Fiume San Lorenzo, dalle Chut-Montmorency a Le Chemin du Roy

Innumerevoli sono i volti del Canada. Città moderne sempre all’avanguardia e città storiche con architetture che ricordano la vecchia Europa, vedi la “très charmant Quebec City”.  La natura a nord di Quebec City deve essere qualcosa di meraviglioso con distese infinite di boschi che in ottobre s’incendiano di rosso e poi… lo scorrere del fiume che verso la foce si allarga creando un tutt’uno con le acque marine. Prima di viaggiare verso Montreal e percorrere virtualmente insieme parte de… “Le Chemin du Roy” , desideravo farvi fare un tuffo di ben 83 m. dalle Chut-Montmorency. A questa gita fuori porta abbiamo dedicato parte della nostra seconda giornata trascorsa a Quebec City . Per giungere alle cascate è sufficiente

prendere, da Place d’Youville, il pullman n. 800 al prezzo di 3,50 $ canadesi per tratta. Una quarantina di minuti e giungerete al Parc de la Chute-Montmorency che, a mio avviso, è davvero spettacolare. Percorrerete in pieno relax sentieri che s’insinuano tra gli alberi, camminerete su ponti sospesi, un continuo su e giù per le scale panoramiche alla ricerca dello scatto perfetto. Non vi stancherete d’immortalare ripetutamente quell’acqua impetuosa che si tuffa nel vuoto da un’altezza di ben 30 metri in più rispetto a quella delle Cascate del Niagara.

Per la nostra giornata dedicata ai dintorni di Quebec city avremmo voluto esplorare parte dell’Isola di Orleans, nota come la culla della civiltà francese in Nord America, ma, ahimè, non si poteva far tutto.

E’ giunto il momento di partire per Montreal. Andremo alla scoperta di parte di quel percorso stradale, realizzato a partire dal 1730, che si chiama Le Chemin du Roy. E’ una delle strade più antiche del Canada che collegava Montreal a Trois-Rivières e a Quebec City. Un percorso di circa 281 km da fare con tutta calma.  A tratti abbiamo seguito la veloce autoroute 40 e a tratti, desiderosi di viaggiare il più vicino possibile lungo le sponde del fiume San Lorenzo, si cercava di seguire la route 138.

La Strada del Re si snoda tra piccoli borghi alcuni dei quali conservano antiche case in pietra e fanno parte dell’associazione dei villaggi più belli del Quebec. E’ per questo motivo che ho tanto insistito con il gruppo per poter percorrere questa strada. Sinceramente mi aspettavo molto di più ma forse avremmo dovuto fermarci in ognuna delle località consigliate ed invece il più delle volte si tirava dritto. Percorrendo la route 138 vi accorgerete che vi sono spesso dei cartelli blu con il simbolo della corona reale che vi ricordano, costantemente, che siete sulla strada giusta.

Incontrerete case dai colori sgargianti, percorrerete strade tranquille e fotograferete paesaggi ameni che sembrano delle vere pennellate d’autore. In men che non si dica arriverete a …

 

Cape Santè. Concedetevi una sosta per visitare “l’Eglise Sainte-Famille et le Presbytere”.

Cercate le Vieux Chemin, una delle strade più belle del Canada, e raggiungete le sponde del fiume. Il panorama è davvero suggestivo con i colori che si presentano davanti ai nostri occhi.

Risalite in macchina e proseguite. Io, con il naso appiccicato al finestrino, ho cercato d’immortalare ogni casa e là dove c’era una storia ero pronta a fotografarla.

Non mancate di sostare a Deschambault dove, in un angolo appartato, potrete visitare, solo in estate, l’antico presbiterio risalente al 1815.

Prima di giungere a Trois Rivières, la seconda città più antica del Canada, quasi per caso arriverete in un luogo ameno ma pieno di fascino. Siete nel comune di Grondines dove scoprirete uno dei più antichi mulini a vento del Quebec. Costruito nel 1674, il mulino è una torre cilindrica a tre piani in muratura con tetto conico in legno.

Ultima sosta che merita una visita accurata è il Santuario di Notre-Dame-du-Cap. 

