Langhe, un weekend tra borghi e vigneti

Lo sapevate che viaggiare in autunno può essere un’esperienza molto affascinante?

Rimaniamo spesso ammaliati dalle immagini che ci arrivano dall’altra parte del mondo ed invece basta saper osservare per scoprire che anche il parco dietro casa può restituirti un’immagine carica di colori e profumi. L’autunno ti regala una vera esplosione di colori caldi assumendo tonalità che dal giallo virano verso il rosso.

Allora cosa stiamo aspettando!?

Suvvia, indossiamo i nostri scarponcini da trekking, zaino in spalla e partiamo per un viaggio, per voi virtuale, verso le Langhe per un su e giù tra ondulate colline, ammalianti borghi, ognuno appollaiato sul proprio cocuzzolo, e filari di vite che si tingono di un arancione quasi accecante; 180 km ed arriviamo nel cuore di quei paesaggi collinari riconosciuti dall’UNESCO, nel 2014, come parte integrante del Patrimonio Mondiale.

Neive – Non stupiamoci se questo pugno di case faccia parte del circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”. Il centro storico è un gioiello ricco di nobili ed importanti palazzi barocchi. Basta percorrere quelle stradine acciottolate, dal sapore romantico, che s’inerpicano sulla collina per assaporare l’atmosfera di borgo di altri tempi.

Parcheggiata la macchina, il nostro giro ha inizio dalla Parrocchiale dei SS Pietro e Paolo che  cattura la nostra attenzione con la sua facciata rosa. Edificata nel 1750 per volere dei canonici lateranensi, ancora oggi ne possiamo ammirare stucchi del diciottesimo secolo.

Al suo interno si possono ammirare opere della metà del Settecento. Nell’abside la pala di S.Pietro e S. Ubaldo ed un bel coro intarsiato.

Non dimentichiamoci di visitare la seicentesca Arciconfraternita di San Michele che ci attende con l’aspetto severo della sua facciata barocca al cui fianco svetta l’alto campanile riccamente decorato. La vera sorpresa è il suo interno. Varcando il prezioso portale ligneo non si può non rimanere colpiti dalla vivacità dei colori dorati di quelle icone ortodosse che, disposte a semicerchio, sembrano abbracciare il tuo ingresso. La chiesa è consacrata per la religione cattolica ma è in uso anche ai fedeli della comunità ortodossa macedone.  Di notevole interesse è anche la raffigurazione dell’Arcangelo Michele ed il settecentesco organo.

Dall’estremità inferiore del borgo di Neive percorriamo quelle tortuose stradine che passo dopo passo ci portano in cima al borgo fino a giungere alla Torre dell’Orologio con accanto la bella Casaforte dei Conti Cotti di Ceres.

La Casa, risalente al XIII secolo, venne fatta erigere accanto alla Torre da una famiglia di banchieri e qui,  verso la fine del XVII secolo, Francesco Cotti scrisse uno dei più antichi testi Piemontesi sulla coltivazione della vite. Il cuore del borgo è Piazza Italia sulla quale si affaccia, con la sua facciata bianca, la Casa dell’Orologio che fu la prima sede del Municipio di Neive.

Tra una cantina e l’altra, tra un acquisto e l’altro, andando verso Porta San Rocco, si passa davanti al Palazzo dei Conti di Castelborgo, dimora signorile del XVIII secolo che oggi ospita l’azienda agricola Castello di Neive.

Accanto al palazzo ci verrà naturale sbirciare attraverso quelle belle cancellate in ferro e catturare in uno scatto i Giardini dei Conti di Castelborgo. Il portale con le eleganti colonne, realizzate in mattoni al rustico, fu progettato dall’architetto Borgese.

Ancora pochi passi e si giunge al Palazzo Demaria, antica dimora del XVI secolo, situata proprio accanto alla porta San Rocco, uno dei due ingressi al borgo. La Cappella di San Rocco, che possiamo notare proprio fuori la porta, è un tipico esempio di chiesetta rurale. La Cappella risale al XV secolo ma venne ristrutturata nel 1783 da Borgese conservando dell’edificio originale solo la parte centrale. Altro esempio di Chiesa rurale, posta di fronte all’altra porta del paese, è la Chiesa di S. Sebastiano. Anche quest’ultima Chiesa, come quella di San Rocco, venne edificata in segno di devozione ai rispettivi Santi invocati per la protezione del borgo dalla peste che incombeva.

