San Francisco … oggi si va al Golden Gate

22 maggio 2016

23 maggio 2016 – La giornata promette bene. Il sole, l’arietta frizzante che ti rigenera, il blu intenso del cielo, insomma un cocktail perfetto per iniziare la nostra personale “San Francisco Marathon” attraverso alcuni dei quartieri di questa città così affascinante. Quali dei due percorsi scegliere? Direzione Financial District a sinistra o Golden Gate a destra? Non abbiamo avuto dubbi 🙂 Con una giornata così non si poteva non fotografare il ponte più bello del mondo.

Con un programma così la Maratona l'abbiamo fatta veramente (16 km)

Con un programma così la Maratona l’abbiamo fatta veramente (16 km)

Dal Fisherman’s Wharf abbiamo iniziato a camminare lungo la San Francisco Bay. Non importava quanti chilometri avevamo da percorrere, eravamo semplicemente estasiati da quella splendida giornata di sole ed ogni angolo ci sembrava paradiso. Dal San Francisco Marittime National Historical Park ci sembrava di toccare Alcatraz con la punta di un dito.

Abbiamo attraversato l’area verde di Fort Mason e proseguendo verso la zona ovest dello Yacht Harbor abbiamo percorso la Marina Boulevard.

Un boulevard pieno di ville lussuose ognuna con il proprio giardino, un vero spettacolo. Incuriositi, ci siamo addentrati prima in Fillmore Street poi nell’adiacente Steiner Street, un groviglio di stradine deliziose.

Continuando la nostra maratona verso il Golden Gate abbiamo fatto uno stop al Palace of Fine Arts, una struttura monumentale originariamente costruita come attrazione principale della Panama Pacific Exposition del 1915. L’esposizione era stata allestita per celebrare il completamento del canale di Panama. Oggi questa strana struttura che rievoca l’architettura romana ospita l’Exploratorium, un museo tecnologico con attività interattive per i bambini. Il Palazzo delle belle Arti è un luogo piacevole dove rilassarsi.

Ma veniamo al nostro ponte color terra di Siena. Progettato dall’Ingegner Joseph Strauss, rappresenta uno dei progetti più arditi dell’architettura americana di questo secolo. All’epoca della sua costruzione, completato nel 1937, era la struttura più lunga e più alta del mondo. La mia mini guida suggeriva di recarsi all’ingresso pedonale del ponte e di percorrerlo. Riprendo in mano la guida e leggo: ” il ponte ondeggia sotto i vostri piedi, i lampioni sbatacchiano, il vento fischia attraverso i cavi portanti “ ed io mi domando “ma perché non l’abbiamo percorso” ? Non oso immaginare l’emozione che avremmo provato. Da dovunque lo guardi è un colpo d’occhio formidabile; a mio avviso è sicuramente uno di quegli scenari difficile da dimenticare.

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Si ritorna verso la Marina e s’imbocca una delle vie che salgono per raggiungere Alamo Square.

Non potevamo immaginare che sarebbe stata una fatica assurda raggiungere Steiner Street per fare, anche noi, uno scatto alle famosissime Painted Ladies vittoriane. Una file di 6 case una più bella dell’altra, ognuna con i tetti a punta ed una caratteristica scala esterna. Adesso mentre scrivo, o allora mentre salivo, il mio pensiero vola a Silva. E’ lei che con il suo post mi ha dato un assaggio di questa splendida città. E’ con Lei che avevo parlato di questo mio sogno americano e adesso mi mancano moltissimo i suoi commenti, le sue spontanee manifestazioni di gioia. Avrebbe sicuramente apprezzato ogni tappa di questo viaggio e mi avrebbe detto: “eh si, qui ci sono stata anch’io” “bello vero?”. E’ lei che mi ha suggerito di passeggiare nel Wharf e gustare una Clam Cowder servita in una bella pagnotta, ed io l’ho fatto. Nel suo post raccomandava di attraversare il Golden Gate e di andare a mangiare da Angelino’s a Sausolito, ma, ahimè, non ne abbiamo avuto il tempo.

Guardando la mappa ho visto il Golden Gate Park proprio a due passi da Alamo Square. Due passi??? Macché, qui tutto è enormemente distante ma noi, imperterriti, camminiamo. Dicevo “dai andiamo, manca ancora poco” e dentro di me maledivo il momento in cui avevo preso quella decisione coinvolgendo l’intero gruppo. Eravamo molto scoraggiati ma alla fine siamo entrati nell’enorme oasi verde del Golden Gate Park. Il parco è attraversato da oltre 11 km di piste ciclabili. Ci sono campi da tennis e calcio, spazi dedicati al golf, al tiro con l’arco. Ci sono oltre 20 km di percorsi da equitazione e noi lo abbiamo appena sfiorato.

