Roma, da Castel Sant’Angelo al Vittoriano

Dopo anni, finalmente, rieccoci a gironzolare tra le meraviglie della nostra bella capitale. Un modo originale ed economico per visitare la “città eterna” sarebbe quello di girarla a piedi, ma, ahimè, qualche taxi te lo devi concedere se non vuoi arrivare distrutto a fine vacanza. Sono stati giorni stancanti, non solo per i 54 km di su e giù macinati in due giorni pieni e due mezze giornate, ma, carissimi followers, il caos di Roma ti ammazza. Macchine che sfrecciano veloci  tra le vie del centro, strisce pedonali che vengono ignorate e, poi…, cassonetti traboccanti di spazzatura che ti fanno pensare che è un vero peccato distruggere, in questo modo, una delle più belle città del mondo. Nonostante ciò, la bellezza di Roma ti toglie il fiato. Questa città è un museo a cielo aperto, ovunque ti giri è un tripudio di arte e storia. Roma è unica con le sue innumerevoli cupole che, con le loro linee morbide, si scagliano verso l’alto e tu le puoi ammirare dai suoi sette colli abbracciandole tutte insieme con un solo sguardo.

Dopo questa lunga introduzione, che ne direste di indossare le solite scarpette da ginnastica ed incominciare a girarla virtualmente insieme? Io, Nadia e Renata, partite da Milano con il non stop di Italo, in sole tre ore e mezzo siamo giunte alla stazione Termini. Taxi fino in albergo e verso le ore 14 eravamo già in giro, con macchine fotografiche al collo, a far le turiste.

Il nostro primo itinerario punta dritto verso l’imponente monumento marmoreo dedicato a Vittorio Emanuele II, il Vittoriano conosciuto come

Altare della Patria.

Si parte da uno dei monumenti più suggestivi della città, Castel Sant’Angelo.

E’ sicuramente una tappa imperdibile per chi, come me, ama la fotografia.

La sua imponente costruzione venne iniziata attorno al 123 per volere dell’Imperatore Adriano che lo fece erigere come mausoleo per se e per i suoi discendenti. Qui vennero sepolti tutti gli imperatori fino a Caracalla. Nel corso dei secoli il Castello ha svolto varie funzioni, da sepolcro imperiale venne trasformato, nel V° secolo, in fortezza. Successivamente venne utilizzato come carcere e poi come residenza nobiliare. Secondo la leggenda, nel corso di una processione per la fine della pestilenza, Papa Gregorio Magno ebbe la visione di un angelo che rinfoderava la spada annunciando la fine della peste. Da qui derivò sia il nome di Castel Sant’Angelo che la statua in marmo dell’arcangelo che vediamo in cima alla possente struttura. Durante il Medioevo il castello servì da rifugio per i Papi che potevano raggiungerlo dal Vaticano attraverso un passaggio protetto chiamato il “passetto”, oggi in parte percorribile. Il Castello è situato sulla sponda destra del Tevere di fronte al Ponte Sant’Angelo, uno dei principali ponti romani.

Il cuore della struttura risale all’epoca di Adriano che lo edificò per collegare la città al proprio mausoleo ma la bellezza del ponte, che vediamo oggi, è opera di Gian Lorenzo Bernini che ornò la balaustra con dieci statue di angeli. Da Piazza di Ponte Sant’Angelo per giungere alla nostra tappa successiva, Campo dei Fiori, decidiamo di costeggiare il lungotevere. Il percorso non è lungo e la passeggiata, con i giochi di luce che si riflettono sulle acque del fiume, è veramente piacevole. Subito dopo Ponte Sant’Angelo non si può non notare la bellezza di Ponte Vittorio Emanuele II, il ponte più rappresentativo realizzato dopo l’Unità d’Italia.

Venne progettato nel 1886 ma inaugurato ben 25 anni dopo e cioè il 6 giugno del 1911. Il ponte, realizzato in muratura, è a tre arcate ed è ornato da quattro basamenti su cui poggiano delle bronzee vittorie alate. Di notevole bellezza sono anche i quatto gruppi scultorei realizzati in travertino che simboleggiano l’Unità d’Italia, la Libertà, l’Oppressione Vinta e la Fedeltà allo Statuto (info prese dal bellissimo sito “Roma Segreta”

Da ponte in ponte, percorrendo il Lungotevere Tebaldi, si giunge sino a Ponte Sisto. Per me dire Ponte Sisto è sinonimo di movida notturna in quanto collega Campo dei Fiori alla zona più festaiola di Roma, Trastevere.

Da qui giungiamo in una delle piazze più vivaci di Roma, Campo dei Fiori. Deve il suo nome al fatto che fino al 1400 al suo posto c’era un grande prato fiorito e degli orti coltivati. Pensavo di poter godere della bellezza della piazza sgombra da bancarelle e persone ed invece … tante bancarelle di frutta e verdura ma di fiori neanche l’ombra. Una sosta per un cappuccio pomeridiano e poi via verso la trafficatissima Piazza Venezia.

Prima di inerpicarci su per la scalinata che porta in cima all’Altare della Patria facciamo una piccola sosta alla Basilica di S. Marco. E’ un tutt’uno con Palazzo Venezia e la sua facciata rinascimentale si apre su Piazza San Marco. Il campanile romanico risale al 1154 ed il bel portale, dal quale accederemo al suo interno, risale al 1400. Ciò che catturerà l’attenzione del visitatore è senza alcun dubbio il bellissimo soffitto intagliato ed il mosaico del IX secolo posto nell’abside.

Ma ora volgiamo lo sguardo verso il grandioso monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, il Vittoriano. Spicca imponente al centro di Piazza Venezia… ci piace talmente tanto che, come per magia, il via vai esagerato di turisti, pullman ed auto strombazzanti sembra svanire nel nulla.

