29 marzo 2026 – dalla frenesia di Marrakech alla brezza di Essaouira
Ore 8,30. Eccoci nella hall dell’ Hotel El Andalous Lounge & Spa, con bagagli e giacchette prontissimi per questa nuova avventura verso le coste ventose dell’Atlantico.
Lasciarsi alle spalle Marrakech significa allontanarsi dalla movida, dal caos ipnotico di motorini che ti strombazzano alle spalle per passare con prepotenza, dal profumo di quelle spezie che aleggia tra i vicoli della Medina. Sfogliamo il libro di questo magnifico racconto, voltiamo pagina e iniziamo a rilassarci ammirando quel paesaggio che cambia chilometro dopo chilometro.
Lasciandoci alle spalle le mura rosse della città, corriamo verso la pianura dell’Haouz. Man mano che ci allontaniamo, s’incontrano piccoli villaggi berberi e pastori che, con passo lento, portano i loro greggi di capre chissà dove.

A circa metà percorso si entra nella regione dell’Arganeraie, una riserva della biosfera protetta dall’UNESCO.

Concederci uno stop in questo tratto di strada significa vivere un’esperienza indimenticabile. Siamo circondati da distese di alberi di Argan di un verde argenteo e dal tronco nodoso. Se si tende l’orecchio, il silenzio di questo luogo è interrotto solo dal vento che passa tra le foglie regalandoci attimi di puro relax.

In fila indiana entriamo nel vivo della lavorazione dell’olio d’Argan. Con grande maestria un gruppo di donne, a testa bassa e senza mostrare un sorriso, rompono con delle pietre i frutti durissimi per estrarre l’oro liquido del Marocco. Dopo questa nuova esperienza, che solo un paese autentico sa regalare, si risale sul minivan e si riparte verso l’Oceano.
Il profumo del mare e un pranzo che sa di casa
Adagiata sulle rive dell’Oceano Atlantico eccoci giunti ad Essaouira, il diamante della costa marocchina, sicuramente uno dei luoghi più affascinanti del Marocco. E’ stato amore a prima vista. L’aria frizzante così carica di sale, è di una bellezza che ti toglie il fiato. Immaginate il porto pieno di barche colorate, le mura bianche e le persiane azzurre delle case; nelle piazzette senti il garrire dei gabbiani che si librano nell’aria ed un mare mosso che sembra voglia raggiungerti proprio lì dove stai passeggiando. Qui, molti artisti sono stati soggiogati dal fascino di questa città con mura fortificate che nascondono un dedalo di viuzze fiancheggiate da case imbiancate. L’atmosfera è decisamente pazzesca, vorresti che il tempo si fermasse per godere di quei ritmi lenti e rilassati. Cammini verso il ristorante ed hai già fatto scatti a non finire.

Come per incanto ci ritroviamo in un localino affacciato direttamente sull’acqua e sembra quasi di essere in uno dei nostri borghi costieri. Dopo giorni di tajine e cous cous, oggi il menu cambia musica. Niente spezie calde, ma un piatto che mi riporta improvvisamente all’Elba: un fritto misto di pesce, croccante e caldissimo. Come non immortalarlo in una foto!

Perdersi tra i vicoli azzurri
Nel pomeriggio, accompagnati da una guida locale, incominciamo a percorrere quel labirinto di stradine che si intersecano l’un l’altro, aprendosi qua e là in piazzette sulle quali si affacciano boutique di livello e piccole gallerie d’arte.



La Medina di Essaouira, racchiusa dalle sue mura possenti, ti accoglie con passaggi interni dove il bianco delle case sposa l’azzurro intenso di porte e finestre. E’ bellissima.


Tutto intorno, le fortificazioni erette per proteggere la città da attacchi provenienti dal mare. Le merlature che vediamo sul lato esterno furono progettate dai francesi mentre sul lato interno hanno uno stile islamico con merli squadrati.

Il punto migliore per affacciarsi sull’Oceano è la Sqala della Kasbah.

Ci si arriva salendo sulla punta della medina dove si trova una piattaforma sopraelevata di circa 200 m, cinta da mura.

La parte settentrionale della medina è sede del vecchio ghetto (il Mellah). E’ qui che abbiamo scoperto la Sinagoga Slat Lkahal. Si viene accolti inizialmente in un’anticamera comunitaria dove alte balconate in legno ci sovrastano. Da qui si accede alla sala di preghiera, un piccolo gioiello dove la luce che filtra dalle finestre accarezza le file di panche in legno scuro, mentre in alto si affaccia il matroneo che con le sue grate ricamate adorna la parte superiore della sala.



Un passetto alla volta, un negozietto alla volta e raggiungiamo Place du Marchè au grains circondata da locali e ristoranti.

Da qui si ritorna verso il porto dove i pescherecci di un azzurro accecante sono ammassati gli uni agli altri.



Un tramonto d’oro e di vento
La giornata si chiude nel nostro albergo, L’Atlas Essaouira Hotel & Spa, che gode di una posizione privilegiata sul lungomare con una vista mozzafiato. Qui il vento, il grande protagonista di Essaouira, si fa sentire sul serio. Anche se un po’ infreddolita da questa brezza incessante, non resisto al richiamo della luce.
Impugno la macchina fotografica e cerco lo scatto perfetto: il sole che scende lento, tingendo l’Oceano Atlantico di sfumature d’oro e di fuoco

