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Pantelleria … un’isola ferma nel tempo

Non è semplice scrivere un post su un luogo a me non familiare. Qui, nella cosiddetta “Perla Nera del Mediterraneo” non ci sono mai stata, ma la passione che ho percepito tra le righe scritte dalla mia cugina preferita mi ha proprio incuriosita.

Mirella non possiede l’arte della fotografia ma Lei si esprime con le parole che scorrono fluide e dal cuore arrivano dirette sullo schermo del mio PC. Lei è una vera artista. Un banalissimo pezzo di legno, tra le sue mani, diventa un oggetto d’arte. Un abito acquistato sulla bancarella del mercato rionale diventa un pezzo unico da boutique, ma ciò che la contraddistingue è l’innato dono della scrittura che le ha permesso di realizzare, negli anni, numerosi libri di successo. I suoi testi trattano degli  effetti curativi della voce cantata e si distaccano dalla musicoterapia, per diventare Cantoterapia e poi Neurocanto. I suoi libri, avallati da pionieristici studi scientifici, che giungono dalla Ricerca universitaria americana, spiegano come e perché, attraverso speciali vocalizzi, si trovi un beneficio persino per le malattie neurodegenerative.

In questo post ho selezionato alcuni dei suoi scatti e qui di seguito riporto integralmente le emozioni che quest’isola le ha saputo regalare.

” Carissima Beatrice,

avevo voglia di dirti quant’è bella PANTELLERIA.  Quando sono scesa dall’aereo, ho avuto la sensazione di non essermi mai mossa da quella terra, come se avessi trovato parte delle mie radici. Quando atterri sull’isola nera è come dimenticarsi del mondo. Si arriva con l’aereo nel giro di un’ora e mezza da Milano e si approda su questa terra dal sapore arabo.  Appena sviliti i rombi assordanti dei motori dell’aereo, si avverte subito la natura cristallina e impalpabile del silenzio. Un silenzio accattivante, che suona più come una carezza di benvenuto dell’isola che ci accoglie in un tempo “fuori dal tempo”.

Un silenzio frantumato solo dall’impetuoso soffio del vento africano. Giri lo sguardo a 360° e vedi una spinosa vegetazione, cubi sbilenchi di grosse pietre laviche vere abitazioni incapsulate tra il verde ed il giallo ocra bruno in un continuo perpetuarsi di terrazze di muraglie, dove pietre su pietre di lava scendono verso il mare. Scogliere che si avvolgono su se stesse e si mescolano al preteso mito omerico di Ogigia, con gli amori di Ulisse e Calipso, nel mistero, nella magia… in un racconto senza fine.

Come dicevo prima, quando sono scesa dall’aereo, ho proprio avuto la netta sensazione di aver ritrovato i lontani miei anni, vissuti tra odori e pietre somiglianti, anche se prive del profumo e della luminosità meravigliosa di questo mare. Come se avessi acchiappato parte delle mie radici. Nella mia città, di origine araba, dove ho vissuto in un perpetuo conflitto di odio-amore, si respirava questa immobilità soprattutto nel pensiero della gente, che io contestavo, ma ne ero contemporaneamente irretita.

Qui invece il tempo è immobile per propria identità naturale. Si vede dipinto nelle macchie verdi spontanee sparse, negli odori vulcanici, nelle innumerevoli grotte nere e profonde, dove il mare penetra con un blu intenso, ma trasparente.

Ed è proprio in questa immobilità che si ha la sensazione del divino. Ciò che cambia è in evoluzione, ciò che resta fermo è staticamente e paradossalmente perfetto. L’evoluzione non ha un punto d’arrivo, perché è sempre in divenire. Non è una filosofia spicciola … è ciò che si avverte quando, approdando su un’isola selvaggia, o si vuole scappare, oppure si sente la magia del soprannaturale, come dentro ad una favola.  Dentro un mondo incantato. Ma dove sta l’incanto? Forse nell’ estasi che offre la natura stessa, quando va oltre qualsiasi manipolazione umana.

