Val d’Orcia, da Pienza a Radicofani

 

Lasciata Pienza, il giro riprende verso meravigliose strade di collina che corrono sinuose tra campi e vigneti, regalandoci scorci che hanno da sempre affascinato scrittori come Charles Dickens e girovaghi come Bea.

La Val d’Orcia è costituita dall’insieme di cinque comuni:

Pienza, Radicofani, Castiglione d’Orcia, San Quirico d’Orcia e Montalcino

Siamo ancora nel territorio di Pienza e in un baleno si raggiunge la frazione di Monticchiello, piccolo borgo d’aspetto medioevale che conserva quasi intatte le sue mura e la torre del Cassero edificata nel 1260 da Ugo Monaco.  Il borgo è proprio un pugno di case, ti aggiri tra le strette vie che s’intersecano e ti accorgi che c’è ben poco da vedere. Il silenzio ti avvolge. Qua e là qualche turista che, come te, si aggira circospetto alla ricerca del particolare. Uno scatto verso la porta di accesso al paese, Porta S.Agata, uno scatto verso qualche antico palazzo e a passi lenti ti avvii verso la Chiesa dei Santi  Leonardo e Cristoforo, unica testimonianza del periodo di massimo splendore del borgo.

Ne ammiriamo il portale ed il rosone e poi si accede al suo interno dove sono custoditi affreschi di scuola senese del ‘300.

Radicofani, deve la sua notorietà alla spettacolare fortezza che lo sovrasta. La sua mole pentagonale fa da sfondo ai sinuosi tornanti che portano verso il borgo.

Venne eretta intorno al IX secolo dai Carolingi, più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, oggi ospita il Museo del Cassero dove sono custoditi importanti reperti archeologici. Vale sicuramente la pena ritagliarsi quell’oretta per visitarla.

A mio avviso visitare i passaggi sotterranei, i bastioni ed i camminamenti è sempre molto suggestivo.

Il panorama è impareggiabile, ai tuoi piedi i tetti del borgo

e poi l’occhio si perde  verso i colli della Val d’Orcia e verso le aspre vette del monte Amiata.

Visitata la Rocca non rimane che aggirarci tra i vicoli del borgo e assaporare quell’atmosfera di luogo di altri tempi che avvolge Radicofani. Parcheggiata la macchina nei pressi di Palazzo Pretorio veniamo subito attratti dagli antichi stemmi in pietra che decorano la facciata della robusta costruzione che segna l’inizio del percorso turistico.

Pochi passi tra i palazzi dell’antica via Magi e si giunge alla Chiesa del XIV secolo di Sant’Agata dedicata alla Santa patrona di Radicofani.

Al suo interno è custodito un bellissimo dossale in terracotta di Andrea della Robbia raffigurante Madonna con Bambino e Santi. Di notevole importanza è un Crocifisso ligneo  cinquecentesco di probabile scuola fiamminga.

Quasi di fronte alla Chiesa si apre una graziosa piazzetta sulla quale si affaccia la Pieve Romanica di San Pietro, uno degli esempi più interessanti di architettura romanico-gotico dell’Amiata. A pianta quadrilatera, la facciata presenta un portale romanico con formelle scolpite da uno scultore locale. L’interno, a tre navate con soffitto a capriate, conserva una preziosa raccolta di terracotta della scuola di Andrea della Robbia.

Il percorso continua lungo la stessa via che attraversa il paese e passo dopo passo, attraversando i romantici giardini del Bosco Isabella, si giunge alla Posta Medicea. L’edificio, posto lungo la via Cassia, venne edificato alla fine del XVI secolo come casa di caccia di Ferdinando de’ Medici.

Successivamente venne trasformato come luogo di sosta per viandanti che qui si fermavano per dormire, mangiare e abbeverare i cavalli nella Fontana  Medicea costruita proprio di fronte al Palazzo della Posta. Qui sostarono personaggi illustri come Dickens o Stendhal e i Papi Pio VI e Pio VII.

Un ultimo sguardo al panorama ed il viaggio continua …

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10 thoughts on “Val d’Orcia, da Pienza a Radicofani

  1. Pingback: Val d’Orcia, da S. Quirico d’Orcia a Montalcino | Viaggiando con Bea

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