Fosdinovo sulle orme dei Malaspina

Malaspina prima o poi arriviamo! 🙂

… e’ stata questa frase carinissima a darmi il là per scrivere ancora una volta di luoghi che ci parlano della famiglia “Malaspina” ed un grazie non può che andare alla mia musa ispiratrice: lemurinviaggio“, che con i suoi racconti ci emoziona parlandoci di leggende e di luoghi bellissimi come il misterioso Castello di Reszel in Polonia o la leggenda che si nasconde tra quella trentina di scogli che formano l’arcipelago delle Isole Vestmannaeyjar.

Ma torniamo ai Malaspina. Vi ricordate che in ottobre, grazie alla giornata FAI d’autunno, vi avevo parlato del Castello dei Malaspina di Varzi? Oggi mi va di raccontarvi una divertente leggenda che si aggira tra le mura del Castello Malaspina di Fosdinovo. Ho ripreso gli appunti e le foto della mia gita settembrina ed eccomi qui a buttar giù due righe per parlarvi di questa chicca nascosta tra gli uliveti della Bassa Val di Magra.

La costruzione del castello con le sue mura e torri, eretto per volere dei signori detti “Nobili di Fosdinovo”, risale alla seconda metà del XII secolo. Dal 1340 Spinetta I Malaspina, detto il Grande, divenne unico proprietario del feudo ed è grazie a Lui che Fosdinovo godette di un periodo di tranquillità e prosperità fino al 1800. A lui si devono le migliorie apportate sia alla Rocca che al paese che, in quell’epoca, ricevette il titolo di “Città Imperiale”. Il castello subì gravi danni durante i bombardamenti avvenuti nel corso della seconda guerra mondiale ma, grazie ad importanti opere di restauro terminate nel 1960, oggi il castello ha riacquistato il suo antico splendore ed i discendenti della famiglia Malaspina (oggi Torrigiani-Malaspina) vivono ancora tra le sue possenti mura.

Fosdinovo, un minuscolo borgo medioevale nel cuore della Lunigiana. Parcheggiata la macchina all’imbocco di via Mazzini, Fosdinovo ci accoglie con un magnifico panorama che spazia dal mare alle verdi vallate ricoperte di boschi e più in là ancora s’intravedono le bianche cime delle Alpi Apuane. Scendiamo dalla macchina, vorremmo mangiare un boccone per poi visitare ciò che il borgo racchiude tra le sue strette vie ma, ahimè, ben presto ci accorgiamo che è tutto chiuso.  In quei 450 m di strada che ci portano da Via Mazzini verso via Roma e poi più su ancora verso il Comune, la Parrocchiale di San Remigio ed infine l’agognato Castello, non s’incontra anima viva.

Sulla strettissima via Roma si affaccia la facciata marmorea, con lo stemma dei Malaspina, dell’Oratorio dei Bianchi e subito dopo s’intravede la Parrocchiale di San Remigio con la sua semplice facciata dai colori pastello. Uno ad uno saliamo su per quei quattro gradini ed incuriositi varchiamo il portale d’ingresso. Decisamente non ci aspettavamo quell’interno così ricco di elementi decorativi e di altari barocchi in marmo. Aggirandoci tra le campate non si può non notare il trecentesco sepolcro di Galeotto Malaspina.

E’ giunta l’ora di concentrarci sul maggior punto di attrazione del borgo, il Castello e la sua storia.

 

Il Castello di Fosdinovo, forse il meglio conservato di tutta la Lunigiana, con la sua forma quadrangolare e le sue quattro torri rotonde, domina l’intero borgo e … si racconta …. che tra le sue mura possa aver soggiornato Dante Alighieri durante il suo pellegrinare attraverso la Lunigiana. A Lui è stata dedicata una Camera sita nella torre più antica di levante. Nella nicchia della cameretta si trova un affresco del XIV secolo raffigurante la Resurrezione di Cristo.

Come in tutti i Castelli o Monasteri (vedi quello di Torba) non poteva mancare la storia di un fantasma che si aggira tra le stanze. E’ la guida che, con aria divertita, ci racconta la storia della marchesina Bianca Maria Aloisia di Malaspina. Giovanissima s’innamorò del proprio stalliere ma questo amore venne duramente ostacolato dai genitori che preferirono uccidere i ragazzi pur di far cessare lo scandalo. Io, rapita da questa storia fiabesca, quasi dimenticavo di fotografare quella semplice camera da letto dove su una delle pareti si intravede la figura di una giovane donna con accanto le sagome di un cane (simbolo di fedeltà) e di un cinghiale (simbolo di ribellione). La guida continua ad ammaliarci con i suoi racconti e ci dice che la marchesina venne murata viva, insieme ai due animali, proprio in quella stanza e da allora la sua anima vaga all’interno del castello. Impossibile non rimanere entusiasti dalla bellezza di quelle sale che racchiudono la storia di una così grande famiglia.

Ma, adesso, vi prendo per mano e varchiamo, virtualmente insieme, dapprima la Duecentesca porta d’ingresso, protetta anticamente da un ponte levatoio,

e poi, dal Cortile Centrale, attraverso un meraviglioso portale in marmo cinquecentesco si accederà alla prima sala del nostro percorso turistico,  la “Sala d’Ingresso”.

