Marocco: le 10 tappe imperdibili per scoprire l’anima di Fès

23 marzo 2026 – Ore 8,30  La giornata inizia ufficialmente nella hall del Royal Mirage Hotel. Se devo essere onesta è un albergo che non consiglierei assolutamente: troppo caos 😦

La camera assegnataci la prima notte era semplicemente improponibile. Fortunatamente, dopo le nostre lamentele, la situazione è migliorata e per la seconda notte ci è stata data una sistemazione decisamente migliore.  Ma, come ben sapete, la prima impressione è quella che conta e, di conseguenza, non riesco proprio a trovarci un lato positivo.

Terminata la colazione, siamo pronti: via!

Inizia la nostra giornata a Fès, cuore pulsante del Marocco

Essendo la più antica delle Città Imperiali,  è impossibile non farsi avvolgere dal suo fascino millenario. Qui il caos regna sovrano, ma è un caos che ti stordisce ed affascina nel contempo.

“Balek! Balek!” senti urlare improvvisamente  alle tue spalle. E’ il mulattiere che incita il suo asino facendolo trotterellare  tra gli stretti vicoli della Medina.

Tappa 1: Visitiamo il quartiere di Fès El-Jdid.

Il giro ha inizio dai grandi viali di Fès El – Jdid (la nuova Fès), una delle tre parti  principali della città.  Ci sarebbero volute almeno due ore per visitare questo quartiere che, anche se è chiamato nuovo, ha una storia che risale al XIII secolo, fondato dalla dinastia dei Merinidi.  Noi, purtroppo, abbiamo fatto proprio una toccata e fuga con qualche scatto da Place des Alaouites verso la bellissima facciata del Palazzo Reale (dar el-Makhzen).

Un vero capolavoro di bronzo dorato con le sue sette porte  realizzate tra il 1969 ed il 1971. Da notare il tripudio di colori dei mosaici zellige, piastrelle di terracotta smaltata simbolo del design marocchino. La loro bellezza sta proprio nella piccola imperfezione dovuta al taglio a mano che rende ogni pezzo unico.

Tappa 2: Lo sguardo dall’alto (Borj Nord)

Avremmo potuto esplorare il quartiere ebraico Mellah, il più antico del Marocco, caratterizzato da un’architettura particolare per le sue case con balconi in legno intagliato e ferro battuto ma, ahimè, il pullman ci attende per  portarci verso il Borj Nord

Questa fortezza, risalente al 1582, fu fatta edificare dal sultano Ahmed al-Mansur. Occupa una posizione incantevole sulla collina dalla quale si dominano i tetti delle città vecchia ed i vicoli concitati di Fès el-Bali. E’ il posto perfetto per perdere lo sguardo verso l’immensità di questo groviglio urbano prima di catapultarci al suo interno. 

Dopo una lunga ed accorata spiegazione sulla storia di Fès, rieccoci in pullman pronti per accedere alla più grande area pedonale del mondo e patrimonio UNESCO: la Medina di Fès el-Bali .

Tappa 3: L’ingresso nel labirinto  ….

Si scende dal pullman in questa grande piazza all’interno della zona pedonale della Medina di Fès.

Place R’Cif è probabilmente l’unica grande area adatta per le soste dei pullman da dove poter iniziare il giro della medina. Varcata la soglia, si rimane letteralmente storditi. Si percorre a gran velocità quel labirinto di vicoli sui quali si affacciano antichi palazzi e negozietti, dove è quasi impossibile fermarsi per contrattare un acquisto 😦 per via del flusso costante di turisti. Ci avevano consigliato di camminare rigorosamente sempre sul lato destro, poiché quello opposto è riservato a motorini o asinelli carichi di merce, ma, credetemi, in quel caos si perde la razionalità.

Camminando verso nord-est, dopo circa 300 metri, ci si ritrova già nel cuore dell’artigianato marocchino, Place es-Seffarin. E’ un piccolo slargo ombreggiato da un platano e adornato da una fontana con decorazioni floreali. E’ la piazzetta degli artigiani del rame, situata tra il souk dei tintori e quello dei conciatori. Ad accoglierci è il battere incessante dei martelli che modellano il metallo. Su un lato della piazza svetta la facciata della Madrasa Seffarine, la più antica scuola coranica della città,  fondata dai merinidi nel 1280.