Ed io in questo mondo incantato, ritorno a calpestare le orme di decine di anni fa dove si sarebbe fermato appunto il tempo, quello stesso che staziona in alcuni angoli della Sicilia… 

Ma a Pantelleria sulle montagne si aggiunge la metamorfosi del marrone acceso in tutte le sue gradazioni e nel mare il suono delle onde si trasforma in un canto dolce, melodioso, che si può sentire la sera dalla finestra aperta, nel tepore dell’aria calda sahariana. Qui le conquiste non servono: è il mondo dell’essere e non dell’avere.

Mi ripeto, arrivare a Pantelleria è dimenticarsi del mondo, anche sdraiati su un letto di sabbia fatto di fumarole e bollicine vulcaniche bollenti, nello sciabordare dello specchio del “lago di Venere”.

Bacioni e a presto.

Mirella “

 

Sapevate che il Lago di Venere, famoso per i fanghi termali, è chiamato così perché, si racconta, si specchiasse la Dea Venere prima di incontrare Bacco? E’ un lago naturale che occupa il cratere di un vulcano in contrada Bugeber, una località localizzata, più o meno, al centro dell’isola.

Dopo questo grande elogio a quest’isola, di origine vulcanica, più vicina all’Africa che alla Sicilia, non posso fare altro che ripromettermi di volare lì e concedermi una settimana di relax lontano da questa vita frenetica che noi tutti conduciamo.

 

 

 

 

 

 

 

30 thoughts on “Pantelleria … un’isola ferma nel tempo

  1. Bellissima….. complimenti a Mirella! La sua lettera mi ha fatto sognare ad occhi aperti… Bellissime anche le foto: tua cugina non sarà una fotografa provetta come te, ma ti assicuro che ha della stoffa! 😉 Te lo dice uno che non ha fatto un corso di fotografia, ma che si emoziona anche di fronte alla foto di uin semplice, banale sassolino… Buona serata, cara Bea! ❤

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  2. Hai ragione Bea, la tua amica MIrella è bravissima a catturare le emozioni e poi a ritrasmetterle con le immagini e le parole.
    L’isola meravigliosa, ci sono stato due anni fa e ne ho scritto qui:
    https://pensierisottolaneve.wordpress.com/2014/08/26/la-figlia-del-vento/
    https://pensierisottolaneve.wordpress.com/2014/08/28/cogli-lattimo/
    https://pensierisottolaneve.wordpress.com/2014/08/29/inferno-pantesco/
    https://pensierisottolaneve.wordpress.com/2014/09/10/sculture-di-lava/
    Perdonami se sono stato un po’ invadente con tutti questi link, ma adoro Pantelleria, proprio ieri dicevo a mia moglie che sarebbe stato bello andare in questo periodo, purtroppo non ci sono più i voli diretti da Venezia come in estate.

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    • Nessuna invadenza caro Andrea. Anch’io metto spesso i link a post che ho fatto in passato e che molti di Voi non hanno letto. Corro subito a leggerli e se sono utili per un eventuale tour a Pantelleria li terrò da parte. Io trovo molto utile affidarmi a post ben scritti e che sicuramente sono meglio di certe guide turistiche dove tutto sembra bello e poi scopri che non era niente di che. Ciaoo Bea

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  3. Complimenti a Mirella !
    il suo scritto mi ha coinvolto moltissimo,dando un’idea dell’isola molto più delle foto scattate.
    Sembra quasi un post di un secolo fa… una lettera di carta che ti è arrivata mesi dopo esser stata scritta, magari un pò ingiallita e stropicciata, vissuta !
    Ciao ciao
    Max

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    • Hai colto l’essenza del post. In un primo momento, guardando le foto, mi ero detta “non ho materiale a sufficienza” ma poi soffermandomi con calma sulla lettura delle parole di Mirella mi sono innamorata di quest’isola bruciata dal sole. Un po’ come il post che ho scritto su Pianosa. Sembrano delle isole in stato di abbandono ma conservano intatta la loro identità, la loro anima selvaggia. Bel commento, grazie Max 🙂

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