Val d’Orcia, da S. Quirico d’Orcia a Montalcino

Dopo la nostra full immersion di 80 km in Val d’Orcia

ci concediamo un’oretta per ripercorrere le vie acciottolate di San Quirico.

Basta percorrere via Dante Alighieri per toccare uno ad uno i monumenti più importanti racchiusi all’interno di quel che rimane dell’antica cerchia muraria del borgo. Dall’Hotel Villa del Capitano, che ci ha ospitato per due notti, ci siamo diretti verso la Chiesa di Santa Maria Assunta, uno degli edifici più antichi di San Quirico attribuibile al XII secolo. Il portale pare sia decorato con elementi provenienti dall’Abbazia di Sant’Antimo.

 

Si prosegue verso la Chiesa di San Francesco detta della Madonna. Al suo interno è custodita la statua in terracotta della Madonna di Andrea della Robbia che ha reso famosa la Cappella Vitaleta. Di fronte alla Chiesa non fatevi sfuggire due passi tra i viali alberati dei giardini pubblici, gli Horti Leonini. Un susseguirsi di siepi ben curate che racchiudono la statua di Cosimo III dé Medici.

Si continua su via Dante fino a giungere al monumento più bello dell’antico borgo, la Collegiata.

Le sue origini sono da collocarsi intorno all’VIII secolo. Più volte rimaneggiata oggi si presenta a noi con un bellissimo portale di epoca romanica con ai lati due leonesse ognuna delle quali sorregge quattro colonne annodate tra loro. Sul fianco destro si aprono altri due portali di eguale bellezza e sullo sfondo si affaccia sulla piazza il Palazzo Chigi oggi sede comunale della città.

 

Ma ritorniamo alla Collegiata. Accediamo dal portale principale al semplice ma tanto suggestivo interno. Un importante trittico del senese Sano Pietro ed un bellissimo coro ligneo di Antonio Barili,  sono queste le chicche che la Chiesa custodisce.

 

Ancora pochi passi lungo la Via che attraversa il borgo e si giunge alla Porta di Nord Ovest dalla quale si gode di uno splendido panorama sulla vallata.

Come al solito il tempo fugge e facendo uno zig, zag tra i vicoli

si ritorna in macchina e si parte verso il territorio di Montalcino.

Pochi chilometri ed in men che non si dica siamo già ai piedi della Fortezza pentagonale  posta sulla cima di un colle a 564 metri.

Uno scatto bellissimo di Elena

La Fortezza venne edificata nel 1361 ed al suo interno si trova un’importante enoteca che raccoglie i vini della zona tra cui il Brunello di Montalcino, vero nettare degli dei 🙂

Tra una bancarella e l’altra si arriva fino agli spalti da cui si gode di un magnifico panorama.

Per l’ennesima volta rieccoci a girovagare tra vicoli acciottolati, rieccoci a raggiungere antiche piazze circondate da magnifici palazzi, ma, ahimè, la miriade di bancarelle poste lungo le vie del centro e l’improvviso scroscio d’acqua che ci ha sorpresi non ci ha fatto gustare sino in fondo la visita di quest’ultimo borgo. Uno sguardo frettoloso verso il Palazzo Comunale edificato tra il XIII ed il XIV secolo che, con la sua torre dalle forme slanciate, domina Piazza del Popolo.

Ci ripariamo dalla pioggia sotto la grandiosa loggia a due ordini di arcate. Una corsa verso la trecentesca Chiesa di Sant’Agostino il cui interno ha subito vari rifacimenti al fine di recuperare molti degli affreschi medioevali presenti.

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Passato l’acquazzone, con cartina in mano, da vicolo in vicolo

si raggiunge, dapprima, il Santuario della Madonna del Soccorso

e subito dopo il Duomo di San Salvatore. Ho letto che è una delle Chiese più antiche della città ma, a mio avviso, i vari restauri che ha subito nel corso dei secoli l’hanno completamente spogliata del fascino di antica Chiesa. La facciata che vediamo risale ad un restauro del 1832.

 

Ormai il mio Lui scalpita 😦 Abbiamo un traghetto da prendere. Diamo forfait ad una possibile visita alla cantina Biondi-Santi, tanto consigliata da mia sorella Elena,

ma non potevamo tralasciare la visita di una delle Abbazie romaniche più belle d’Italia, Sant’Antimo.

Completamente circondata da vigneti, da uliveti, da strade di campagna. E’ un vero piacere per chi, come me, ama questi luoghi mistici ma, soprattutto, ama raccogliere in uno scatto la bellezza del luogo.

In uno dei depliant raccolti a Montalcino leggo che la leggenda dice che la Chiesa sorgeva sul sito di un’antica Cappella Votiva fatta erigere da Carlo Magno nel 781. L’Abbazia risale al 1100 ed è un esempio di architettura romanica lombardo-francese.

L’interno si presenta suddiviso in tre navate e, ormai stanca di scrivere e leggere, preferisco lasciar parlare le mie foto che vi mostreranno questo gioiellino in ogni singolo dettaglio.

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Gita terminata ma la vacanza continua … si va, indovinate un po’…, all’Elba 🙂 Mare e sole ci attendono 🙂

 

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15 thoughts on “Val d’Orcia, da S. Quirico d’Orcia a Montalcino

  1. Bellissimo viaggio!! Mi sono immersa nella lettura dei post e ho rivissuto le stesse emozioni che ho provato nel visitare questi luoghi magici ,ben lontani dal ritmo frenetico delle città a cui ormai ci siamo assuefatti! ….Bel lavoro ☺️

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    • Grazie sorellina. Il giro è veramente spettacolare e per due giorni è stata pura magia. Distese enormi di prati. Ogni casa circondata da bellissimi cipressi e quell’aria tersa ti rigenera. Grazie per le belle foto che mi hai passato della Rocca, della cantina e altro. Bacio a presto programmando un altro viaggio 😙😙

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  2. Siena nasconde tanti gioiellini in sé, e devo dire che mi sembra tu li abbia visti tutti! 🙂 San Galgano e Sant’Antimo (a mio avviso mertiano una menzione d’onore: la prima per il suo soffitto ed il suo pavimento; la seconda per tutto l’alabastro che la contraddistingue, e che credo la renda unica! 🙂

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    • Ciao Simo no sicuramente non avremmo potuto incontrarci perché io ci sono stata dal 5 al 7 settembre. È stato un giro stupendo. Beh sono stata abbastanza sintetica senza troppi fronzoli? Proprio come piace a te. Ho cercato di mettere un commento nell’ introduzione al tuo blog ma non ci sono riuscita. Anche tu, come me, provi la necessità di scrivere delle tue emozioni proprio per non dimenticare. Un salutone e a presto 🤗

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