Il Vittoriano venne edificato per celebrare il Padre della Patria e per testimoniare i cambiamenti che l’Italia stava vivendo. Venne inaugurato, da Vittorio Emanuele III, il 4 giugno del 1911. Una scala, fiancheggiata da gruppi allegorici, sale verso l’Altare della Patria, inaugurato nel 1925, che rappresenta una porzione dell’intero complesso monumentale. Al centro, in un’edicola, si erge la statua della Dea Roma al di sotto della quale è stata tumulata la salma del Milite Ignoto in memoria di tutti i militari caduti in guerra e dei quali non se ne conosce il nome.

Imboccando una delle due scale laterali, il percorso continua verso la statua equestre di Vittorio Emanuele II che svetta sopra una base marmorea dove sono rappresentate le principali città d’Italia.

Più in alto si eleva il portico del Vittoriano chiamato “sommoportico” per la sua posizione sopraelevata.

Il porticato con 16 colonne è coronato da statue che rappresentano le 16 Regioni d’Italia di allora (oggi ne abbiamo 20). Le colonne più alte sono sormontate dalle vittorie alate che esaltano i valori del popolo italiano e la sua storia. Ai lati del “sommoportico” spiccano due quadrighe bronzee che simboleggiano l’Unità e la Libertà. Furono collocate nel 1927 e portano il monumento all’altezza di 81 metri dalla quota di Piazza Venezia. Stupendo il panorama che si gode dalla sommità del complesso monumentale.

L’interno del Vittoriano lo si può visitare gratuitamente e comprende il Sacrario delle Bandiere, il Museo del Risorgimento Italiano, la Cripta del Milite Ignoto. Per saperne di più clicca sul sito Archeoroma 

Ritornando alla base del complesso monumentale, manteniamo la sinistra e… su ancora lungo i 124 gradini della ripida scalinata in marmo, inaugurata da Cola di Rienzo nel 1348, che ci portano verso la meravigliosa Basilica di Santa Maria in Aracoeli, un vero gioiello (visita dalle 15,00 alla 18,30). La duecentesca facciata in mattoni, che si staglia dinanzi a noi, non ti lascia immaginare la ricchezza dell’interno. Entrando in Basilica si rimane affascinati dall’insieme, solenne ed intimo allo stesso tempo.

L’interno, a tre navate, è veramente pazzesco con il suo soffitto a cassettoni dorati realizzato nel 1575 e decorato con dipinti che illustrano la Battaglia di Lepanto. Bellissimo anche il pavimento comatesco realizzato tra il XIII ed il XIV secolo.

Le 22 colonne che dividono le tre navate sono differenti l’una dall’altra e provengono da vari edifici dell’Antica Roma. Impossibile menzionare il magnifico susseguirsi di affreschi che la Basilica custodisce.

Questa Basilica è famosa per la scultura in legno del Bambino Gesù, conservata al suo interno, ritenuta miracolosa. La scultura venne realizzata nel XV secolo, ma, sfortunatamente, venne rubata nel 1994 e ciò che vediamo oggi è una copia.

Ultimata la visita, volgiamo le spalle all’altare ed usciamo da una porticina laterale dalla quale giungeremo direttamente in Piazza del Campidoglio.

Progettata da Michelangelo, è una delle piazze più eleganti della città con i tre palazzi che la cingono in un grande abbraccio. La piazza è sede del comune di Roma con i Musei Capitolini dove è custodita l’imponente statua di Marco Aurelio a cavallo. Sullo sfondo si staglia il Palazzo Senatorio, a destra quello dei Conservatori e a sinistra il Palazzo Nuovo.

Dalle stradine laterali al comune ricordatevi di spingervi fino alla terrazza panoramica per catturare con un solo clic il passato glorioso dell’antica Roma. Una veduta assolutamente da non perdere che va dal Colosseo al Foro Romano ai Fori Imperiali.

L’ultimo scatto delle 18 e l’ultimo raggio di sole segnano la fine di questa prima mezza giornata romana.

Dove andare a cena!?

Ricordatevi che a Roma in qualsiasi mese dell’anno, in qualsiasi giorno della settimana non si mangia se non prenoti “in advance”. Volevamo andare in zona Trastevere da Enzo al 29, tipica trattoria romana ma non accettavano prenotazioni e allora abbiamo optato per la nostra seconda chance e qui, magicamente, era libero un tavolo per il primo turno. Preso al volo e via a passo svelto per giungere fino al “Ristorante Pecorino” in zona Testaccio.

Cena stupenda, servizio velocissimo e piatti eccezionali. Rigatoni alla matriciana che ancora oggi ricordo con l’acquolina in bocca, carciofi alla giudia o alla romana da urlo. I dolci … uno più buono dell’altro. Ristorante consigliatissimo ed un ringraziamento particolare va ad Ester.

Qualche scatto su Trastevere by night e poi … stanchi ma felici si va in albergo per ricaricare le batterie 😉

26 thoughts on “Roma, da Castel Sant’Angelo al Vittoriano

  1. Applausi per te, per questo bel reportage sulla città eterna 👏👏👏👏👏 la prima volta che ho visto Roma avevo 22 anni, fu uno dei miei primi viaggi in giro per l’Italia, all’epoca non avevo ancora la passione per la fotografia, dunque il mio viaggio mi è rimasto solo nel cuore, ricordo le infinite fontane e tutte le statue. M’innamorai delle Statue, tanto che che da quella visita ammirai le sculture con occhi diversi, fu un po’ il viaggio che m’introdusse nel mio nuovo modo di vedere il Mondo….👍👍😊😉

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