Si risale in macchina, si sfreccia per una mezzoretta tra un susseguirsi di  vigneti e borghi, dulcis in fundo si giunge a …

Grinzane Cavour – Non si potrà non ammirare l’imponente maniero che, dall’alto del poggio sul quale è accoccolato, domina l’intera distesa di vigneti.

L’imponente edificio, in laterizio a pianta quadrata, venne eretto nella prima metà del XIII secolo. Nel corso dei secoli ha subito varie modifiche che ne hanno cambiato l’aspetto architettonico. Ad esempio nel XVI secolo fu ampliato aggiungendo due torri cilindriche, allo stesso periodo risale il soffitto a cassettoni che possiamo ammirare nella Sala delle maschere. Questa Sala è uno degli ambienti di maggiore interesse del Castello, sia per la bellezza del soffitto sia perché è qui che Camillo Benso, conte di Cavour, presiedeva le sedute consiliari negli anni in cui fu sindaco di Grinzane  (maggio 1832 – febbraio 1849).

Lungo il percorso è possibile ammirare mobili di varie epoche, manoscritti e la fascia tricolore che Cavour indossava in veste di Sindaco. Il letto ed il cassettone sono gli unici arredi rimasti della camera di Cavour durante i suoi soggiorni a Grinzane.

L’aspetto odierno del Castello risale agli ultimi restauri del 1961 effettuati in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia.Oggi il Castello ospita l’Enoteca Regionale “Cavour” dove è possibile trovare ottimi vini e grappe piemontesi. Inoltre, dal 1983 il Castello è anche sede del Premio Letterario Grinzane Cavour che ha l’intento di promuovere la diffusione della letteratura tra i giovani.

Il giro prosegue verso la nostra terza tappa di questo intenso weekend nella terra di bacco …

Serralunga d’Alba – E’ uno dei centri più belli della Langa del Barolo. Percorrendo quei pochi tornanti che la separano da Grinzane ci appare all’improvviso appollaiata su un colle e non possiamo non riconoscerla. Un minuscolo gruppo di case abbracciati da splendidi vigneti e dominate daIla figura slanciata di uno dei Castelli più belli del territorio.  E’ un borgo semplice di antiche origini e, nel percorrere le quattro stradine deserte disposte a cerchio intorno alle mura del Castello, si percepisce nell’aria l’attaccamento che la gente ha nei confronti della propria terra e delle proprie tradizioni

L’ingresso al Castello lo si effettua solo tramite visita guidata. Ciò che colpisce è la sua verticalità.Uno stormo di rondini garrisce tra le sue torri slanciate e fotografarlo mi da quasi una sensazione di stordimento. E’ considerato uno degli esempi meglio conservati di Castello nobiliare trecentesco del Piemonte. La nostra guida ci racconta la storia di quelle mura arrivate quasi intatte ai giorni nostri. Non ha subito attacchi militari, non è mai stato utilizzato come residenza ed è per questo che ha conservato intatta la sua struttura di roccaforte medioevale. Varcata la corte ed il ponte levatoio si accede alla sala di rappresentanza. Degli arredi originari sono rimasti solo i camini ed i soffitti a botte. All’interno della sala troviamo una cappella con antichi affreschi raffiguranti San Francesco e Santa Caterina.

Al piano superiore si trova la sala di residenza con volte a botte

ed infine all’ultimo piano si arriva a ciò che un tempo era il cammino di ronda.

E’ quasi superfluo ribadire che il panorama a 360° che spazia sull’intera vallata è un vero spettacolo.Ormai siamo quasi al tramonto è giunta l’ora di andare verso Cortemilia. Un po’ fuori rotta ma l’idea di dormire e cenare in un vero maniero ci attirava proprio tanto, Agriturismo Castel Martino. Lungo il percorso non potevamo non concederci uno scatto verso il candore della Cappella campestre di Santa Maria della Neve nel comune di Roddino e verso quei filari di vite così magicamente dorati.

Una giornata intensa ma credo ne sia valsa veramente la pena … domani ci attende la seconda parte di questo magico weekend nelle Langhe con una lunga lista di sorprese degne di un vero tour operator fai da te 😉

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11 thoughts on “Langhe, un weekend tra borghi e vigneti

    • Matteo ti stai rivelando una vera sorpresa per me. Mi segui, fai complimenti e magari ci scappa anche il viaggetto. Aspetta il seguito e così puoi organizzare per settimana prossima. Le langhe vanno visitate in questa stagione perché i colori sono spettacolari. A presto. Saluti alla tua dolce metà 🙂

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  1. Pingback: Langhe, ed il viaggio continua nel Barolo | Viaggiando con Bea

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