Vigevano, il fascino avvolgente del Natale

Tic, tac … tic, tac le lancette corrono veloci.
Ancora poche ore e ci ritroveremo, come ogni anno, tutti intorno ad una tavola imbandita e, con un bicchiere spumeggiante in mano, saremo pronti a scambiarci baci e bacini sicuri che il nuovo anno ci porterà viaggi a gogo’, tanta felicità e serenità.
Desideravo fare a tutti Voi un augurio speciale e allora mi sono messa in macchina con l’intento di catturare, da qualche parte, quell’atmosfera calda che solo i mille luccichii di un albero di Natale sanno regalare.
Si sa che Bea è un po’ complicata ed invece di scegliere la maestosa bellezza colorata della Villa Reale di Monza ha preferito spararsi un’oretta di macchina per raggiungere Vigevano, vivace cittadina della Lomellina. I suoi monumenti, risalenti al periodo Visconteo-Sforzesco, sono addossati gli uni agli altri intorno a Piazza Ducale, il salotto di Vigevano. Le viuzze del centro storico, disposte quasi a raggiera, confluiscono tutte verso la piazza che è, senza alcun dubbio, una delle piazze più armoniose del Rinascimento. Il mio amico Guido me lo aveva detto “vieni a Vigevano, vedrai che meraviglia” e devo dire che aveva proprio ragione.
Al mio ingresso in piazza  non ho potuto non esclamare ….  “uauhhh”
Su ogni lato di questo enorme rettangolo (138 m di lunghezza x 46 m di larghezza), realizzato nel 1492 per volere di Ludovico Sforza detto il Moro, si affacciano, su tre lati, magnifici palazzi a due piani, a portici, le cui facciate sono ravvivate da una magnifica decorazione.
Sul quarto lato troviamo la splendida facciata del Duomo che, con la sua forma concava, sembra quasi che avvolga la piazza in un grande abbraccio.
Volgendo le spalle al Duomo, sulla sinistra della Piazza, quasi a voler controllare il viavai dei passanti, si eleva la torre del Castello e tu, dopo una quantità esagerata di scatti, non fai altro che percorrerne tutto il perimetro. Desideri scoprirne ogni angolo, immortali persino i negozi che si susseguono l’un l’altro con le vetrine traboccanti di allegria.
Si entra in Duomo. Questo splendido edificio fu Iniziato da Francesco Sforza nel 1532 sulle fondamenta di una Chiesa del ‘400 e  per trovare una    testimonianza del suo antico passato basta spingersi fino al coro. La concava facciata barocca venne realizzata nel 1680 dal vescovo spagnolo Caramuel.  L’interno Rinascimentale, a tre navate, ci appare in tutta la sua sontuosità.
La terza cappella a sinistra conserva un polittico a tempera della scuola Leonardesca. Sull’altare maggiore vi è un paliotto settecentesco con figure ricamate in seta ed oro.
Per quanto riguarda il Castello Visconteo, risalente al XIV secolo, il sito del comune di Vigevano dice che è un ” tutt’uno con Piazza Ducale “,  leggo che può considerarsi “una piccola città nella città” e devo riconoscere che è proprio la sensazione che ci regala al primo sguardo.
Si passeggia tra le gallerie sotterranee e, come dei bimbi, le si percorre con l’idea di esplorare chissà cosa …
E che  dire della miriade di comignoli  di mattoni che svettano fumanti sui tetti delle case?
A mio avviso conferiscono all’insieme un vero e proprio aspetto fiabesco. Sei lì a fotografare, per l’ennesima volta, quell’albero di Natale dalle mille luci e ti aspetti che, da un momento all’altro, appaia all’orizzonte una carrozza trainata da splendidi cavalli bianchi, opps!!! E’ solo lo sbuffo di un grazioso trenino che porta grandi e piccini in giro per la città.
BUON ANNO A TUTTI 🙂

11 thoughts on “Vigevano, il fascino avvolgente del Natale

    • Il centro è un cero gioiellino. Sino arrivata proprio di volata e non ho potuto visitare né il palazzo né altre chiese. Direi che cercavo proprio quslcosa di magico e l’ho trovato nella piazza. Un Buon anno e speriamo di viaggiare tantissimo 🤗

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  1. L’oretta “extra” che ti sei sparata in macchina, grazie alla tua vocazione turistica, mi ha permesso di sbirciare la ricchezza interiore di questa cittadina che ho apprezzato molto.
    Il Natale ha donato alla piazza la sua sfavillante poesia, tutt’intorno i comignoli fumanti hanno reso possibile la poesia in questi giorni di festa.
    E sentendo lo sbuffo di un trenino … ho immaginato di essere lì anch’io! 😉
    Un bacione

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  2. Pingback: Vigevano, il fascino avvolgente del Natale — Viaggiando con Bea | Il Blog di Tino Soudaz 2.0

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