Klagenfurt, l’elegante capoluogo della Carinzia

Giovedì 18 agosto – V° itinerario: Bad Kleinkirchheim- Pyramidenkogel – Maria Worth – Klagenfurt– Bad Kleinkirchheim  145 km

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ed il giro continua verso Klagenfurt am Wörthersee.  IMG_1632

L’elegante capoluogo della Carinzia, con il suo aspetto settecentesco, a noi è piaciuto molto.

Il suo centro storico è piuttosto piccolo e quindi lo si gira tranquillamente a piedi. La macchina l’abbiamo parcheggiata in Kardinalplatz nei pressi dell’obelisco che il Cardinale Salm-Reifferscheidt fece erigere nel 1807 in ricordo della Pace di Presburgo (l’odierna Bratislava). Soli 400 m ci separano dalla  Neuer Platz , la piazza principale di Klagenfurt, da dove abbiamo deciso di far iniziare il nostro giro turistico.

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Al centro spicca la Fontana del Drago (Lindwurm), emblema della città. Si narra che nel 1593 la statua del drago, del peso di 124 quintali, venne trascinata su questa piazza da 300 giovinetti vestiti in abito bianco. Nel 1636 furono aggiunti la fontana con la ciotola, l’Ercole e l’inferriata rinascimentale. Uno degli edifici più importanti che si affaccia sulla Piazza è il Rathaus di fronte al quale vi è la statua, del 1873, dedicata a Maria Teresa.

Dalla Neuer Platz ci siamo diretti verso la sede del Parlamento Regionale, il Landhaus.

20220818_141806E’ il principale edificio della città ed io aggiungo … ed è il più bello. La sua Sala degli Stemmi è di una bellezza che toglie il respiro. Il Landhaus, bellissimo esempio di architettura rinascimentale Austriaca, lo troviamo tra Alter Platz e Heiligengeisplatz. La struttura, eretta tra il 1574 ed il 1594, è stata realizzata a ferro di cavallo ed è fiancheggiata da due alte torri dalla copertura barocca a bulbo.  Sul lato opposto del Landhaus troviamo la “Fontana dell’obelisco” eretta nel 1833 in marmo rosso.

IMG_1566E’ giunto il momento di accedere all’ interno del palazzo. Due ampie scalinate, che fanno da cornice all’insieme di arcate e logge, conducono il visitatore alla biglietteria e da lì… un solo passo e sei al cospetto di una delle sale più belle che abbia mai visto. Non puoi che esclamare wow!!!

20220818_142213La Grande Sala degli Stemmi, con i suoi 300 metri quadrati ed i suoi 665 stemmi, è il gioiello del Landhaus. La Sala venne progettata nel 1740 dal pittore barocco della Carinzia, Josef Ferdinand Fromiller. I 665 stemmi rappresentano gli stemmi degli stati provinciali della Carinzia e gli affreschi raffigurano importanti eventi storici.  

Da questa Sala si passa alla Sala del Consiglio Regionale dove, una volta al mese, si tiene una riunione del Parlamento Regionale.

20220818_143016La popolazione della Carinzia è rappresentata da 36 deputati provenienti da differenti partiti politici. Alle spalle del posto dove si siede il presidente si trova una parete che simbolizza i contorni della Carinzia. Al di sopra possiamo ammirare l’affresco che raffigura il plebiscito carinziano, opera del 1928 di Swirbert Lobisser.  La sala successiva è la Sala Kolig, che prende il nome dal pittore Anton Kolig. Nella sala sono presenti alcuni suoi affreschi che rappresentano scene di vita carinziana.

20220818_143041Per ultimo si accede alla Piccola Sala degli Stemmi. 

20220818_143314In questa sala si svolgono le riunioni delle commissioni consiliari del parlamento regionale della Carinzia. Anche qui troviamo un delizioso susseguirsi di 298 stemmi.

20220818_143155Volgendo lo sguardo all’insù bellissima allegoria barocca “Veritas Temporis Filia” che raffigura Chronos, il Dio del tempo, che tiene tra le braccia la figlia Veritas, Dea della verità.

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(le info sopra descritte sono state prese dall’opuscolo che viene consegnato all’ingresso ad ogni visitatore) 

Terminata la visita di questa meraviglia si aprono gli ombrellini e, senza scoraggiarci, si continua il giro verso l’Alter Platz, la piazza più antica di Klagenfurt. Come tutte le piazze, viste fino ad ora, anche questa piazza è lunga e stretta e vi si affacciano bei palazzi signorili risalenti ai secoli XVI e XVII. Tra gli edifici di maggior rilievo spiccano il Bambergerhof ed il Blaue Kugel. Al centro troviamola Colonna della SS. Trinità detta anche Colonna della Peste.  

