Osimo: storia e meraviglie della Cattedrale di San Leopardo

Adagiata sulle creste delle colline Marchigiane troviamo un’antica cittadina romana che vanta palazzi settecenteschi, chiese ricche di testimonianze d’altri tempi, ma, soprattutto, ciò che affascina di Osimo è il dedalo pazzesco di cunicoli e grotte che si diramano nel suo sottosuolo. Inerpicandoci verso uno dei due punti più alti della cittadina, e precisamente verso il colle Gomero, iniziamo il giro dalla

Cattedrale di San Leopardo

Siamo al cospetto di uno degli esempi più belli dell’architettura romanico-gotica delle Marche. L’imponente struttura, realizzata in pietra bianca, venne edificata nell’VIII secolo sui resti di una Chiesa del V secolo e si ipotizza anche sulle rovine, di epoca romana, di un tempio dedicato ad Igea ed Esculapio.  Più volte rimaneggiata conserva ancora oggi tracce della sua antica bellezza. Vi basterà ammirare la facciata esterna con il suo bel portico a tre grandiose arcate e con due portali in pietra ed il magnifico rosone decorato con una cornice che presenta quindici piccole sculture.

Per accedere al suo interno spostatevi verso il cortile del palazzo episcopale e varcate il portale d’ingresso. L’interno a tre navate, contornato da cinque cappelle e con al centro un presbiterio sopraelevato, è frutto di una grande ristrutturazione dell’Ottocento che modificò completamente la struttura interna del Duomo. Tutti gli altari in stile barocco e rococò, che nei secoli precedenti erano stati addossati alle pareti delle due navate laterali, vennero eliminati e furono sostituiti dalle magnifiche cappelle che vediamo oggi. Le scale che portano verso il presbiterio sono decorate a mosaico in stile cosmatesco del XII secolo. Il grande altare centrale custodisce i corpi, qui traslati nel 1437, dei primi testimoni della fede cristiana di Osimo, i Santi Martiri Fiorenzo, Sisinnio e Dioclezio che furono lapidati dalla folla in quanto colpevoli di aver professato la nuova religione, ovvero quella cristiana.

Spostiamoci verso le Cappelle laterali ed osserviamole attentamente

La cappella che attira la nostra attenzione è sicuramente la Cappella del Crocifisso dove è custodito un antico crocifisso ligneo risalente al XIII secolo che, in data 2 luglio 1796, fu visto aprire e chiudere gli occhi.  Un fenomeno ritenuto miracoloso e che si ripeté più volte nei giorni successivi. Dalla locandina posta all’esterno della cappella apprendo che in un catalogo sono stati scritti i nomi delle 127 persone testimoni dell’evento.  Le particolarità di quest’opera sono i chiodi della crocifissione che, come potete vedere dall’immagine, sono quattro anziché i soliti tre ed un particolare ancora più singolare è dato dal gonnellino che vediamo intorno alla vita di Gesù. E’ un Cristo con il volto di un uomo ma con il corpo di una donna con esili braccia e gambe affusolate.

La cappella di un blu intenso venne realizzata su disegno dell’architetto osimano Costantino Costantini mentre i dipinti sono opera dei pittori Federico e Guglielmo Cappannari.

Molto belle sono anche la Cappella della Madonna del Rosario e quella del Santissimo Sacramento.

La Cappella della Madonna del Rosario, ricavata da un’antica sala della dimora del Vescovo, fu realizzata per volere del Vescovo Molini. Un’elegante altare in marmo con al centro una nicchia dove collocare l’immagine della Beata Vergine del Rosario, statua realizzata nel 1631 per volere del Cardinale Galamini per un voto alla Madonna espresso dai cittadini affinchè venissero protetti dalla minaccia della peste.

La realizzazione della Cappella del Santissimo Sacramento fu affidata, dal Vescovo Egidio Mauri, all’architetto osimano Costantini e la decorazione pittorica venne affidata a Virginio Monti. Sul fondo notiamo la tela che raffigura Cristo in trono ed ai lati due tele che raffigurano i Santi Gregorio Magno e Giovanni Crisostomo.

A fine Ottocento, nell’ambiente destinato a sede invernale per il coro, vennero ricavate altre due cappelle:  la cappella dedicata a S. Giuseppe, sposo di Maria, e quella della Sacra Spina.  

Scendiamo le scalinate accanto all’altare principale ed accediamo all’ambiente più affascinante e misterioso della Cattedrale di Osimo, la Cripta

La Cripta, a tre navate, del XII secolo è stata realizzata da Mastro Filippo che la portò a termine nel 1191. Impossibile non rimanere colpiti da quella luce soffusa che avvolge le sedici colonne sormontate da capitelli tutti diversi fra loro sia per le decorazioni che per il materiale di recupero utilizzato.

La cripta custodisce diversi sarcofagi tra cui quello adibito ad altare sul quale sono scolpite sia scene cristiane che pagane. Questo sarcofago romano risale al IV secolo e la pietra vive attraverso scene di uomini a cavallo che inseguono un branco di cervi o scene di un cinghiale impaurito da quel branco di cani che lo azzannano ovunque. In questi sarcofagi sono custodite le spoglie di San Leopardo e le reliquie dei santi osimani.

Uscendo dalla Chiesa è imperdibile la visita al vicino Battistero dalla facciata in pietra e cotto dei secoli XII-XIII . All’interno un bel fonte battesimale in bronzo del 1627 e poi che dire del soffitto a cassettoni così riccamente decorato?

Terminata la visita di questo capolavoro vi aspetto al prossimo post dove vi racconterò delle meraviglie sotterranee di questa cittadina.

 

13 thoughts on “Osimo: storia e meraviglie della Cattedrale di San Leopardo

  1. Molto interessante questa visita fotografica, ad Osimo non sono mai stato, avevo visto le Marche un paio di anni fa, ma ad Osimo non c’ero passato…👏👏👏👏👏👏👏👏👏👍👍👍👍👍👍🤗😊😉

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  2. Pingback: Osimo: scopriamo il fascino delle sue grotte | Viaggiando con Bea

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