Uscendo dal parco abbiamo preso al volo il bus n. 28 (biglietto da $ 2,50 e puoi girare per circa 2 ore) che ci ha riportato dove ha avuto inizio la nostra giornata, al Golden Gate Bridge. Siamo scesi dal bus giusto in tempo per qualche scatto con le luci del tramonto ed una seducente nebbiolina. Spettacolare 🙂

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43 thoughts on “San Francisco … oggi si va al Golden Gate

  1. bellissimi scatti ci hai riportato gli angoli più significativi di una città che conserva tutta la sua storia e il parco per ultimo il famoso ponte incredibile la costruzione di un mastodonte nel 1937 e da noi si scandalizzano e protestano da anni per il ponte sullo stretto di messina, come siamo arretrati, onore agli americani su come conservano le vestigia del passato e le bellezze della natura con i parchi nazionali. Ciao Bea che belle emozioni ci regali

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  2. Pingback: San Francisco … passeggiando tra i “Pier” | Viaggiando con Bea

  3. Sto correndo a perdifiato dentro la meraviglia di questi posti. Sembra di poter toccare tutto con mano, di accarezzare i muri di queste case fino a poggiare il palmo della mano sulle piume dei volatili.
    Peccato non aver calpestato il ponte più bello del mondo!
    La fotografia è – come al solito – un quadro fedele della natura e della vita, i miei occhi hanno contemplato con interesse tutti gli scatti.
    Che viaggio Bea …. ♥
    Corro a leggere l’altro post!
    Un bacio da Affy

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    • Affy carissima ho visto passare sul mio cell il tuo ultimo post e non l’ho ancora commentato. Quando leggo i tuoi articoli rimango sempre molto perplessa e, quindi, devo leggere e rileggere per capire se ciò che scrivi è solo fantasia o se c’è del vero, comunque arrivo da te. Grazie per il bel commento al mio post. Tu hai una gran confidenza con la penna, o meglio con la tastiera, e le tue risposte sono, come già detto altre volte, da incorniciare ed appendere. Un bacio a te mia cara amica virtuale .-)

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  4. Pingback: ” I posti che tag ” un tag da ripetere | Viaggiando con Bea

  5. Ogni volta che vedo una foto di questo ponte credo sempre che si parli di Lisbona. La mia è una fissa hehehhe
    Non credevo che la San Francisco Bay fosse così accattivante. Sono anni che fantastico di un ipotetico viaggio a SF ma poi il pensiero delle tante ore di viaggio mi blocca sempre. Ci vorrebbero almeno 3 settimane libere per un viaggio del genere, a noi piace viaggiare lento 😉
    Stupende le foto e grazie per tutti gli utili consigli che hai condiviso 😉
    Un saluto atlantico!

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  6. Molto bella San Francisco. Difficile da girare, ancor più se arrivi dopo quasi 2 settimane di on the road, quindi già piuttosto stanco (per usare un eufemismo). Effettivamente, ci abbiamo messo un po’a capire come girare la città (i mezzi pubblici non sono proprio così easy) e poi noi non abbiamo preso un albergo in centro, perchè ci chiedevano davvero troppo (meno di 250$ a notte non avevamo trovato). Per cui eravamo anche un po’distanti dal downtown. Abbiamo però optato per la follia: bicicletta al Golden Gate Park, gita sul Bridge e poi tutto il lungo mare e Market Street. 20 km buoni che ci hanno permesso di vedere gran parte della città. Alla sera, li abbiamo sentiti tutti, ma almeno eravamo soddisfatti!!!

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    • Sia Noi che Voi abbiamo vissuto una vacanza veramente indimenticabile. Cosa ne pensi del mio diario di viaggio? Non ti dico il tempo che ho impiegato a scrivere scrivere e rivivere quei momenti. Ho raccolto tutto, incluso New York, in due libri da 100 pagine cadauno. Dopo tutto questo lavoro non posso correre il rischio di perdere tutto ciò che ho scritto. Siamo all’ultimo commento. Devo passare da te e vedere se hai scritto qualcosa. Un caro abbraccio Bea

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      • Sei stata brava a far parlare molto le immagini, perchè le tue foto sono davvero bellissime.
        Hai fatto bene anche a raccontare in modo simpatico, evidenziando anche le vostre sensazioni, le vostre stanchezze, i vostri sorrisi e bocche spalancate. Hai ragione, è stato un bellissimo viaggio. Volevamo un’immersione nella natura e la abbiamo ottenuta. 6400 km si sono sentiti, ma li rifarei tutti, dal primo all’ultimo!
        a presto!

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        • Grazie mille per questo commento che mi lusinga molto. Io non sono brava a scrivere, lo ammetto. Chissà quanti strafalcioni scrivo ma, sono d’accordo con te, il mio è più un linguaggio di immagini. Io nelle foto ci metto l’anima. A quando il prossimo viaggio? Da queste parti dobbiamo risanare la situazione finanziaria 😉 e poi si vedrà. Ciaoo

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          • Lo stile del blog è tuo ed è giusto che sia come meglio ritieni. A me piace molto leggere i tuoi post, perchè sono piacevoli. E non sto a guardare troppo le capacità letterarie, ho già speso 5 anni al Classico per quello!
            Anche qui bisogna rientrare dalle spese, anche perché la mia dolce metà ha ottenuto dal sottoscritto un passaggio agli Outlets e ti lascio immaginare la carta di credito fumante!
            non mi dispiacerebbe però fare un giro d’Italia in macchina, on the road. Credo che di posti bellissimi ne abbiamo anche qui. Oppure Nord Europa. Vedremo!
            A presto!

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  7. Pingback: USA … il mio viaggio on the road | Viaggiando con Bea

  8. Tutte foto splendide, davvero complimenti. Io ho avuto la fortuna di avere una settimana piena per girarla e non l’ho vista tutta (benché sia poi molto piccola, di fatto, ma ha davvero una quantità incommensurabile di bellezza racchiusa in quel minuscolo scrigno). Ai miei occhi San Francisco ha soltanto un problema: ti lascia dentro una nostalgia di cui non ti liberi mai più. Sto già pensando a come fare a tornarci (e possibilmente viverci, San Andreas Fault o no 🙂

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