Clusone, un perfetto connubio tra natura ed arte

15 Agosto 2019 – Quest’anno per la tradizionale gita di mezza estate abbiamo scelto l’alta Val Seriana. Anni fa avevo già percorso gli stretti vicoli di Clusone ma non ne ero rimasta affascinata come quest’anno. La Clusone che ricordavo era caotica, un pullulare di gente che da Milano o da Bergamo veniva da queste parti per sfuggire alla calura estiva. Ricordo un dedalo di vie ricche di negozi alla moda, bar e barettini stracolmi di turisti che, con il loro vocio assordante, alteravano la quiete di questa splendida vallata.

Siamo a 650 m di altitudine sopra un pianoro tra la valle del Serio e quella del Borlezza. Soltanto 34 km ci separano dal caos di Bergamo ed oggi ho avuto modo di apprezzare questa cittadina così ricca d’arte. L’ho proprio visitata con occhi diversi, ne ho apprezzato le storie che la gente del luogo racconta e l’ho immortalata in ogni singolo particolare.

Ma andiamo per ordine. La giornata non ha avuto un buon inizio. Solitamente il bellissimo borgo di Gromo, dove pazientemente ci attendevano Carla e Dario, lo si raggiunge da Monza in poco più di un’ora ed invece oggi di ore ce ne sono volute quasi tre. Il mio Lui, spazientito all’inverosimile, avrebbe voluto fare inversione di marcia e tornare a casa ma… , fortunatamente, arrivati a destinazione ed investiti in pieno viso da quell’aria frizzante abbiamo dimenticato in un attimo la terribile coda affrontata.

Cambio di macchina e via verso il Rifugio San Lucio (località San Lucio, frazione di Clusone). Per giungere al rifugio abbiamo dovuto percorrere, da Clusone, 5 km di strada sterrata ma arrivati a destinazione non abbiamo fatto altro che esclamare “wow!!!”

Dalla sua terrazza panoramica lo sguardo si perde in uno dei paesaggi più belli delle Orobie. Ai nostri piedi si apre l’ampia conca della Presolana ed uno ad uno contiamo quei paesini dai tetti grigi che tanto ci affascinano. Lo sguardo si sposta da Clusone a Rovetta a Castione della Presolana etc etc … fino ad arrivare, in lontananza, alle montagne sovrastanti Val Camonica.

Un pranzo gustato dal primo al dolce con estrema calma e tranquillità

Risaliti in macchina abbiamo deciso di dedicare qualche ora alla visita di Clusone

“la città dipinta”

Un appellativo che mi ha incuriosito molto e così un su e giù per i vicoli, sempre con il naso all’insù, alla ricerca di quei dipinti che si scorgono ovunque. Dalla facciata delle case, ai cortili nascosti, alle chiese e, dulcis in fundo, alla Piazza dell’Orologio. Passeggiare per le vie di Clusone è stata una vera sorpresa … portali risalenti al XVI e XVII secolo, case con loggiati seicenteschi ed un piacevole susseguirsi di affreschi sulle antiche case, agli angoli delle vie e, soprattutto, all’interno delle chiese.

Puntando lo sguardo verso l’alto campanile della Basilica di S. Maria Assunta, la prima Chiesa che incrociamo sul nostro percorso è l’antica Chiesa di S.Anna. Venne edificata nel 1487 e al suo interno sono stati riportati alla luce affreschi votivi del ‘400 e del ‘500. Una vera bomboniera con il piccolo coro, l’aula capitolare ricca di affreschi e la pala dell’altare raffigurante “La Vergine, Sant’Anna ed il Bambin Gesù”

Continuando a salire si giunge alla Basilica dedicata a S.Maria Assunta e a S.G.Battista. Le scalinate che portano alla Basilica sono tre.

 

Si racconta che la scalinata sinuosa posta sulla sinistra, durante le cerimonie nuziali, veniva utilizzata dallo sposo, quella centrale dalla sposa e quella di destra dagli ospiti. La Basilica venne edificata tra il 1688 ed il 1698; all’interno si apre un’unica navata ai cui lati vi sono otto cappelle ognuna con il proprio altare.

E’ un susseguirsi di pitture di notevole pregio, dalla Pala dell’Assunzione di Ricci alla Nascita di S.G.Battista. E poi si notano le statue poste ai lati delle pale degli altari ed il gruppo ligneo raffigurante il Crocifisso. Diamo uno sguardo all’Altare Maggiore, al Pulpito come pure al Fonte Battesimale del ‘400.

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Uscendo dal magnifico portone si giunge all’oratorio dei disciplini sulla cui facciata, la parte più antica dell’oratorio,  non potremo non notare il magnifico affresco “Il trionfo della morte” e la relativa “Danza macabra” del 1485.

L’affresco è diviso in cinque parti e rappresenta una sintesi dei temi della morte alla fine del Medioevo. All’interno dell’oratorio con 42 riquadri è affrescata la vita di Gesù.

 

Sullo stesso sagrato della Basilica diamo un’occhiata alla chiesa di San Luigi la cui costruzione risale al 1796. Una facciata semplicissima divisa da quattro lesene, due agli estremi e due più centrali.  L’interno è ad unica navata. Sulla parete di fondo si apre una cappella con volta a botte dove è posizionato l’altare maggiore.

 

Ripercorriamo i vicoli acciottolati che s’intersecano gli uni agli altri e che ad ogni passo si aprono su cortili e logge

fino ad arrivare alla bellissima Piazza dell’Orologio

sulla quale si affaccia lo storico Palazzo comunale. Edificato nel XII secolo è un piacevole susseguirsi di affreschi con stemmi ed iscrizioni. Il pezzo forte della piazza è la Torre dell’Orologio sulla quale si può ammirare l’Orologio planetario Fanzago, opera del 1583. Dotato di un meccanismo semplice affascina i visitatori da sempre. Tutt’ora funzionante segna le ore, i mesi, i giorni, i segni zodiacali e le fasi lunari.

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Una giornata ricca di sorprese che ci ha regalato delle ore spensierate in compagnia dei nostri amici Carla e Dario. Un grazie va a loro che, con grande pazienza, ci hanno mostrato luoghi a loro noti che avranno sicuramente visto varie volte.

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