Rio Marina il paese che brilla

E’ qui che sei nata un po’ di anni fa. Sei nata in questo borgo circondato da aspre montagne. I ricordi di quell’infanzia felice sono riaffiorati uno ad uno nella tua mente. Hai socchiuso gli occhi ed hai percepito un profumo, un sapore e, all’improvviso, hai buttato giù fiumi di parole. Ci hai presentato una Rio inedita, ricca di tradizioni e, come dicevo nel mio precedente post, tu, cara Ornella, non lo sai ancora ma è grazie ai tuoi racconti che oggi sto percorrendo questi vicoli con uno spirito diverso.

Li percorro … ripenso alle tue parole e mi sembra quasi di vederti e di udire anch’io quel fischio.

” Quando ero bambina le case di Rio Marina brillavano, quando alle prime luci dell’ alba, i raggi del sole si posavano su di esse e colpivano i minuscoli cristalli di pirite incastonati negli intonaci. Un recente restyling, che purtroppo ha coinvolto anche la Torre, ha cambiato volto al paese, che ora e’ dipinto di toni pastello, alla stregua di un paesino ligure, non meno bello, ma che ormai ha perso l’ appellativo del paese che brilla. Rio Marina e’ divisa in rioni, e quello sopra la Torre, il Castello, e’ il mio rione, caratterizzato da alti palazzi addossati l’uno all’altro, senza soluzione di continuita’ come in cerca di una reciproca protezione. Le miniere di ferro, attive gia’ dai tempi degli etruschi, si estendono fin sopra il paese, ed il suono della sirena (il fischio), scandiva anche le attivita’ degli abitanti. Era proprio il fischio che a mezzogiorno mi induceva a lasciare di corsa  la spiaggia, dove nelle lunghe mattinate estive stazionavo con i miei amici, prima che la mia mamma con una  voce che di sicuro copriva il fischio, si affacciasse alla finestra e cominciasse a gridare, facendomi vergognare davanti a  tutti: ” moviti deboscio, che la tu nonna ha gia’ cavato la pasta!”

Non è il fischio della sirena che oggi si sente passeggiando per Rio ma è il fischio di quel grazioso trenino rosso che, con i suoi quaranta turisti a bordo, s’inerpicherà lungo i sentieri polverosi della più antica miniera dell’isola.

Il paesaggio lunare che si presenta ai nostri occhi è spettacolare.

L’escursione non è granché ma ho visto bimbi veramente divertiti per quella inaspettata avventura, specialmente quando, arrivati al capolinea, siamo scesi dalla carrozza e muniti di piccone e sacchetto abbiamo tutti sperato di portare a casa anche un solo frammento di pirite.

Peccato che l’audio della registrazione a bordo faceva molto desiderare. Non abbiamo capito una sola parola e credo proprio che il Parco Minerario dovrebbe migliorare questo servizio. Comunque Bea, come una bimba, si è divertita ad immortalare ora i resti dei vecchi impianti di lavorazione

ora un mix incredibile di sfumature di colori ai piedi del Monte Giove.

Al termine della gita abbiamo fatto un giro al Museo dei Minerali sito all’interno del Palazzo del Burò di Rio Marina.

La collezione dei campioni di minerali è incredibilmente bella. Il mio Lui, da bravo geologo, continuava a mostrarmi con grande entusiasmo ora un enorme campione di pirite ora un campione di calcite di un bianco candido.

All’interno del museo sono stati ricreati degli ambienti a grandezza naturale che mostrano al visitatore come si svolgeva la vita in miniera.

Soddisfatti e divertiti per quella mezza giornata un po’ diversa si ritorna in macchina e, come da programma, con colazione a sacco e teli da spiaggia, si punta verso un nuovo tratto di spiaggia mai esplorata prima. Si punta verso Cavo e a 5 km da Rio giungiamo a Cala Seregola, conosciuta anche come Capo Pero. Un colpo d’occhio incredibile su quella lunga striscia di sabbia nera luccicante. Un fondale sabbioso ricco di minerali ed un’acqua cristallina. Questa è cala Seregola, affascinante da morire.

Attendiamo il calar del sole e con lo sguardo rivolto verso il mare riavvolgiamo i teli e soddisfatti della bella giornata si ritorna verso Rio e poi verso casa.

Cara amica spero di aver reso il giusto omaggio al borgo che più di ogni altro ti sta a cuore. Qui hai trascorso un’infanzia felice. Ancora oggi ricordi l’affetto che “il Vicinato” ti ha mostrato nei momenti difficili della tua giovinezza. Come dici tu voi Riesi sapete bene cos’è “il Vicinato”. E’ un luogo che ti ha dato tanto amore e che ha riempito così bene il tuo album dei ricordi. Purtroppo le cose cambiano ma ciò non vuol dire che ancora oggi non si possa gioire di quei piccoli gesti che noi amici sappiamo scambiarci.

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