Amsterdam … toccata e fuga di un giorno

Lasciata Delft ed attraversati i famosi campi di Lisse, il nostro tour olandese è proseguito verso Volendam. E’ in questa cittadina, incredibilmente bella, che abbiamo trascorso le tre notti più magiche del nostro viaggio e l‘Hotel Old Dutch ha reso ancora più piacevole il nostro soggiorno. L’Hotel sorge proprio sul porticciolo di Volendam, le camere sono tutte spaziose e ben arredate. A noi è capitata una camera vista lago ed al mattino, quando aprivo le tende, il cuore mi si riempiva di gioia nel vedere quello spettacolo della natura. L’albergo vanta un ristorante che propone magnifici piatti della tradizione olandese e noi ci siamo fermati lì per ben due sere. E’ superfluo dire che abbiamo mangiato benissimo.

Ma veniamo alla nostra gita fuori porta verso la capitale olandese. Abbiamo lasciato la macchina a Volendam e siamo saltati su un pullman che in soli 30 minuti ci ha portato nel cuore di Amsterdam. Arrivati davanti alla Amsterdam Centraal Station e desiderosi di rivedere, dopo anni, questa bellissima città abbiamo iniziato a percorrere la Damrak.

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Amsterdam Centraal Station

Scatto sul canale in Amsterdam Centraal Station

Scatto sul canale in Amsterdam Centraal Station

Ci siamo soffermati davanti al monumentale palazzo della Borsa con l’intento di visitarlo internamente ma, ahimé, le visite guidate bisogna prenotarle con largo anticipo. Siamo giunti in piazza Dam e siamo subito rimasti un po’ frastornati dallo sferragliare dei tram e dal via vai delle biciclette che arrivano come delle saette da ogni lato. Sul lato occidentale della piazza è impossibile non notare il classicheggiante Koninklijk Paleis (Palazzo Reale) sontuoso palazzo dalla facciata in arenaria, utilizzato ancora oggi dalla famiglia reale olandese per cerimonie ufficiali. A destra del Palazzo Reale si erge la Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova), nella quale dal 1814 vengono incoronati i sovrani d’Olanda. Molto bello l’interno ma noi abbiamo deciso di non visitarlo sia per la mancanza di tempo che per l’esagerazione del costo del biglietto.

Piazza Dam

Piazza Dam – Koninklijk Paleis e la Niuwe Kerk

Il giro è proseguito verso il Begijnhof, complesso edilizio costruito nel 1346 come residenza delle Beghine, donne non sposate che si dedicavano all’assistenza degli anziani e alla preghiera. Entrando da una porticina a nord di Piazza Spui, rimani subito colpito dall’atmosfera mistica che vi si respira. E’ una vera oasi di pace nel caos della città. Sembra proprio un piccolo borgo con le sue casette basse, con la sua chiesetta e con un giardino centrale. Le case sono state tutte rifatte tranne una, in legno, risalente al 1475. Pare sia la casa più antica di Amsterdam.

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Munttoren in Muntplein

Ritorniamo nell’area pedonale di Piazza Spui e mescoliamoci tra gli artisti, perdiamoci tra le bancarelle, magari per acquistare qualche libro o per bere un caffè in uno dei tanti locali alla moda del quartiere. Sempre passeggiando, senza una meta ben precisa, ci siamo diretti verso il Rokin, antica conca portuale ed oggi è una delle vie più trafficate di Amsterdam. Eccoci in Muntplein, il ponte più grande di Amsterdam che attraversa il canale Singel. Al centro del ponte o della piazza spicca il Munttoren, antica torre campanaria in stile rinascimentale. A proposito, quasi dimenticavo, per gli appassionati di Diamanti al n. 1 di Rokin Straat si trova l’Amsterdam Diamond Center. Qui si può partecipare ad un giro guidato ed assistere al taglio dei diamanti.

