Dopo la toccante visita al Santuario della Madonna della Corona, è giunto il momento di rimettersi in viaggio.
Ancora un po’ persi per le emozionanti parole del Rettore, siamo risaliti in macchina e, senza accorgercene, invece di riprendere la più rapida e scorrevole A22 per risalire verso nord, abbiamo proseguito verso una strada interna. Il navigatore e i chilometri totali sembravano darci ragione, ma, ahimè, il tempo di percorrenza raccontava tutt’altro. Una curva dopo l’altra, in un saliscendi continuo e con ritmi lenti abbiamo temuto di non riuscire ad arrivare in tempo per la visita guidata del Castello di Toblino, fissata per le 15,00. Un grosso errore di valutazione, è vero, ma la bellezza del paesaggio è stata una ricompensa impagabile

e, fortunatamente, alle 15,00 spaccate, come delle guardie svizzere, eravamo già in coda per acquistare il biglietto per la visita di uno dei luoghi più iconici e fiabeschi del Trentino.
il Castello di Toblino
Situato nella bellissima Valle dei Laghi, il castello è un tutt’uno con il lago di Toblino, un caratteristico bacino di sbarramento alluvionale circondato da una fitta vegetazione lacustre, favorita anche dal clima particolarmente mite dovuto all’influenza del vicino Lago di Garda.

Arrivando lungo le sponde del Lago, non si può non rimanere incantati dalla vista di questo gioiellino: un raro ed elegante esempio di fortificazione lacustre che si specchia nelle acque verdi del lago. Un luogo incantevole che fece innamorare J.V- Von Scheffel il quale, nel suo diario poetico “Toblino Amore Mio”, scritto durante il suo soggiorno nell’agosto del 1855, dedicò a queste acque parole piene di sentimento:
“Ne passerà del tempo, gioiello di tutti i laghi alpini, prima che arrivi qualcuno che ti ami come io ti ho amato e nemmeno tu vorrai dimenticarti di me, Lago di Toblino”
La fama del Castello è dovuta sia alla sua posizione singolare, sia alle misteriose leggende d’amore e di intrighi che si tramandano da generazioni, creando un alone di fascino irresistibile.
Soffermiamoci un istante all’esterno per assaporare l’aurea di mistero che circonda questo luogo.
Un perfetto mix di storia millenaria e racconti popolari
Il suo nucleo originario, nato come sito sacrale pagano, risale al 201 d.c. Tale presenza è attestata da un interessante reperto archeologico: una lapide romana dedicata al culto delle ninfe del lago, ora murata nel portico interno del castello.
Dal semplice impianto difensivo del Medioevo, la fortezza divenne in epoca rinascimentale un raffinato luogo di villeggiatura per i principi vescovi di Trento. Fu in particolare sotto la famiglia dei Madruzzo che venne trasformata nella residenza elegante che vediamo oggi.
Ma quale sono le storie popolari che vengono tramandate da generazione in generazione?
Si narra che il giovane conte Aliprando di Madruzzo s’innamorò della bellissima Ginevra. Fu un amore spezzato dalla gelosia di un rivale, che tendette un agguato ai due amanti facendoli annegare nelle acque del lago. Si dice che le loro anime, nelle notti di luna piena, vaghino ancora lungo la sponda. E le leggende non finiscono qui: si parla persino dell’esistenza di un tunnel sotterraneo che collegherebbe Castel Toblino a Castel Madruzzo, senza dimenticare la presunta esistenza di un ricco tesoro nascosto nel fondo del lago
Descrizione del Castello e percorso della visita
Sono quasi le ore 15,00 e noi, curiosi all’ennesima potenza, siamo pronti a varcare la soglia ed iniziare la nostra visita guidata all’interno delle antiche mura.
Il castello è accessibile tramite un ponte levatoio in legno che conduce al viale d’ingresso. Dopo aver varcato il portale principale il percorso guidato si rivela un affascinante viaggio tra eleganti e semplici ambienti rinascimentali con il parco e parte della struttura costeggiati da una cinta muraria merlata a coda di rondine.

Il Cortile Interno e le Scuderie: La visita inizia nell’area delle antiche scuderie e nel cortile interno, da cui si ha una visuale chiara dell’imponente struttura difensiva.


Nel portico del cortile è conservata la famosa lapide romana del III secolo che testimonia l’antichissima origine del luogo.
La Loggia: Attraversiamo un’elegante loggia rinascimentale, dalla quale si gode di una vista mozzafiato sulle acque del lago e sulla rigogliosa vegetazione circostante.
La Sala della Musica: Entrando nei saloni principali, è impossibile non rimanere incantati dalla meravigliosa Sala della Musica. E’ un tripudio di colori e preziosi affreschi cinquecenteschi, raffiguranti strumenti musicali dell’antica corte medioevale e rinascimentale, dove un tempo si tenevano concerti e feste di corte. Le decorazioni pittoriche della sala sono storicamente attribuite al pittore vicentino Marcello Fogolino


La Sala delle Armi: Si prosegue dapprima verso la Sala delle Armi, un ambiente caratterizzato da spessi muri in pietra, soffitti in legno con camino centrale, in cui sono esposti arredi storici e armature d’epoca. E poi verso …
La Stanza del Torchio e le Cantine: Ambienti suggestivi situati nei sotterranei e nelle aree di servizio del castello, dove riposano botti storiche e si tengono degustazioni.



Adesso vi mostro l’ambiente decorato con affreschi alle pareti, un pavimento in legno a tavole larghe, con qualche mobile in stile rustico e, se non ricordo male dalle spiegazioni, questa sala dovrebbe essere storicamente legata al soggiorno giovanile di Benito Mussolini che qui trovò ispirazione per il suo romanzo: L’amante del cardinale.

Anche questa stanza con il tetto affrescato con un grande stemma e arredi d’epoca dovrebbe essere la camera in cui avrebbe soggiornato Benito Mussolini

Camera dei Vescovi – è una delle storiche sale situate ai piani superiori del castello. Nel centro della sala troneggia il letto matrimoniale. Sul muro di destra è visibile una sezione con la roccia e le pietre originarie che sono state lasciate scoperte per mostrare l’antica struttura muraria del castello. Dalla stanza si ha una vista superba sul Lago di Toblino.

Stanza di Claudia Particella – famosa per i suoi motivi decorativi geometrici a zig zag sulle pareti e per la volta a botte affrescata.




Il Mastio e la Torre Cilindrica: Il punto culminante della visita è il simbolo del castello: il Mastio, una torre cilindrica che con i suoi 20 metri di altezza domina l’intero complesso. Dalla sua sommità lo sguardo spazia a 360 gradi sull’intero bacino del Lago di Toblino, abbracciato dalle montagne che svettano verso l’azzurro del cielo.

Con negli occhi ancora la meraviglia delle acque del Toblino è giunto il momento di rimettersi in marcia. La giornata non è ancora finita: riprendiamo la strada lasciandoci la Valle dei Laghi alle spalle. La nostra prossima tappa ci porterà ad un’altra gemma del Trentino: il Lago di Tenno.