Carinzia, da Gurk al Castello di Hochosterwitz e Sankt Veit an der Glan

Martedì 16 agosto – III° itinerario: Bad Kleinkirchheim- Gurk – Castello di Hoschosterwitz – Sankt Veit an der Glan -Bad Kleinkirchheim 

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Svegliarsi a Bad Kleinkirchheim con un’altra giornata di sole è stata una gioia incredibile. Al nostro incontro a colazione eravamo tutti carichi e pronti per scoprire un altro pezzetto di Carinzia. 

Dobbiamo ringraziare Vanda se oggi si parte per Gurk

Con il mio timore di annoiare  i miei compagni di viaggio con Chiese e Castelli non avevo incluso Gurk nei miei itinerari Carinziani e vi assicuro che avremmo perso la visita di una delle più belle Chiese romaniche dell’Austria.

Siamo partiti dall’Italia con l’intento di trascorrere una settimana di puro relax tra laghi e montagne ed invece la nostra vacanza si è trasformata in un vero e proprio pellegrinaggio 🙂

A Gurk non aspettatevi di esplorare un borgo dalle case colorate con negozietti e barettini, qui ci vieni esclusivamente per la sua Cattedrale che rappresenta il traguardo del pellegrinaggio sulle orme di Santa Emma “patrona della Carinzia”.  Il Duomo di Gurk, imponente struttura in stile romanico del XII secolo, è uno degli edifici di arte sacra più importanti dell’Austria. Grazie alla cooperazione di molti grandi artisti qui trovi un insieme di stili diversi perfettamente amalgamati tra loro tanto da formare una grande opera d’arte (info lette sull’opuscolo multilingue consegnatomi all’ingresso).

La Cattedrale di Gurk è dedicata  a Sant’Emma e la costruzione dell’edificio, che si staglia dinanzi a noi, risale al periodo che va dal 1140 al 1200. La sua facciata dalle linee semplici ed armoniose, con le sue torri quadrate alte 41 m sormontate da eleganti coperture a bulbo, la si vede da lontano e non hai certo bisogno del navigatore per trovarla. Studio attentamente  l’esterno e la mia fedelissima guida touring porta la mia attenzione sul fianco destro della Chiesa per farmi ammirare  un piccolo portale sulla cui lunetta vi è la figura del Cristo in rilievo e, a lato, un’iscrizione ci indica il nome del suo primo costruttore, Wildo.

Seguendo le indicazioni della guida pensavo di accedere  all’atrio esterno e poi al suo interno dalla facciata principale ed invece siamo entrati da una porticina sul lato sinistro della Chiesa.

Si accede all’interno e ci dirigiamo verso l’atrio esterno, posto tra le torri, dove è impossibile non farsi catturare dalla bellezza di questo luogo.

Avvolto nella penombra di una luce tenue che filtra da belle vetrate del XIV secolo, giriamo lo sguardo a 360° e tutt’intorno si susseguono bellissimi affreschi (1339 – 1343) raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Dinanzi a noi un portale romanico, ricco di decorazioni floreali (1190),

ci introduce all’atrio interno dove, con un solo colpo d’occhio cattureremo la bellezza di quelle tre navate che corrono lungo la chiesa fino all’altare maggiore.

Volgiamo lo sguardo all’insù e  altrettanto belle ci appariranno le magnifiche volte gotiche a rameggio del secolo XV.

Spostandoci verso l’Altare maggiore non potremo non notare il Pulpito del 1740, l’altare della Croce del 1741 con la Pietà di Raphael Donner e gli stalli del coro lavoro artigianale del 1680.

L’altare maggiore, realizzato tra il 1625 ed il 1632, con i suoi 16 m di altezza e 9 di larghezza occupa quasi tutta l’abside. L’altare contiene 72 statue e 82 teste d’angelo.

Percorrete le navate laterali e non stancatevi di ammirare il susseguirsi di affreschi che rendono veramente unica questa Chiesa.

Risale al secondo decennio del sec. 13° la lastra sepolcrale dedicata al vescovo Ottone I , posta presso l’accesso meridionale della cripta, che ci mostra il vescovo a figura intera in abbigliamento liturgico con le insegne e il calice.

Dalla navata sinistra si accede alla bellissima cripta, un luogo dal fascino particolare.

Ultimata nel 1174, siamo nella parte più antica della Chiesa. Incredibile il misticismo che aleggia in questo spazio di 20 m x 20.   Racchiusa all’interno di un cancello in ferro battuto, sotto l’altare in forme barocche del veneziano Corradini, troviamo la tomba di S. Emma ornata da tre magnifiche teste di Santi.

Dopo questa lunga visita ed uno spuntino veloce si risale in macchina e si guarda già alla tappa successiva che ci porta verso il Castello di Hochosterwitz

7 thoughts on “Carinzia, da Gurk al Castello di Hochosterwitz e Sankt Veit an der Glan

  1. Bellissima questa chiesa, sia dentro che fuori, 🤩. Gli affreschi che raffigurano il Vecchio e il Nuovo Testamento sono incredibili, 👍. Un altro luogo che mi ha colpita, guardando queste foto, è l’altare maggiore: lascia davvero a bocca aperta per quanto è imponente con tutte quelle statue, 🙂.

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  2. Pingback: Carinzia, un viaggio alla scoperta della “riviera ad alta quota” | Viaggiando con Bea

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