Il nostro viaggio in Marocco è giunto alle ultime battute e lasciamo Essaouira un po’ a malincuore. Sarà difficile dimenticare quell’aria frizzante e rigenerante o i suoi vicoli bianchi e blu, ma è ora di rimetterci in strada in direzione Casablanca.
Avete presente quei viaggi infiniti in cui si percorre una strada lunga e noiosa e la stanchezza inizia a farsi sentire? Cinque ore di viaggio affrontate con pochissimi “stop idraulici”, ma l’obiettivo era chiaro: arrivare a Casablanca per pranzo e poter visitare la Moschea di Hassan II in tutta tranquillità. Direi che la scelta di Youssef, la nostra guida, è stata ottima, in quanto questo gioiello pazzesco affacciato sul mare merita da solo il viaggio fino a qui.
Moschea di Hassan II, bella da togliere il respiro
Scendiamo dal minivan ed eccoci lì, nel piazzale antistante la Moschea di Hassan II. L’impatto scenografico? Semplicemente stupefacente.

Immaginate il forte vento dell’oceano che ci investe, quasi a volerci spingere indietro, mentre a fatica ci avviamo verso l’ingresso. Niente può fermarci: siamo tutti con il naso all’insù, gli smartphone in mano, cercando di immortalare la maestosità che si staglia dinanzi a noi. Il minareto svetta per ben 210 metri verso il cielo e assolve anche la funzione di faro; infatti, il suo fascio di luce laser è puntato verso la Mecca e lo si riesce a vedere fino 30 km di distanza.



Il simbolo indiscusso della città è lì dinanzi a noi e lo si poteva cogliere in un unico scatto. La Moschea di Hassan II, la terza moschea più grande al mondo, ha una posizione unica: costruita parzialmente sull’oceano sembra sospesa tra il blu del mare e l’azzurro del cielo. Un contrasto di colori scintillanti che brillano sotto la luce di quel sole accecante. E’ l’unica Moschea in Marocco aperta ai non musulmani, e si può visitare con una delle tante visite guidate disponibili in diverse lingue. Ho letto che Hassan II abbia voluto realizzare quest’opera grandiosa per offrire un dono prezioso alla città. Costruita su progetto dell’architetto francese Michel Pinseau, venne inaugurata nel 1993. E’ la più grande moschea del Marocco e può accogliere al suo interno circa 25.000 fedeli.

Arriva il momento di entrare: ci mettiamo in fila e, come vuole la tradizione, ci fanno riporre le scarpe in un sacchetto e così iniziamo a girare in calzini.
Varcata la soglia, è impossibile non rimanere a bocca aperta

La sala di preghiera è stupefacente sia per le dimensioni sia per la ricchezza dei decori. L’architettura raggiunge livelli di ingegneria pazzeschi, pensate che l’enorme soffitto che ci sovrasta è apribile, progettato per aerare l’ambiente nelle calde giornate, mentre in inverno i fedeli possono contare su un moderno riscaldamento a pavimento. Il colpo d’occhio è notevole: colonne scolpite a mano, soffitti in legno di cedro con intagli finissimi e ben 57 lampadari di Murano.






Terminata la visita della Sala di Preghiera, riprendiamo le nostre scarpe e ci avviamo giù per la scalinata che conduce ai sotterranei.



Qui si apre un altro ambiente bellissimo ed immenso, la Sala delle Abluzioni.

Tra le colonne si trovano delle spettacolari fontane in marmo a forma di fiori di loto, dove l’acqua scorre continuamente per i rituali di purificazione prima della preghiera.




Info utili per la visita: se intendete visitare la moschea, ricordatevi che è aperta al pubblico dal sabato al giovedì (il venerdì è il giorno sacro dedicato alla preghiera). La visita dura circa un’ora e si può accedere ad orari ben precisi: 9:00, 10:00, 11:00 e 14:00. Al di fuori di questi orari, sarà difficile che vi facciano entrare. Il costo del biglietto è di 120 MAD.
Un rito finale: a piedi verso il tramonto (con uno Spritz!)
Dopo aver riempito gli occhi di tanta bellezza ed esserci rigenerati in hotel (Hotel Idou Anfa), abbiamo deciso di goderci le ultime ore in terra marocchina all’insegna della massima lentezza.

Per concludere la serata in bellezza, siamo usciti a piedi dall’albergo, assaporando il piacere di camminare senza fretta tra le strade di Casablanca. La nostra meta? Un bar con terrazza panoramica che avevamo puntato proprio per salutare questo paese nel modo migliore. Ci siamo accomodati, abbiamo ordinato uno spritz ed abbiamo atteso che il cielo di Casablanca piano piano si tingesse con i colori caldi del tramonto. Un brindisi, ancora uno scatto, la consapevolezza di aver accumulato tanta stanchezza, ma si torna a casa con il cuore colmo di meraviglia. Il Marocco, come l‘Egitto e la Giordania, ci rimarrà dentro per sempre.