Friuli Venezia Giulia, girovagando tra Cividale e Gradisca d’Isonzo

Come pensate Bea abbia iniziato il 2020? E’ ovvio!! L’ha iniziato viaggiando. Ha scelto una meta vicina, tra gente semplice legata ad antiche tradizioni. Cinque giorni trascorsi girovagando tra piacevoli borghi ed ampie distese di filari di vite il tutto incorniciato da montagne innevate. Ma adesso venite virtualmente con me in

Friuli Venezia Giulia

Vi avevo già parlato di Trieste, indubbiamente la perla della regione. E’ una città di grande fascino nota a tutti per la bora. Passeggiando per le vie del centro non potrete non percepire quell’aria aristocratica che la contraddistingue.  Vi avevo mostrato anche Aquileia, uno dei siti archeologici più importanti dell’Italia settentrionale che dista solo una trentina di Km da Trieste.

 Come a raggiera ho creato dei mini itinerari partendo da un unico punto…

Manzano : Agriturismo i Ronchi di Sant’Egidio 

Un affascinante casale nel cuore dei Colli Orientali del Friuli. Una vera oasi di pace che mi ha fatto guardare al 2020 con tanto ottimismo. Qui  io ed il mio Lui abbiamo trascorso quattro notti e ci siamo trovati benissimo. Camere spaziose e coccole a non finire. Colazione ricca di prodotti genuini e non mi sono mai stancata di stupirmi alla vista del panorama che circonda questo luogo.

Il nostro soggiorno è stato cadenzato da ritmi lenti, gustando passo dopo passo le antiche tradizioni, i profumi ed i colori di questa terra. Non abbiamo tenuto in mano una guida turistica ma solo brevi appunti presi qua e là. I primi scatti li ho dedicati all’Abbazia di Rosazzo. Un’Abbazia secolare che dista solo 1 km dall’Agriturismo. Dal belvedere la vista spazia in un susseguirsi di dolci colline ricche di vigneti ed uliveti punteggiate qua e là da piccoli borghi.  Edificata intorno all’anno 1000 la Chiesa Abbaziale, dedicata a San Pietro Apostolo,  è prevalentemente in stile romanico  ma, a seguito delle varie ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli, vi si possono trovare elementi architettonici risalenti ad epoche diverse.

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La tappa che mi ha maggiormente affascinato è stata quella di Cividale del Friuli. Fondata nel I° secolo A.C. da Giulio Cesare, nel 568 d.C. divenne sede del primo ducato longobardo in Italia. A metà Ottocento entrò a far parte del Regno d’Italia.

Il giro turistico deve assolutamente partire dal Ponte del Diavolo, uno dei simboli di Cividale. Il colpo d’occhio che si ha da quel ponte in pietra che scavalca il Natisone con due ardite campate, è magnifico. Vi lascio immaginare gli scatti che ho fatto. Guardavo a sinistra e venivo terribilmente attratta dalle acque verdi del Natisone.

A destra lo sguardo si perdeva tra antiche case color pastello così splendidamente illuminate dal sole e addossate le une alle altre in un magnifico gioco di logge e torri campanarie.

Perché chiamarlo il “Ponte del Diavolo”? Sarà per la leggenda che si tramanda da generazione in generazione? Pare che per la realizzazione di questo ponte i Cividalesi invocarono il Diavolo il quale offrì il proprio aiuto chiedendo come ricompensa l’anima del primo che lo avesse attraversato. Le condizioni del Diavolo vennero accettate ed il ponte venne realizzato in una sola notte. Il Diavolo pretese la  sua ricompensa ma i Cividalesi riuscirono ad ingannarlo facendo passare sul ponte un cane. Percorriamolo ed iniziamo il nostro mini tour turistico che ci ha preso solo un paio di orette. Quasi subito dopo il ponte, percorrendo Via Monastero Maggiore, si giunge, dapprima all’Ipogeo Celtico, e subito dopo al nr. 34 si accede al Monastero di Santa Maria in Valle dove è possibile visitare uno dei più interessanti monumenti dell’alto Medioevo, il Tempietto Longobardo.

L’Ipogeo Celtico, per la visita chiedere le chiavi al Monastero di Santa Maria in Valle, è un ambiente suggestivo e misterioso. Scendendo la ripida rampa di scale il visitatore si troverà catapultato nelle viscere della terra pronto a percorrere quel susseguirsi di caverne scavate nella roccia.

Il Monastero di Santa Maria in Valle, edificato verso la metà del VII secolo d.C., fu abitato dalle Suore Orsoline dal 1841 fino al 1999. La visita inizia dall’ampio Chiostro e sul lato Sud si accede alla parte più antica che ingloba il Tempietto Longobardo. Venne edificato nell’VIII secolo con funzione di cappella palatina della corte regia, successivamente divenne oratorio delle monache fino al 1893 anno in cui venne donato alla comunità di Cividale.  In questa occasione fu costruito il passaggio pensile che si affaccia a strapiombo sul Natisone e che porta alla piazzetta di San Biagio. Il Tempietto rappresenta la massima espressione di arte lasciata dai Longobardi in Italia. Oltre alle decorazioni a stucco eseguite dopo la metà dell’ivii secolo, da notare il coro ligneo conservato al suo interno. Noi purtroppo lo abbiamo visto al di fuori della sua sede in quanto è stato sottoposto ad un’opera di restauro.