Stufi di camminare? Se a Parigi è d’obbligo un tour sulla Torre Eiffel, se a Barcellona la prima cosa che fai è una visita guidata alla Sagrada Familia, qui, ad Amsterdam, non puoi andare via senza aver fatto il classico giro turistico in battello. Si gira per canali, si passa sotto ponti, si ammirano le facciate di antiche case che si affacciano sull’acqua fino ad arrivare all’ Oosterdok dove si passa davanti al Nemo (il museo delle scienze realizzato da Renzo Piano).

Se vogliamo parlare di strutture avveniristiche non perdete il particolarissimo Python Brug, un ponte rosso di 90 metri che mia figlia Valeria ha immortalato in un bellissimo scatto.

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Python Brug

 

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Scorcio sul Python Brug

 

Al termine del nostro giro in battello e, dopo una sosta in uno dei tanti localini che si affacciano sui canali, abbiamo continuato a girovagare da un canale all’altro. Dal Singel, il più antico dei canali che circonda la città, all’ Herengracht, il canale dei signori sul quale si affacciano eleganti dimore con le tipiche facciate a frontoni. Siamo passati dal “Gouden Bocht”, gomito d’oro, dove si possono ammirare delle splendide antiche dimore mercantili. Un canale molto caratteristico è il Prinsengracht, che con le sue numerose case galleggianti offre degli splendidi scorci tutti da fotografare. Al nr. 263 di Prinsengracht armatevi di pazienza, fate la fila e non mancate di visitare la casa in cui visse nascosta per ben due anni la famiglia di Anna Frank.

Le case galleggianti

case galleggianti in Prinsengracht

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In giro per canali

Il giro impegnativo e la giornata calda ci hanno un po’ stremato. Amsterdam è sicuramente una città caotica, è una città giovane e moderna, ma conserva sempre il suo fascino di città adagiata su un labirinto di canali.

Ritornando stancamente verso la Amsterdam Centraal Station abbiamo percorso la strada parallela alla Damrak, la Warmoestraat. Stanchi si ma non fino al punto di saltare proprio la famigerata via del quartiere a luci rosse. Questa zona è unica nel suo genere e, anche se siete un po’ puritani, concedetevi una mezz’oretta per bighellonare in questo quartiere “hard”.

Stanchissimi, con i piedi doloranti, si salta sul pullman per Volendam e, come ha detto il mio amico Guido, abbiamo avuto proprio una gran voglia di ritornare al nostro paesello 🙂

Cosa ci siamo persi ad Amsterdam? Molto, anzi moltissimo.

Non abbiamo potuto dedicare del tempo al Rijkmuseum  ospitato all’interno di un edificio neorinascimentale, non abbiamo visto il famosissimo museo di Van Gogh  e molto altro ancora, ma l’idea della città ce la siamo proprio fatta.

40 thoughts on “Amsterdam … toccata e fuga di un giorno

  1. Amsterdam sì la riconosco! Oltre al tour in battello sui canali, il mercato dei fiori, il quartiere delle Beghine, la Casa di Anna Frank e le piazze piene di biciclette, mi sono rimasti nella mente il Museo di Van Gogh e il Rijksmuseum. In un prossimo viaggio nei Paesi Bassi terrò presenti anche i tuoi suggerimenti. Grazie Bea.

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  2. Hai ragione Bea, Amsterdam è una città che va vista almeno una volta. E’ certo che non ardo dal desiderio di ritornare come succede invece per altre città. Mi hanno entusiasmato molto di più cittadine fuori Amsterdam come Edam, Marken

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    • Sai neanche io muoio dalla voglia di ritornarci, Io amo,proprio come te, tutti quei paesini di charme che ti danno una sensazione di pace e che nel contempo hanno quel no so ché di romantico. Il mio prossimo post sarà dedicato a queste piccole chicche sparse qua e là. Buona giornata Bea

