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Porto Azzurro … alla scoperta del territorio

Il tempo è proprio imprevedibile. Due giorni di gelo assurdo ed oggi, 2 dicembre, il termometro si è riassestato sui 13 gradi. E’ inutile ripeterlo, la giornata tiepida ed il sole quasi accecante mi hanno fatto riprendere la macchina fotografica, mi hanno fatto riaprire la carta dei sentieri ed ho puntato il dito su Porto Azzurro. Saliti in macchina, come di consueto, si parte da Capoliveri. Un tornante dopo l’altro ed in men che non si dica siamo già a Cala di Mola. Un’altra manciata di tornanti ed ecco che si apre il bellissimo golfo di Porto Azzurro. Le antiche case elbane che si affacciano su Piazza Matteotti sono sovrastate dalla sagoma a forma di stella di Forte San Giacomo. Il Forte fu costruito nel 1603 da Don Garcia da Toledo per volere di Filippo III di Spagna. Con il Forte Focardo serviva per potenziare le difese della baia. Oggi è adibito a luogo di reclusione. Dopo questa velocissima presentazione di Porto Azzurro proseguiamo sulla strada per Rio Marina. Poco più di 1 km ed un cartello ci mostra una deviazione sulla destra per Forte San Giacomo, subito dopo troviamo il bivio per la Spiaggia di Barbarossa e dopo un ulteriore giro di ruote troviamo l’indicazione della Madonna di Monserrato. La mia voglia insaziabile di fotografare e di andare alla scoperta di nuovi luoghi da mostrarvi viene subito soddisfatta dall’enorme pino plurisecolare, detto “pinone”, che si staglia imponente tra Noi e la montagna.

Con la sua circonferenza di 5 metri nel tronco e 30 metri nella chioma è tra gli alberi più grandi della Toscana.  Parcheggiate qui ed incamminatevi verso la strada che vi porterà al Santuario. Il percorso su strada sterrata è di circa 1 km. Il primo tratto non è particolarmente faticoso, diventa decisamente più impegnativo alla base della collina sulla quale si erge la chiesetta.

L’edificio incuneato in una stretta valle è circondato da ripide pareti rocciose su cui cresce la tipica macchia mediterranea. La sua costruzione risale al 1606 ed al suo interno è custodito un dipinto raffigurante la Vergine Nera la cui festa è celebrata ogni 8 settembre. Non è stato possibile visitarla internamente ma ne è valsa ugualmente la pena. Il luogo è talmente suggestivo che non si percepisce la fatica che si deve affrontare inerpicandosi lungo il tracciato che porta alla sommità di Monte Castello.

Ritornando sui nostri passi si risale in macchina e poco più avanti si arriva ad un ulteriore bivio che conduce al Laghetto di Terranera. Anche questo angolo di Elba è particolarmente suggestivo soprattutto per il contrasto tra il verde intenso del lago ed il blu del mare. La depressione che raccoglie le acque del lago, alimentato da una sorgente di acqua dolce, sorge sull’area di una vecchia miniera di pirite.

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Ultima tappa di questo 1° dicembre è Forte San Giacomo. Non è ovviamente visitabile internamente ma la passeggiata di un paio di km che si snoda lungo il suo perimetro è molto bella soprattutto per gli spettacolari panorami che si aprono lungo il percorso.

La vista spazia dal faro di Capo Perla  fino alle spiagge di Straccoligno e poi oltre verso la Costa dei Gabbiani.

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Abbiamo lasciato la macchina alla base della fortezza e ci siamo addentrati nel sentiero per una vera full immersion nella splendida natura dell’isola d’Elba

fino ad arrivare alla minuscola spiaggia di Barbarossa.

45 thoughts on “Porto Azzurro … alla scoperta del territorio

  1. Quando la temperatura lo consente è sempre affascinante passeggiare dentro una natura incontaminata, lontani dal brusìo estivo e dalla calura opprimente.
    Bellissimo questo reportage che abbraccia laghetto, mare e spiagge 🙂
    Fotografie “parlanti” … come al solito! Sinceri complimenti cara Bea,
    un grande abbraccio da Affy

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    • Ciao cara Affy. Devo ammettere che lunghe passeggiate su spiagge deserte, il vento freddo ed il sole accecante mi hanno fatto scoprire un’Elba selvaggia che ha un fascino particolare. E’ stata un’esperienza rigenerante sia per il fisico che per lo spirito. Adesso sono di nuovo a casa a tu per tu con il tran tran di tutti i giorni. Un tran tran snervante, a volte noioso ma non potrei farne a meno. E’ la mia vita quotidiana con gli affetti più cari che mi appaga. Un bacione 🙂

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