Lungo il tortuoso percorso vi capiterà di fare innumerevoli scatti verso bellissime porte monumentali, ingressi nascosti di moschee di cui non conoscete il nome o la storia, ma che restano, comunque, degli angoli molto affascinanti.

Salendo sui tetti dei negozi, vi capiterà di fotografare le bellissime tegole verdi, come già detto colore simbolo dell’Islam, che decorano i monumenti più importanti della città, creando un contrasto meraviglioso con il color sabbia degli edifici.

Tappa 4 : uno sguardo  alla Moschea Al-Qarawiyyin

La moschea fu fondata nell’anno 859 ed è il più imponente edificio di culto dell’Islam magrebino. Nata originariamente come moschea dotata di una madrasa (scuola), nel tempo è diventata la più antica università al mondo ancora attiva. Un luogo dove c’è un connubio speciale tra preghiera e istruzione.  La struttura è celebre per le sue dimensioni: può ospitare fino a 20.000 fedeli, il che la rende una delle più grandi del continente africano.  L’accesso alla zona interna è generalmente riservato ai soli fedeli musulmani, motivo per cui le immagini del cortile e delle sale restano una rarità per i visitatori non musulmani. Nonostante ciò, percorrendone il suo perimetro, siamo riusciti a catturare qualche scatto attraverso le porte lasciate socchiuse.

Tappa 5 : La Madrasa  Al-Attarine

Il giro prosegue con una tappa imperdibile: la visita alla Madrasa Al-Attarine. E’ sicuramente la Madrasa più bella della città, considerata uno dei capolavori dell’arte merinide.

Le Madrasa erano scuole dedicate alla dottrina coranica e, allo stesso tempo, fungevano da convitti dove  gli studenti, provenienti da altre città, potevano alloggiare gratuitamente.  Al suo cortile interno si accede attraverso una porta in legno con battenti in bronzo.

Una volta varcata la soglia ci accoglie un tripudio di eleganti colonne e grandi archi, al cui centro spicca una fontana in marmo.

Il patio  è di forma rettangolare caratterizzato da  due gallerie laterali  con facciate composte da cinque arcate in legno di cedro scolpito, che poggiano  su pilastri quadrati. I pilastri sono decorati con splendidi mosaici che riportano versi del Corano, mentre nella parte superiore delle pareti si può osservare una minuziosa decorazione in stucco con motivi floreali.   

Sul fondo del patio, tramite un grande arco, si accede alla Sala della Preghiera, dal cui soffitto in legno di cedro riccamente decorato, pende un lampadario in bronzo.  Tramite una scala interna si accede al primo piano dove si trovano le semplici stanze dove alloggiavano gli studenti della vicina Università Al-Qarawiyyin. In questo luogo l’architettura non è solo estetica, ma è una forma di preghiera visibile attraverso gli elaborati intarsi degli artigiani.

Mentre il brusio del Souk torna a farsi sentire appena fuori dal portale in bronzo, guardiamo con entusiasmo alla nostra tappa successiva.

Tappa 6: Place Nejjarin e il museo del legno

E’ indubbiamente una delle piazze più belle di Fes El-Balì. Al suo centro spicca una magnifica  fontana interamente rivestita di piastrelle di maiolica smaltata (zellige) e protetta da una tettoia di cedro a tegole verdi. 

Nota come la “Piazza dei carpentieri”, su di essa si affaccia la splendida facciata del Fondouk en-Nejjarin, che oggi ospita il Museo delle arti e dell’artigianato del legno.

