Stoccafisso all’elbana, ci provo anch’io ;)

Ogni occasione è buona per correre all’ Isola Elba e a novembre, proprio pochi giorni prima del lockdown, ci sono ritornata per assaporare ancora qualche scampolo d’estate.  L’isola d’Elba in autunno è stupenda.  Il colore delle vigne incomincia a virare dal verde brillante al giallo e poi verso il rosso. I panorami assumono una lucentezza che solo un fuori stagione ti regala. Nei pochi ristoranti aperti entri in punta di piedi, ti siedi e ti lasci coccolare dal primo al dolce. Ecco, direi che coccolare è la parola giusta per descrivere le sensazioni che provi quando vai da Floriano in un fuori stagione.  Tra i piatti gustati non potevo non riprendere gli spaghetti con  tonno e pesto di pistacchio o lo stoccafisso all’Elbana.

Sapori che ricordano i profumi e gli aromi di una volta.   Momenti di pura magia che oggi ho tentato di portare tra i fornelli di casa cimentandomi con lo “stoccafisso all’elbana”. Non sarà come quello di Floriano ma è comunque andata bene. Pronti per la ricetta? Allora venite con me e seguitemi in cucina 😉 

Ingredienti

  • 1 kg di stoccafisso ammollato
  • 1 bicchiere di latte
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 cipolle di media grandezza
  • 2 cucchiai abbondanti di concentrato di pomodoro
  • una manciata di olive nere
  • 4 patate di media grandezza
  • olio evo e sale q.b.

Procedimento:

  • Privare lo stoccafisso dalla pelle e dalle lische e metterlo a bagno per un’oretta nel latte 

  • Affettare sottilmente le cipolle e fare rosolare in abbondante olio. Aggiungere una manciata di olive nere

  • Aggiungere lo stoccafisso, continuare a rosolare e sfumare con il vino bianco.

  • Aggiungere le patate tagliate a tocchetti,  la conserva di pomodoro, olio e poco per volta del brodo vegetale, non troppo salato.

  • Amalgamare il tutto e far cuocere molto lentamente  almeno per un’oretta abbondante.

  • A fine cottura cospargere  con del prezzemolo surgelato e spegnere.

Servire a tavola con qualche fetta di pane abbrustolito.

19 thoughts on “Stoccafisso all’elbana, ci provo anch’io ;)

      • Ciao Bea, che bello leggerti! 🙂 Da pochi giorni ho iniziato a leggere/studiare un testo di spiritualità, che poi recensirò per il blog, ma ne farò anche un altro uso, più spirituale; io per fortuna riesco ad andare a tiare, anche se in questi giorni freddi ho evitato di andare, ma voglio riprendere, prima che inizino le piogge invernali. Abbraccione anche a te 🙂

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        • Ecco invidio un po’ questa tua perseveranza nell’approfondire argomenti di fede. Vorrei arrivare al punto di dire con assoluta certezza: “Dio c’è” ed invece sono qui che mi faccio mille domande eppure sono sempre pronta a cecarlo ovviamente nei momenti del bisogno. Un abbraccio sincero 🙂

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          • Di come credo che sia nata questa fede, ne ho parlato in un articolo che giace in una delle tante cartelle del mio PC, ma che è stato inserito anche in un notiziario della Basilica. E’ arrivato un momento, l’anno scorso, in cui ho sentito il bisogno di mettere tutto nero su bianco; prima di tutto, per dare un senso a me; poi anche per farlo conoscere ai lettori di quel notiziario. 🙂
            Approfondisco queste tematiche sia per interesse, sia per “dover” se vuoi, visto l’impegno che ho preso con la Basilica; è un modo per essere in costante formazione. Ma ogni tanto, ho bisogno di staccare e leggere altro, prima di riprendere. Un abbraccio sincero anche a te:) Buon pomeriggio. 😉

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  1. Eh si, pare proprio che mia moglie non possa più fare a meno delle tue ricette! Questa volta ha voluto replicare il tuo Stoccafisso all’elbana. E ha fatto bene! Piatto delicato ma gustoso, complesso e intrigante come il Vermentino dell’Elba che l’ha accompagnato. Con una variante bergamasca, però: una bella fetta di polenta gialla invece del pane abbrustolito. Mmmmmm….
    Alla prossima!

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