Al centro della volta è riprodotto un grande stemma dei Malaspina. La sala è arredata con mobili d’epoca e vi si trova una portantina del ‘700.

Si passa alla “Sala da Pranzo” con uno splendido camino in pietra e meravigliosi vasi farmaceutici del secolo XVII. Da una porta vetrata si accede ad un bastione semicircolare dal quale si ha una splendida visuale sull’intera struttura.

Nella Sala del Trono ci accoglie uno stupendo drappo genovese in seta e velluto del XVI secolo con al centro lo Spino Fiorito. Uno scatto qua e là  per immortalare ora un forziere in legno rivestito di ferro, ora un baule del XV secolo o per raccogliere in uno scatto tutti quegli ammennicoli che ci parlano dell’antico passato di Fosdinovo.

La sala che ha suscitato in me grande stupore è la Sala Grande ricca di affreschi che, anche se risalgono al 1882, cercano di riprendere lo stile pittorico del quattrocento.

Sala Grande

Non appena si entra di fronte a noi si staglia l’imponente affresco che raffigura Spinetta I a cavallo con il castello di Fosdinovo sullo sfondo.

 

Il nostro giro continua attraverso affascinanti passaggi e scale interne fino a giungere al “Cammino di Ronda”. Si cammina lungo quelle antiche mura e tra un merlo ghibellino e l’altro impossibile non trovare nuovi scorci da fotografare. Certo è che Fosdinovo, vista da questi giardini pensili, appare ai nostri occhi con un look completamente differente.

Le sale sono ancora tante e devo dire che la nostra guida è veramente instancabile.  Dalla Sala delle Armi si passa alla Sala Verde o a quella Rossa fino a giungere alla Sala del Trabocchetto. Pare che nella botola che si trova nel centro di questa camera circolare, un tempo chiamata “torre dei tormenti”, la marchesa Cristina Adelaide Pallavicino faceva precipitare alcuni dei suoi amanti condannandoli a morte dopo una notte d’amore.

Visitare il Castello di Fosdinovo è  un po’ come fare un viaggio nel tempo e, con l’immaginazione, le leggende che ti vengono raccontate hanno un nonsoché di reale.  Che dire  della storia del fantasma che si aggira tra le stanze del castello? Ne senti quasi la presenza.  Oggi il Castello, oltre che dimora privata e museo, ospita anche un bed & breakfast che forse fa vivere ai propri ospiti una vera notte da nightmare.

 

18 thoughts on “Fosdinovo sulle orme dei Malaspina

  1. Ciao Bea! I castelli mi hanno sempre affascinata molto e quando posso cerco di visitarne. Spero di poter vedere anche il Castello Malaspina di Fosdinovo, è molto suggestivo! Sono appena rientrata da un weekend all’insegna dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e replicare con un salto in Lunigiana non mi dispiacerebbe 🙂 Grazie per farci scoprire questi gioiellini del nostro territorio! Serena

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  2. L’ho visitato un paio di anni fa ed è davvero affascinante. E’ un castello frequentato da cacciatori di fantasmi e insieme alle leggende e misteri che lo corcondano, dal letto che rimane caldo al pozzo per eliminare nemici e mogli infedeli, rendono ogni visita emozionante. Bello anche il borgo, ma dalla lunigiana alle terre matildiche castelli e borghi sono meravigliosi.

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  3. Cara Bea, leggere ogni volta i racconti dei luoghi che visiti è sempre interessante! Fino ad un momento fa neanche conoscevo questo castello, ed ora la voglia di farci una capatina è talmente forte che potrei partire anche subito! 😉
    La stori adella marchesina mi ha ricordato molto da vicino l’episodio di Paolo Malatesta e Francesca, uccisi dal fratello di lui, Gianciotto – episodio raccontato da Dante nella Divina Commedia.
    I locali sono bellissimi, un po’ come (credo) tutti i castelli. Tra l’aaltro, non so perché, ma su di me hanno sempre destato un fascino particolare. Splendide le foto, come sempre, del resto! 😉
    Ti auguro di trascorrere una serena notte, ed una splendida domenica! 😉

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      • Lascia stare il ritardo, Bea, non importa… Ed è bello così, Bea; he (cioè) la tua sete di sapere non si esaurisca mai… Anche io sto colmando la mia sete di sapere con testi di cui conoscevo l’esistenza, di cui però non mi ero mai deciso ad intraprenderne la lettura. Ad ogni modo, castelli ed abbazia riportano la mia mente al Medioevo, sebbene siano sempre esistti; forse però questo è dovuto al fatto che sto affrontando questo periodo con le mie letture. Ciaoo

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  4. Che dire questa volta se non : Malaspina , più prima che poi , arriviamo! 😀 Questo genere di cose ci appassiona molto , complimenti per l’articolo che ci siamo gustati con molto piacere. Ci inorgoglisce aver rappresentato fonte di ispirazione, e ti ringraziamo per le bellissime parole spese nei nostri confronti. Saluti dai lemuri! 😀

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