 2,5 metri. Tutto intorno alla torre si ergono circa 200 colonne mozze, resti di quello che sarebbe stato il progetto, se fosse stato ultimato, per realizzare la seconda moschea più grande del mondo islamico dell’epoca. Il progetto fu avviato dal sultano Ya’qub al-Mansur verso la fine del XII secolo; i lavori si interruppero bruscamente nel 1199, quando il sultano morì.

Dal Mausoleo si gode una vista sul fiume Bou Regreg sulle cui sponde si possono ammirare due avveniristici edifici che spiccano tra i prati: il Grande Teatro di Rabat e la Torre Mohammed VI, che svetta verso il cielo con la sua forma che ricorda un razzo.


L’ultimo stop velocissimo di questa bella città viene dedicato al Palazzo Reale (Dâr-al-Makhzen). Sebbene la residenza ufficiale dei sovrani del Marocco non sia visitabile uno sguardo nell’area intorno al palazzo permette di apprezzarne la raffinata architettura. Scendendo dal pullman, si percorre la piazza Mechouar, un vasto spiazzo cerimoniale utilizzato per eventi reali e parate, dove trionfa il verde di giardini ben curati.



Con gli occhi ancora pieni dell’eleganza di Rabat, risaliamo sul pullman pronti per le tappe successive: Meknes e Volubilis.