Marocco: dalle Gole del Todra a Ouarzazate

25 marzo 2026 – Apriamo gli occhi nel silenzio del deserto. Immaginavamo già le sfumature dorate dell’alba, e invece il picchiettare della pioggia contro la tenda rende il risveglio quasi surreale. Un po’ infreddoliti e contrariati per non poter immortalare i colori del mattino, ci ritroviamo con il gruppo per vivere tutti insieme la magia di una calda colazione rigenerante. Giusto il tempo di un rapido saluto ai ragazzi della tendopoli, e via verso i 4X4 pronti per riportarci a Merzouga. Lì il nostro minivan ci aspetta con i motori accesi.

Con l’entusiasmo sempre al top, salutiamo il deserto e si riparte per vivere una nuova ed emozionante avventura che ci porterà tra montagne lunari e palmeti. Si giungerà fino a Tinghir, si visiteranno le Gole del Todra e, infine, termineremo questa lunga giornata a Ouarzazate.

Tinghir, gemma nascosta tra l’Alto ed il Piccolo Atlante, è un’antica postazione militare a 1350 m di quota. Poco prima di arrivare alle Gole del Todra, la strada sale e offre una terrazza panoramica spettacolare da dove si abbraccia con un solo scatto l’immenso palmeto.

La Palmeraie di Tinghir, una delle più spettacolari del regno marocchino, si estende per oltre 30 chilometri creando un nastro verdeggiante che serpeggia tra le imponenti catene dell’Alto Atlante. Il colpo d’occhio è fantastico con quel verde intenso che si contrappone alle tonalità rossastre delle montagne. Il nome “Tinghir”, che significa “delle montagne”, rispecchia perfettamente l’essenza di questo territorio completamente avvolto da rilievi rocciosi. Con lo zoom della mia Canon è stato bello immortalare scorci di vecchi villaggi di terra e argilla che sembrano mimetizzarsi con la roccia.

E che dire di quei contadini e di quelle donne che, ignari di essere ripresi, lavoravano con instancabile energia nei loro piccoli appezzamenti di terra?

A solo una quindicina di chilometri da Tinghir si giunge nel luogo che i locali, con grande orgoglio, chiamano il “Grand Canyon del Marocco”. Le spettacolari Gole del Todra, con le loro alte pareti di arenaria rossa, sono considerate tra le gole più affascinanti del paese.

Questo canyon, creato nel corso di millenni dallo scorrere incessante del fiume Todra, nella sua parte più impressionante, è lungo circa 600 metri con pareti rocciose che si stringono fino ad una trentina di metri l’una dall’altra. Lo si percorre a piedi con tutta calma, immortalando ora chi, con audacia, si arrampica su per le ripide pareti verticali, ora il paesaggio che muta passo dopo passo.

Raggiunto nuovamente il nostro minivan e, dopo una manciata di chilometri, siamo finalmente pronti per colmare quel languorino che puntualmente si presenta verso l’ora di pranzo. Al ristorante Dar Ayour abbiamo gustato dei deliziosi piatti della cucina tradizionale marocchina con le immancabili e fumanti tajine a dominare la tavola.

Terminato il pranzo, ci siamo rimessi in marcia verso Ouarzazate. Un percorso suggestivo nel sud del Marocco costellato di minuscoli villaggi berberi. L’itinerario tra Boulmane e Skoura attraversa paesaggi spettacolari, ricchi di kasbah spesso nascoste in lussureggianti oasi.

Ouarzazate

Fondata dai francesi nel 1928 come base militare, Ouarzazate, si è sviluppata soprattutto grazie alla produzione cinematografica diventando la “Hollywood del Marocco”. Gli studi Atlas, situati alla periferia occidentale della città, furono aperti nel 1983 per la produzione del film “Il gioiello del Nilo”. Il centro della città si estende intorno a Place Al-Mouahidine, sede del mercato coperto, dove la sera è piacevole sorseggiare il classico tè alla menta ascoltando della buona musica.

Giunti in questa deliziosa cittadina, a coronamento della giornata, siamo stati affidati alle mani esperte di una simpaticissima guida locale, che ci ha descritto nei minimi particolari la storia di una delle fortezze più affascinanti e meglio conservate della zona: la suggestiva Kasbah di Taourit.

Le Kasbah sono strutture fortificate in terra cruda (pisé), tipiche del sud marocchino, che venivano costruite dalle tribù berbere come dimore per i signori locali. Situata lungo la strada principale della città, la Kasbah di Taourit, con le sue torri merlate che svettano contro il blu del cielo, è un magnifico capolavoro di architettura berbera.

Un vero labirinto di vicoli, cortili e stanze, dove la luce del tardo pomeriggio crea caldi giochi d’ombre sulle pareti rossastre degli edifici realizzati in fango e paglia.

Il suo ottimo stato di conservazione lo si deve sia all’interesse di Hollywood, che l’ha spesso utilizzata come location per celebri film, sia al riconoscimento del suo valore storico e artistico da parte dell’Unesco.

Il modo perfetto per concludere questa lunga giornata “on the road” è stato il piacere di passare la serata all’interno del magnifico Hotel Karam Palace.