Il Santuario si trova sul fiume St. Lawrence poco fuori dalla cittadina di Trois-Rivières. È uno dei Santuari più visitati del Canada, poiché è dedicato a Nostra Signora del Rosario, Regina del Canada. La storia di questo Santuario c’insegna che occorre recitare quotidianamente il Rosario.

Tra i vari appunti leggo che: Papa Giovanni Paolo II, ci insegnava la pratica della recita quotidiana del Rosario nelle famiglie è necessaria per la sopravvivenza delle persone e delle nazioni.

La parte più antica di questo luogo di culto è una chiesetta piccola in pietra risalente al 1720, giunta integra ai giorni nostri.

Alle spalle della chiesetta si eleva imponente la Basilica di Nostra Signora del Rosario costruita tra il 1955 ed il 1964, su progetto dell’architetto Adrien Dufresne. La cupola è alta 38 metri. Le finestre istoriate sono considerate un vero tesoro per il North America.

Il Ponte del Rosario, edificato nel 1924, commemora l’evento miracoloso avvenuto durante l’inverno del 1879.

Il miracolo del Ponte di Ghiaccio

********* Estratto da Internet…

Il miracolo del ponte di ghiaccio nel 1879 per intercessione di San Giuseppe e Madonna del Rosario

La preghiera di Padre Desilets è stata concessa fin da subito. Ecco la testimonianza di Padre Duguay, il curato e assistente di Padre Desilets:

“Il 14 marzo un forte vento ha spezzato il ghiaccio bloccando la foce del fiume San Maurizio e sfiorando la riva settentrionale del San Lorenzo. Il ghiaccio rotto si spostò a valle nella baia di Cap-de-la-Madeleine, coprendo il fiume fino a una distanza di alcune centinaia di metri sotto la chiesa. Durante la messa, ho annunciato, a nome del parroco, che ci sarebbe stata una messa solenne il 19° di Marzo per presentare una petizione a San Giuseppe per un ponte di ghiaccio. Aggiunsi che, dopo i vespri, avrei accompagnato coloro che desideravano prospettarsi un passaggio fino all’altra sponda del fiume San Lorenzo.

“Quando abbiamo raggiunto l’area in cui il fiume era coperto, abbiamo visto che il ghiaccio alla deriva era sparso tra la neve fluttuante … Siamo avanzati sul fiume, scegliendo luoghi in cui i frammenti di vecchio ghiaccio sembravano essere più vicini. La distanza tra i banchi rotti variava considerevolmente. E così via siamo andati. Sig. Firmin Cadotte ha aperto la strada, con l’ascia in mano, una corda intorno alla vita, tenuta da Sig. Flavien Bourassa … per ogni evenienza!