Una breve passeggiata tra gli stretti vicoli di Cividale ed in men che non si dica si giunge in Piazza Duomo con uno stop obbligatorio alla Casa Medioevale, la casa più antica di Cividale. Sorta sulle fondamenta di una torre ha resistito a guerre e calamità naturali giungendo quasi integra fino ad oggi.

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, è la principale chiesa di Cividale. Venne edificato intorno al XV secolo e più volte rimaneggiato nel corso degli anni.  Il suo interno a tre navate custodisce uno dei capolavori dell’oreficeria medievale italiana “La Pala d’Argento di Pellegrino II” posta sull’altare maggiore. Sulla navata di sinistra si trova un grande crocefisso ligneo del ‘200 e se volete accedere al Museo Cristiano spostatevi sulla navata di destra. Il Museo conserva preziosi capolavori della scultura longobarda quali il Battistero di Callisto e l’Ara di Ratchis.

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Ritornando all’esterno, di fronte al Duomo, possiamo notare il Palazzo Comunale. Imboccando Corso Mazzini si giunge a Piazza Paolo Diacono circondata da antichi edifici.

Gradisca d’Isonzo, una piacevole sorpresa tutta da scoprire.  Alla ricerca di un bar per un aperitivo, qui ci siamo capitati per caso. Siamo arrivati al tramonto ed è stato amore a prima vista. Il borgo, annoverato tra i borghi più belli d’Italia, è racchiuso da una cinta muraria e da sei bastioni in pietra a protezione del Castello. Essendo arrivati tardi non siamo riusciti a vedere le mura con i possenti torrioni ma, percorrendo le vie del centro storico, tra via Bergamas e via Ciotti, abbiamo scoperto la magia di questo borgo così quieto e magico. Ho colto le sfumature del tramonto che illuminavano la facciata barocca del Duomo, ho immortalato la facciata della quattrocentesca Chiesa dell’Addolorata. Ho percorso via Ciotti e ad ogni passo ho sostato davanti magnifici palazzi nobiliari sapientemente ristrutturati ognuno con la propria storia.

Parcheggiata l’auto in Piazza dell’Unità d’Italia, sulla quale si affaccia il Teatro Comunale, abbiamo imboccato  via Antonio Bergamas in fondo alla quale il Duomo dei SS. Pietro e Paolo, bell’esempio di barocco locale, ci attendeva per essere immortalato.

Al suo interno di notevole interesse la Cappella Torriana con il sarcofago cinquecentesco del capitano della Torre. Da notare gli stucchi sul soffitto.

Parallela a Via Bergamas corre Via Marziano Ciotti sulla quale si allineano eleganti palazzi costruiti tra il Seicento e Settecento. Le vie del centro storico sono collegate tra loro da stretti passaggi chiamati “calli”.

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Se vi trovate da queste parti non percorrete Via Ciotti in cinque minuti, fate come ho fatto io. Soffermatevi ad ogni palazzo, leggetene la storia ed ammiratelo in ogni dettaglio. Lungo la via si trova  Palazzo Torriani, villa settecentesca residenza dei Della Torre, sede oggi del Municipio. Troveremo casa Toscani con un grande portale sovrastato da un piccolo balcone ed un cortile con un loggiato interno. Palazzo de Fin-Patuna dove pernottò Napoleone il 20 marzo 1797 e poi ancora Palazzo Strassoldo edificato a partire dal 1500. Per concludere, eccoci al cospetto del bellissimo Teatro Comunale con il quale concludo questo mio primo post dei miei quattro giorni in Friuli.

 

 

18 thoughts on “Friuli Venezia Giulia, girovagando tra Cividale e Gradisca d’Isonzo

  1. Bea, hai visitato i bellissimi luoghi dei Colli Orientali del Friuli e non mi hai regalato una foto degli stupendi vigneti di cui è costellata la zona??? Scommetto che se il blog lo tenesse il tuo lui non avrebbe esitato a fotografare qualche filare di Friulano o di Schioppettino, o descrivere l’inebriante bouquet di una buona Ribolla Gialla, del fuoriclasse Picolit o del vigoroso e intenso Pignolo…
    Ciaoooo

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    • Ciao Matteo, qualche scatto verso gli spogli filari di vite l’ho fatto. Li inserirò per te nel mio prossimo post dove ti porterò ad Udine, Spilimbergo e Cordovado. Il mio Lui si è rilassato tantissimo sorseggiando dell’ottimo Refosco dal peduncolo rosso e, come dici tu, si è inebriato con una profumata ribolla gialla. Buon Anno e a presto 😘

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  2. Pingback: Friuli Venezia Giulia, girovagando tra Cividale e Gradisca d’Isonzo — Viaggiando con Bea – friulimultietnico

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