Tra i sapori della solita cena marocchina e il silenzio della notte, lasciamo correre l’immaginazione, pregustando il piacere delle nuove meraviglie e delle storie che ci attendono domani.

14 thoughts on “Marocco: dalle Gole del Todra a Ouarzazate

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  2. Molto belle queste immagini, nonostante l’aridità del posto, i contrasti di colori fra le poche zone verdi e quelle tinte calde a dominare le scene, offrono una prospettiva fotografica assai interessante 👏👏👏👏👏👏👏👏👏👍👍👌👌👌👌👌🤗🤗

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    • Con un po’ di ritardo rispondo al tuo bel commento e concordo con te, i colori caldi del Marocco danno la possibilità di realizzare degli scatti molto belli. Ho rivisto quelli di questo articolo e devo dire che mi piacciono tantissimo. Un abbraccio e scusa per il ritardo. Baciii

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    • Ma ciao cara. Ma allora mi segui ancora. Io devo aver perso il link al tuo blog. Provvedo subito. Un abbraccio sincero, carissima amica virtuale. Se abitassimo vicine, vicine mi piacerebbe molto incontrarti. Bye bye e leggimi un po’ tra i post dei miei viaggi. Ad esempio il tour in Egitto è stato spettacolare.

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      • Bea, che bello ritrovarci…. si sarebbe fantastico incontrarsi. Facciamo parte di un momento in cui i Blog rappresentavano la nicchia di una passione da raccontare…. Certo che continuerò a leggerti, se hai piacere, fallo anche tu coi miei racconti che precedono il piatto; sono anch’essi “un Viaggio” Un caldo abbraccio anche a te Cara Amica:-)

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        • Ciao Marilena che piacere ritrovarti anche se solo virtualmente. Mi manca tanto il periodo in cui si chattava amabilmente tra noi blogger di altri tempi dove la passione per ciò che scrivevamo si percepiva ad ogni rigo. Questa passione è ancora rimasta ma, ahimè, i followers sono sempre meno. Forse è anche un po’ colpa mia perché non ho il tempo per leggere i post dei miei followers. Cerchiamo di non perderci più di vista. Un abbraccio forte forte da Bea 😉

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    • Anch’io sono rimasta affascinata d questo percorso selvaggio con quel rosso acceso delle rocce che sembra un tutt’uno con le case realizzate in argilla e paglia. Non ho visto la centrale solare di Ouarzazate ma ne leggerò sicuramente nel tuo prossimo post. Bye bye e a presto 😉

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  3. Mannaggia, peccato per quel risveglio con la pioggia: sono sicura che se ci fosse stato il sole il deserto all’alba sarebbe stato una spettacolo da immortalare in tutta la sua bellezza.
    Bellissima la vista sul palmeto, e quel contrasto tra il verde e il marrone è davvero molto pittoresco, 👍👍👍.
    E che dire del canyon? Non ha nulla da invidiare a quelli che si trovano negli States. Altrettanto imponente, altrettanto selvaggio, altrettanto affascinante: una vera meraviglia della natura, 🤩.
    Ma le foto di tutti questi piatti mettono una fame assurda… gnam, gnam, 😋!
    La kasbah è davvero molto bella e la storia di questo edificio molto interessante, 👍.
    Ed infine l’hotel dove avete pernottato: magnifico e con quella tipica atmosfera marocchina data anche dall’arredamento, 🤩.
    Un’altra meravigliosa tappa si è conclusa ma non vedo l’ora che arrivi la prossima, così da poter continuare questo bellissimo viaggio virtuale in terra marocchina, 😀.
    Baciii carissima Bea e buona serata! 😘😘😘😘

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    • Devo dire che sei una mia follower stupenda. Leggi ogni rigo dei miei racconti di viaggio e mi dai sempre tante soddisfazioni. E’ un lavoraccio ma, alla fine, ne vale la pena. Con il tempo le emozioni ed i luoghi visti svaniscono. Solo con questi post riesco ad imprimerli nella mia mente. Un baciooo

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  4. Pingback: Marocco: Ait Ben Haddou e le Mille Kasbah | Viaggiando con Bea

  5. Ed è un lavoro davvero molto ben fatto quello che vai a creare nei tuoi post: la narrazione con tante curiosità e la descrizione di quello che hai visitato durante le varie tappe, le foto sempre magnifiche e che aggiungono un ulteriore tocco in più al tutto. Che dire se non… complimenti carissima Bea per l’impegno e la pazienza che ci metti per trasformare il tutto non solo in qualcosa che rimarrà per sempre ma che trasmette a chi segue il tuo blog tutta la magia di questi viaggi, ma anche le varie e gustosissime ricette che prepari, 👏🔝👏🔝👏🔝👏🔝!
    Baciiiii, 😘😘😘😘😘😘😘

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    • Cara Eleonora, grazie di cuore per queste parole splendide che mi riempiono il cuore di gioia. Sapere che riesco a trasmettere la magia e le emozioni di queste tappe, insieme alla passione per la buona cucina è il regalo più bello. Cucinare, fotografare e raccontare sono modi per viaggiare due volte e le tue parole sono una bellissima carica di energia. Un abbraccio forte 😉

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