 “Dopo varie punto di sosta nel cammino, ci siamo diretti verso il lastricato finale del vecchio ghiaccio. Deve essere stato a circa 1000 piedi dal ghiaccio costiero lungo la costa meridionale … Quando alzai lo sguardo, vidi che le mie due guide si erano spostate di circa 200 piedi: si erano resi conto che se fossero risaliti a monte, in diagonale, avrebbero potuto essere in grado di raggiungere il ghiaccio costiero che si estendeva dalla spiaggia di St. Angèle. Ancora in movimento, Sig. Firmin Cadotte colpì il ghiaccio sottile con la punta della sua ascia. Gli altri uomini ci hanno guardato mentre andavamo avanti, Ma non osavano seguirmi, così, alla fine, le mie due guide e io eravamo gli unici a raggiungere la sponda sud … “Sig. Firmin Cadotte stava strisciando in avanti, provando con la mano una striscia piccola o una chiazza di ghiaccio che prenderebbe il peso del suo ginocchio … Trenta uomini hanno lavorato lungo questo tratto di 1.600 piedi fino alle undici di quella sera, con solo tre lanterne per dare luce nel loro compito, che era quello di preparare una pista abbastanza larga per due carri per passarci l’un l’altro. Siamo tornati alle 23:00 della notte. Fermandomi vicino alla vecchia sacrestia, chiesi agli uomini: “Bene, qual è il prossimo passo?” Sig. Firmin Cadotte rispose: “Dobbiamo versare acqua sul ponte per renderlo più denso.” Alle tre del mattino della stessa notte, eravamo di nuovo al lavoro sul ghiaccio. La notte era nitida, considerando che era la fine di marzo, e il ponte era già abbastanza solido da poter camminare. “Il 18 marzo, alle 4 del mattino, il vento del nord ha soffiato forte e aveva spinto via le nuvole. Mandammo alcuni uomini a versare ancora acqua sul nostro ponte e di sciogliere la neve caduta durante la notte. Stavamo cominciando ad essere orgogliosi del nostro ponte. Quando lo provammo con un colpo di un’ascia, scoprimmo che era già spessa sei pollici. Ciò ha sollevato le speranze di successo di tutti. Avevamo incaricato Sig. Joe Bellefeuille e suo figlio di preparare blocchi di pietra di sei piedi ognuno. Mentre stavamo decidendo dove aprire la pista (c’era stata molta neve durante la notte), abbiamo visto la prima slitta arrivare sul nostro ponte. Era guidato da Joe Longval che era stato ansioso di portare il primo carico di pietre. “Il gruppo di lavoro, che era iniziato mercoledì 19, durò fino alla sera di mercoledì seguente … per domenica 175 slitte avevano attraversato il fiume … Avevamo trasportato circa mille metri di pietra lavorata, più pietra per le fondamenta. Ho ordinato una sosta per il lavoro, e nessuno si è impegnato a fare un altro viaggio. È stato davvero straordinario, un vero miracolo. Ha sfidato il buon senso. Lo chiamammo immediatamente Ponte del Rosario.

*********

Rimango sempre molto affascinata da queste storie e, dentro di me, nei momenti più difficili penso sempre che ci deve essere per forza qualcosa al di là di questa vita.

14 thoughts on “Fiume San Lorenzo, dalle Chut-Montmorency a Le Chemin du Roy

    • Ciao Cara. Sono felice di farti un po’ sognare. Le cascate belle ma vedrai quando scriverò di quelle del Niagara. Allora sì che vorresti essere proprio lì con me. Luglio e settembre sono i miei mesi elbani perché non vieni lì a far vacanza con i tuoi? Bacioni Bea

      Piace a 1 persona

      • Eh lo so lo so che sei all’Elba, e mi racconterai del pescatore che ti da il buon pesce e ci racconterai delle cose buone che prepari, ma io lavoro da aprile a settembre e le ferie che faccio a luglio me le godo a casa mia nel Salento, visto che ci vado una sola volta l’anno! E ogni anno mi ripropongo di andare in altri posti, ma quando casa tua chiama, il cuore risponde! 😉 accontentiamoci delle nostre chiacchiere virtuali per il momento è dell’assaporare i tuoi viaggi!
        Immaginavo che nascondevi qualcosa di più grande è meraviglioso di cui parlare 😱😱😱😱😱 il Niagara 😱😱😱😱😱
        E quando avrò il tempo di vedere tutte queste meraviglie io?!?!? Chissà! 🤷🏻‍♀️ pazienza
        😘

        Piace a 2 people

          • Oh no, no! Devi assolutamente sfruttarla! Scherzi? Già paghiamo le tasse su ste case che sono un secondo e terzo mutuo, figuriamoci se le lasciamo chiuse! E poi, tempo fa mio padre si avvicinò a me dicendomi, stavo pensando di scritturarvi parte della casa così ve la sistemate ( siamo 4 fratelli). L’idea era carina, è tanto che gli dico sistemiamola così veniamo a scaglioni con le famiglie, chiaramente. Beh, l’ultima volta alla sua affermazione gli ho risposto: scusa papà, tu usufruisci della casa, e a te la totalità della casa, come primo ed unico immobile, non ti chiede l’imu, a noi, x una quota della medesima casa, ci devi fare pagare la seconda casa? Morale della favola è ancora lì! Chissà che fine farà quella casa laggiù! Non ci pensiamo! Adesso possiamo pensare di andare dal nonno, poi quando non ci sarà più, valuteremo anche l’Elba, nell’eventualità 🤣😘
            Notte cara

            Piace a 1 persona

  1. Pingback: On the road tra Stati Uniti e Canada | Viaggiando con Bea

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