L’edificio si sviluppa attorno ad un cortile interno ed è circondato da gallerie ornate di balaustre  in legno intagliato. Il museo è organizzato su tre livelli ed offre una ricca collezione di oggetti tradizionali in legno tra cui utensili, mobili, strumenti musicali e persino le porte della Madrasa Bou Inania. Originariamente questo era una locanda dove i mercanti di passaggio potevano trovare alloggio e ristoro. Se saliamo al primo piano si possono osservare le stanze dove i mercanti pernottavano, mentre il pianterreno era un luogo di contrattazione. Nel 1916 fu classificato come monumento dall’alto valore storico e, successivamente, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Tappa 7:  Il Quartiere dei conciatori a Fès

Le concerie Chouara sono un vero spettacolo. La prima cosa che ti colpisce è l’odore pungente che ti prende alla gola. Accettate i rametti di menta che vi offrono all’ingresso dei negozi ed inerpicatevi su per gli stretti scalini che portano alle terrazze panoramiche.

Una volta in cima, davanti ai vostri occhi si apriranno centinaia di vasche, tonde o quadrate, dai mille colori. Uomini con i pantaloni arrotolati fin sopra al ginocchio lavorano immersi in quei liquidi maleodorante, mentre dai balconi penzolano pelli di ogni sfumatura di colore, stese al sole ad asciugare.

Visitare le concerie  è un’esperienza sensoriale che non bisogna assolutamente perdere. Ricordatevi che posti come questo sono ormai unici al mondo. Una tradizione millenaria che, di generazione in generazione, viene tramandata da padre in figlio. Quello che si vede dalle terrazze non è semplice vernice, ma il risultato di ricette rimaste immutate nei secoli.

Tappa 8: Madrasa Bou Inania 

Riguardando le foto, non riesco né a ricordare né a capire se abbiamo visitato questa scuola coranica. Provo comunque a immaginarla, proprio per non tralasciare la più bella Madrasa di Fés. Lasciata alle spalle la nostra esperienza sensoriale si percorre una delle due strade principali che attraversano la Medina, Tala’a Kebira. Circa un chilometro ed eccoci giunti  davanti all’ingresso di questa splendida struttura. Dalle bellissime porte in legno di cedro con battenti placcati in bronzo lavorato,  ai gradini all’ingresso bordati d’onice e ricoperti di maioliche; dalle pareti rivestite da raffinate decorazioni floreali alla cupola in legno dipinto: è un tripudio di ricchezza decorativa. Nooo, purtroppo la guida di Archè Travel qui non ci ha proprio portato. Leggo sulla mia fedelissima guida touring che intorno al cortile centrale si aprono i vari ambienti come la sala studio, con la porta scolpita con estrema raffinatezza, o la sala preghiera al cui interno si scorge il mihrab. Lungo i lati maggiori del cortile si trovano le aule, mentre  ai piani superiori ci sono gli alloggi che un tempo ospitavano gli studenti. Un minareto decorato con piastrelle verdi sovrasta l’intero edificio. No, non l’abbiamo visto e mi domando il perché. (Queste tre foto mi sono state date da mia figlia Ilaria )

Tappa 9: Bab Bou Jeloud, la porta blu di Fès

Ultima tappa di questa giornata, intensa di emozioni, è una delle vie di accesso alla Medina,  porta di Bab Bou Jeloud. La porta si presenta ai nostri occhi con tre archi moreschi riccamente decorati. Costruita nel 1913 in stile ispano-moresco, la sua ricca decorazione racchiude simboli islamici ed ebraici.

Il dettaglio più affascinante è la sua natura “bifronte”.   All’esterno, le piastrelle sono di un blu smagliante (il colore tipico di Fès) All’interno, una volta attraversati gli archi, scoprirai che la porta diventa di un intenso  verde, il colore simbolo dell’Islam.

Tappa 10Dove mangiare a Fès, Restaurant Palais Lahlou

Tra una tappa e l’altra, un pranzo marocchino non poteva certo mancare. Con nostra grande sorpresa, la  guida ci ha portati in questo ristorante nel cuore della medina di Fès. Il locale è noto per la sua splendida architettura arabo-andalusa, caratterizzata da intricate decorazioni in mosaico (zellij) e intagli in legno o gesso.

Fez ci saluta tra il profumo del legno di cedro e l’eco dei passi nei suoi vicoli. La salutiamo con gli occhi pieni di meraviglia e con la tipica energia di chi sa che il bello deve ancora venire.

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