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Nel 1681 questa colonna venne costruita in legno sulla Heiligeneistplatz per commemorare i caduti della peste. In seguito alla vittoria contro i Turchi vennero aggiunte la falce di luna e la croce patriarcale e, successivamente, venne spostata in Alter Platz.

Lungo la Alter Platz non possiamo non notare i bei palazzi signorili, risalenti ai secoli XVI e XVII, che vi  affacciano.

Tra gli edifici di maggior rilievo spiccano il Bambergerhof ed il Blaue Kugel. Al centro della Piazza, oltre alla colonna della SS. Trinità, troviamo la vecchia sede del municipio oggi chiamato Palazzo Rosenberg. Sopra il portone principale bel dipinto, del 1739, di Josef F. Fromiller.

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Sul lato ovest della Alter Platz incrociamo una delle vie storiche della città, la Herrengasse. Anche qui abbiamo modo di ammirare bellissime residenze, con facciate ottocentesche, anche queste risalenti ai periodi tra il XVI ed il XVII secolo. Molti di questi edifici hanno, al loro interno, bei cortili porticati e passaggi.

Dalla Herrengasse due passi e si giunge alla Chiesa di St. Egidio che dal 1697 domina la Pfarrplatz. Il suo campanile, alto 91,70 m, venne ultimato nel 1709. Il panorama che si gode dalla cima del campanile non si può assolutamente perdere e a noi, purtroppo, è sfuggito. Altra magnificenza che ci siamo persi è la particolarissima cappella di Ernst Fuchs. L’opera artistica copre una superficie di 160 mq e raffigura le scene dell’apocalisse. Leggo su internet che, per realizzare questa cappella, Ernst Fuchs ha lavorato a questo progetto per ben 20 anni. Le visite guidate alla Cappella vengono effettuate da aprile a novembre nei giorni di  giovedì, venerdì e sabato alle 11.30. 

Altra chicca da notare sono le diverse tavole in rilievo che si trovano sulle pareti esterne della Chiesa.

L’interno conta otto cappelle laterali ed entrando non si può non notare il bellissimo soffitto affrescato.

Da qui è stato un continuo zig zag tra piazze ed antiche vie. Si passa per l’Heuplatz  dove spicca un monumento del 1781 dedicato a San Floriano, si prosegue verso la Wienner Gasse  dove si affacciano edifici di rilievo come l’Ossiacher Hof

Carinissimo l‘Omino del Worthersee, un curioso gnomo in bronzo con l’indice della mano destra alzato in segno di monito e  con la sua mano sinistra appoggiata ad una botte dalla quale sgorga l’acqua che riempie la fontana rettangolare. La statua è legata ad una leggenda popolare che ci racconta di una ricca città i cui abitanti non facevano altro che fare orge e banchetti. Un dì comparve l’omino che minacciò gli abitanti dicendo loro che avrebbe aperto il rubinetto della sua botte se non avessero fatto penitenza. L’omino non venne ascoltato e così a mezzanotte aprì il rubinetto dal quale uscì talmente tanta acqua che sommerse per sempre la città che adesso giace sotto le placide acque del Wörthersee.

Ai piedi della fontana si possono ammirare mosaici con gli stemmi delle città gemellate con Klagenfurt. Proseguendo il giro s’incrocia  un’altra bella piazza, la Dr. Arthur-Lemisch Platz. Al centro vi è la statua in marmo, del 1954, dedicata a Bernard von Spaneheim uno dei più importanti duca della Carinzia. La statua poggia su un’antica fontana sorretta da 4 leoni. 

Sono le 17,00 ed il gruppo di Viaggiando con Bea ormai è stanco di girovagare. Solo un’ ultimo stop al … Dom St. Peter und Paul

Siamo al cospetto della più grande Chiesa cattolica di Klagenfurt. L’edificio religioso non ha una facciata,

è interamente circondato da case e si accede al suo interno dal fianco sinistro preceduto da un portale del 1669.

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L’interno ha un’unica navata con cappelle laterali. Il tutto magnificamente decorato con stucchi, quadri e cancellate.

Stanchissimi ma felici si ritorna verso l’Hotel Sonnalm dove ci attende una serata anni settanta con disco music a gogò 😉 

 

8 thoughts on “Klagenfurt, l’elegante capoluogo della Carinzia

  1. Una tappa davvero WOW, WOW e ancora WOW, 🤩🤩🤩! Tra mosaici, statue, affreschi, sala degli stemmi e molta altro ancora c’è da rimanere a bocca aperta per la meraviglia, 😀. Una delle foto che mi sono piaciute di più è quella della statua del drago, 👍👍👍: molto molto realistico e quasi ci si aspetterebbe che s’animasse ed iniziasse a sputare fuoco, 😉. Il resto non è da meno e hai racchiuso in questa tappa davvero dei posti ricchissimi d’arte e fascino, 👍👍👍. Bravissima cara Bea, 👏👏👏! Baci baci 😘😘.

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