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  3. Sentivo che c’era qualcosa nell’aria, forse un richiamo, un fischio o semplicemente l’eco delle tue parole … per te un’avventura meno chiamante per me l’opportunità di essere ancora con te, ancora vicine in un’altra intrigante avventura.
    Amsterdam chiamava e noi non ce lo siamo fatte ripetere e con i nostri trolley, il naso schiacciato sui finestrini dell’auto con gli occhi sgranati io e la macchina fotografica sempre pronta tu siamo andate in giro per la città a raccogliere nei fotogrammi scorci e chiese, ponti e case … lasciando nell’aria le nostre risate e le nostre voci. Che giornate Bea!
    Visitatrici occasionali siamo balzate in un attimo da un pullman a un battello con lo sguardo sempre intento a catturare i minimi particolari, troppe le cose da vedere, troppi i ricordi da portarci via. Dalla Sagrada Familia non sarei più voluta venir via … un pezzetto del cuore l’ho lasciato lì.
    Siamo tornate indietro, tu a scrivere questo post e io a leggerlo con gli occhi umidi. Ci torneremo di nuovo in questo posto Bea e porteremo via con gli sguardi altrettante bellezze, non ci perderemo nella vita. Io tornerò per riprendere il mio pezzetto di cuore e tu per riprendere con il tuo “terzo occhio” quello che l’obiettivo sotto il tuo talento è in grado di fare e cioè immortalare la vita che ci cammina a fianco.
    E ci sarà ancora Valeria insieme a noi e un paio di scarpe nuove che chiedono ancora strada …
    Un bacio dolce amica 🙂
    Affy

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    • Affy ma che commenti meravigliosi i tuoi. Eravamo idealmente in giro insieme ma sai che sognatrice come sono mi piacerebbe proprio organizzare un incontro tra noi blogger ed ognuno di noi potrebbe portare il proprio talento in campo. Quanti sogni ad occhi aperti!! Adesso, comprati un nuovo paio di zoccoletti e ritorniamo insieme a pestare terra olandese. Bacione Bea

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  4. che bello vedere quasi gli stessi scatti che ho fatto io! a volendam sono stato a fine marzo, mi ha un po’ deluso. Ma riguardo Amsterdam, comincio a pensare che sia la città che fa per me.

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    • Amsterdam è la città per i giovani e, purtroppo, io ho qualche anno in più. Quando l’ho vista per la prima volta una decina di anni fa ne sono rimasta affascinata, adesso il giro fatto mi ha snervato un po’. Caldo, caos, bici a gogò alla fine desideravo proprio ritornare a Volendam. Il prossimo post è dedicato alla natura meravigliosa che circonda la capitale olandese. Un caro abbraccio Bea

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  5. Pingback: Noord-Holland … l’Olanda dei mulini a vento e delle casette verdi | Viaggiando con Bea

  6. Anche io ho avuto un solo giorno a disposizione per visitare Amsterdam..dovevo poi dirigermi a Keukenhof a vedere i meravigliosi tulipani olandesi. Le tue foto mi hanno fatto venir voglia di tornare 🙂

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  7. Eccomi qua, con un po’ di ritardo (Scusa ma gli impegni sono sempre tantissimi).

    La memoria del mio viaggio ad Amsterdam è fresca e mi ha fatto molto piacere rivedere le tue foto.
    La prima mi piace davvero molto. Ottima l’idea del bianconero. Complimenti!! Sembra una foto d’altri tempi. Molto belle anche le due “Scorcio sulle case di Amsterdam”. Mi piace anche “Piazza Spui”. Hai colto bene il momento.
    Mi permetto solo due piccole segnalazioni “tecniche”. Nelle prima due il cielo è completamente bianco quindi significa che è “bruciato”, ovvero che è sovraesposto. La prossima volta chiudi un po’ di più il diaframma. Inoltre noto una dominante di colore blu. Attenta al bilanciamento del bianco. Non sono critiche. Sono solo suggerimenti per migliorare due scatti che comunque sono armoniosi e ben proporzionati. 🙂
    In generale è un ottimo reportage fotografico, come tutti gli altri sul tuo blog!!! 🙂

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    • Anch’io rispondo con un notevole ritardo ma che importa, l’essenziale è non perdersi di vista. I consigli sugli scatti li accetto sempre molto volentieri. Te l’ho detto che avrei bisogno di un insegnante proprio per imparare tutto su diaframma, bilanciamento del bianco e molto altro ancora. Grazie mille 🙂

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