24 marzo 2026 – Ore 8,30: dopo la solita colazione, siamo pronti a partire verso sud-est. Siamo in dodici e il nostro “minivan da Vip“, come lo ha definito la nostra guida Youssef, ci attende per questa nuova avventura lungo la N13 😉
Eravamo stati avvisati che sarebbe stata una giornata lunga, ben 500 km per raggiungere le Dune del Sahara ed il Royal Oasis Camp. Tuttavia, la voglia di scoprire una delle strade più affascinanti del paese è stata più forte della stanchezza per il lungo percorso da affrontare. Dalle verdi foreste di cedri del Medio Atlante saremmo saliti fino a quota 2.178 metri, per poi scendere verso valle ed ammirare il corso dello Ziz, fino ad incontrare, finalmente, l’oro del deserto.

Dopo soli 64 km da Fes giungiamo alla nostra prima tappa: Ifrane. Questa località turistica, situata a 1650 m di quota, fu fondata dai francesi nel 1929. Qui non sembra affatto di essere in Marocco. L’aspetto è tipicamente alpino, con case dai tetti spioventi, tipici chalet di montagna e foreste di abeti e cedri tutt’intorno. Ti viene da chiederti se sei ancora in Marocco o sei stato teletrasportato in Svizzera!!! Non a caso, Ifrane è proprio chiamata “la piccola Svizzera del Marocco“.

Lasciamo alle spalle la vegetazione lussureggiante e, proseguendo verso Azrou, attraversiamo la Foresta dei Cedri dell’Atlante. Qui il panorama è caratterizzato da alberi secolari e, all’improvviso, come per incanto si ritorna in Africa. Uno dopo l’altro i pullman, incluso il nostro minivan, si fermano in un largo spiazzo dove dei simpaticissimi macachi berberi, appostati a bordo strada, ci attendono per essere immortalati nella classica foto da turisti.

Proseguendo sulla N13, man mano che si sale di quota, lo scenario diventa sempre più brullo e selvaggio.


Qua e là s’intravedono greggi e tende di nomadi.

Si attraversa un altipiano vulcanico disseminato di crateri spenti e conche laviche fino ad arrivare a 2.178 metri di altezza del Col du Zad. Superato il passo si inizia a scendere verso Midelt. Si costeggia il lago formato dalla diga Hassan Addakhil

e si prosegue verso Er-Rachidia cittadina situata sulla riva destra del fiume Ziz.
Lungo il percorso la strada si affaccia su un profondo canyon incastonato tra le montagne dell’Alto Atlante, dove è impossibile non fare uno stop per immortalare le Gole del fiume Ziz.

Proseguiamo verso la Valle dello Ziz famosa per il suo esteso palmeto, uno dei più grandi della regione. Anche qui Youssef ci concede una sosta per catturare quel panorama di un verde intenso punteggiato da piccoli villaggi tradizionali.

Lasciata la Valle dello Ziz la corsa continua verso Erfoud, la “porta del deserto”. Qui il paesaggio è caratterizzato da distese di terra nera e rocce, finché all’orizzonte non iniziano a spuntare le alte dune del Sahara.

Mentre le sagome dorate delle dune si avvicinano sempre di più, capiamo che il lungo viaggio è finito.

Ma, miei cari followers, la magia deve ancora iniziare.
Bellissime immagini, rispetto alle città, pur sempre interessanti, preferisco di gran lunga questi scenari naturali di pregevole bellezza. Ottimo post 👌👌👌👌👌👍👍👍👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏🤗😉😊
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È stato un viaggio stupendo. Ogni 100 km il panorama cambiava. Siamo arrivati a 2178 metri e c’era la neve. Da non credere. Grazie per i complimenti 😉
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Eh sì, guardando la foto della “piccola Svizzera del Marocco” sempre davvero d’essere stati teletrasportati nella nazione elvetica, e come Rabat sembra anch’essa una località molto pulita e ordinata, 👍.
Che simpatico quel macaco berbero: si è messo addirittura in posa per farsi fotografare meglio… un vero modello, 😄!
E che dire dei paesaggi che accompagnano il viaggio fino alle dune del Sahara? Un’autentica meraviglia della natura, 🤩!
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Eccoti nella Svizzera Marocchina. Hai visto quante belle foto e che piacere rivivere l’emozione di questo nuovo viaggio. Complimenti per questa tua instancabile lettura dei post di Bea 😉
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Incanto puro la Svizzera Marocchina, 🤩. E sono sicura che le emozioni continueranno anche nelle prossime tappa. A proposito di questo tra poco andrò sicuramente a recuperare la tappa che ancora mi manca di leggere, 😉.
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Ifrane alla fine, non mi ha entusiasmato. Ci sono case con tetti spioventi, il clima è frizzantino ma vuoi mettere le terre bruciate dal sole, il deserto e le montagne di un rosso intenso che s’incontrano lungo il percorso. Bacionee
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È sicuramente un contrasto di clima e di paesaggi che si fa sentire, 🙂.
Baciiiii, 😘😘😘😘
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😘😘😘😘
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Pingback: Marocco: Dove il Silenzio del Sahara incontra la vita frenetica delle Medine | Viaggiando con Bea
Devo dire che Ifrane mi ha fatto un effetto strano, sembrava veramente di essere stato catapultato in un paesino alpino. La strada che arriva al deserto è meravigliosa; ti mostra un Marocco genuino 😉
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Direi che Ifrane, per quel che ho visto, non ha lasciato in me il segno. Ho apprezzato molto di più il resto del percorso e le scimmie 🙂
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