Castello di Issogne, on the road in Val d’Aosta

La Valle d’Aosta è la più piccola tra le regioni italiane. E’ qui che, nel corso dei secoli, alcune tra le più importanti famiglie valdostane hanno eretto le proprie dimore. Seppur piccola la Val d’Aosta è una terra di grande fascino dove esiste un connubio perfetto tra arte e natura. Se vieni in questa regione non puoi esimerti dal visitare i suoi castelli, ma, soprattutto, non puoi non assaporare quel profumo di antiche tradizioni montanare che si respira tra le sue vallate.

In questa mia prima giornata on the road, dopo aver visitato il Forte di Bard, si prosegue verso il Castello di Issogne.

E’ sufficiente un solo aggettivo per definirlo: “stupendo”

Esternamente non ha l’aspetto del classico castello con torri e mura merlate. Anzi direi che è un blocco quadrangolare con torri laterali, quasi insignificante, mancando completamente di decorazioni esterne. Inizialmente il castello apparteneva ai vescovi di Aosta e successivamente passò alla famiglia Challant. Nel corso degli anni gli edifici subirono parecchi cambiamenti ma l’attuale aspetto di palazzo residenziale, a ferro di cavallo, è frutto di un’opera di restauro, effettuata verso la fine del Quattrocento, per volere di Giorgio Challant, priore di Sant’Orso. Varcando il portale d’ingresso vi accorgerete che state per visitare qualcosa di speciale.  Al centro del cortile, attorniato da edifici sulle cui facciate spiccano gli stemmi del casato Challant, noteremo una bella fontana ottagonale detta Fontana del Melograno.

20210828_144330L’albero, realizzato in ferro battuto,  venne donato da Giorgio Challant al figlioccio Filiberto.

Dopo questo primo stop la visita continua verso un magnifico porticato riccamente decorato. Le lunette che ci vengono spiegate dalla voce narrante della guida sono sette e gli affreschi raffigurano scene di vita quotidiana.  In una c’è la bottega del sarto, un’altra rappresenta il mercato di frutta e verdura, poi troviamo la bottega del fornaio o quella dello speziale, ecc. ecc.

Spostandoci all’interno dell’edificio troviamo la sala da pranzo, un tempo detta “poyle” che voleva dire “stanza riscaldata” poi si prosegue verso la cucina. Il locale è suddiviso, da una cancellata in legno, in due zone. Una zona molto ampia dotata di un grande camino, di un forno e di due ripostigli al muro, l’altra di dimensioni inferiori che molto probabilmente era riservata alla servitù.

 

Al pianterreno troviamo il principale ambiente di rappresentanza del castello, la Sala baronale o di Giustizia.  Il tripudio di affreschi  presenti sulle pareti raffigurano paesaggi e scene di caccia. La bellezza armoniosa della sala è completata da un bel camino in pietra sul quale notiamo lo stemma di Giorgio Challant sorretto da un leone e da un grifone.  20210828_144136

Una monumentale scala a chiocciola  ci permette di accedere al primo piano. Di notevole interesse è la Cappella ricca di affreschi della scuola del Colin ed un altare gotico in legno finemente lavorato. Notevole è il trittico fiammingo .

 

La visita continua verso la camera di Giorgio di Challant detta anche dei “Cavalieri Mauriziani” per le croci mauriziane che decorano il soffitto a cassettoni.  Anche qui, sul camino troviamo dipinto lo stemma di Giorgio di Challant.  L’arredo attuale comprende un letto dei primi del XVI secolo ed una credenza in stile gotico. Sulle pareti dell’oratorio di Giorgio di Challant  spiccano degli affreschi che raffigurano scene della Crocifissione, la Deposizione nel sepolcro e la Pietà.

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L’ultima stanza che avremo modo di visitare è la stanza del Re di Francia con un bellissimo soffitto a cassettoni decorato da gigli ed è per questo che questa stanza è chiamata anche “dei Gigli”. Nel ‘500 era la camera nuziale di Renato di Challant. Il letto a baldacchino, che reca lo stemma degli Challant di Aymavilles, fu acquistato presso un contadino di Ussel. 

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Il Castello di Issogne, dopo un periodo di decadenza, venne acquistato nel 1872 da Vittorio Avondo ed è grazie ai lavori di restauro che sono stati effettuati per suo volere che oggi possiamo ammirare la magnificenza delle sue sale e la ricchezza delle decorazioni .  

Per ultimo eccoci nella “Sala delle Armi” detta anche “Chambre de Savoye” per gli stemmi dipinti sul camino appartenenti a Carlo Giovanni Amedeo di Savoia e alla madre Bianca del Monferrato. La stanza, come la vediamo oggi, è stata trasformata da Vittorio Avondo nella sala delle armi in quanto qui sistemò tutta la sua collezione di armi antiche. Parte della collezione è andata persa dopo la donazione del castello allo Stato. 

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Se siete dei buoni osservatori non potete non aver notato la miriade di graffiti ed iscrizioni di cui sono ricoperte alcune pareti delle stanze del castello. Iscrizioni o disegni, di enorme valore storico, che sono stati realizzati dagli ospiti del castello nel corso dei secoli e che ci raccontano le storie di chi è passato da qui. 

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