Giordania, dal Grand Canyon di Giordania alle rovine di Umm ar-Rasas

28 Marzo – ultimato il pranzo, due scatti per immortalare gli angoli più belli del Panorama Dead Sea Complex  ed eccoci pronti per risalire tutti e sette sul mini-van e scoprire le sorprese della seconda parte della giornata.

Con la felicità negli occhi e con l’orgoglio di chi sta per organizzare la più bella sorpresa del mondo, la nostra guida ci dice

“oggi faremo una piccola deviazione del percorso per mostrarvi il Grand Canyon di Giordania”

Eh si!!! I Giordani vanno proprio fieri del loro Grand Canyon, così definiscono il Wadi Mujib. Una vasta gola, profonda 1 km e larga 4 Km, che attraversa il paese dalla Strada del Deserto al Mar Morto. Questa gola, oltre che per la sua bellezza e le sue dimensioni, ha un importante significato storico in quanto, anticamente, segnava il confine tra il regno degli amoriti e quello dei moabiti. Inoltre si ritiene, da alcuni passi della Bibbia, che Mosè lo abbia attraversato a piedi.

Dal Panorama Dead Sea Complex si attraversano piccoli villaggi, colline ed aridi deserti.

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Un percorso di circa un’ora e mezza in mezzo al nulla e poi infine… eccolo magicamente dinanzi a te.

Dal Grand Canyon viewpoint la vista è spettacolare e non può che lasciarti senza parole.
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Lì, in mezzo al nulla, c’è pure un punto di ristoro locale che ti strappa un sorriso 😉

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e che dire del negozietto artigianale dove non puoi esimerti dall’acquistare un souvenir da portare a casa?

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Una trentina di chilometri ed eccoci giunti alle solitarie rovine di Umm ar-Rasas, la biblica Kastron Mefa’a

Questo antico insediamento cristiano-romano si trova ad  una trentina di km a sudest di Madaba e dal 2004 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Grazie alle ricerche del frate francescano Padre Michele Piccirillo, i primi scavi archeologici ebbero inizio nel luglio del 1986 ad opera del dipartimento giordano per l’archeologia ed ancora oggi si continua a scavare. Uno dei risultati più importanti della prima campagna di scavi è stata l’identificazione storica di Umm ar-Rasas con la biblica Kastron Mefa’a, citata anche nella Bibbia come l’avamposto militare di Mephaath. Sulla mia guida touring leggo che questo luogo fu abitato fin dal VII – VI a.C.  Le rovine che si trovano all’interno del sito risalgono all’epoca romana, bizantina ed al periodo dell’espansione araba.

Dalla biglietteria imbocchiamo un sentiero che costeggia i resti di un cimitero islamico.

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Proseguendo si possono individuare, con un po’ d’immaginazione, delle abitazioni forse anche dei tratti di cinta muraria, purtroppo, mancando dei cartelli esplicativi non saprei proprio raccontarvi cosa ho fotografato.

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Continuando il percorso si giunge alle rovine della Chiesa dei Leoni risalente alla fine del VI secolo.

Sempre sulla mia guida leggo che la Chiesa presenta tre absidi ed un presbiterio sopraelevato. 

Si prosegue ed un altro cartello ci indica che siamo giunti alle rovine della Chiesa di San Paolo contraddistinta da tre archi ricostruiti.

La visita si conclude con la parte più bella del sito archeologico, un grande complesso bizantino che comprende alcune chiese, una cappella e dei cortili. Il tutto è protetto da un ampio padiglione.

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La Chiesa di Santo Stefano, edificata nel 785 d.C. su pianta basilicale, è sicuramente la chicca della visita.

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Al suo interno custodisce uno splendido mosaico pavimentale datato 756 d.C.

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Questo mosaico è talmente ricco di raffigurazioni che, unitamente alla Mappa della Terrasanta di Madaba, è considerato una vera e propria opera d’arte. E’ giunto quasi perfetto fino ai giorni nostri se non fosse per la cancellazione di alcuni simboli e figure religiose avvenuta per mano degli iconoclasti.  Ammiriamo attentamente le scene raffigurate. Al centro si possono notare scene d caccia, pastorizia e vendemmia. Nella prima cornice, su fondo scuro, vengono raffigurate scene di vita lungo il Nilo con pesci, barche e piante acquatiche. Una seconda cornice raffigura le città che anticamente si trovavano in questa regione sia ad ovest che ad est del Fiume Giordano.

Camminando lungo le passerelle si arriva alla Chiesa del Vescovo Sergio, risalente al 586. Anch’essa presenta un bel mosaico pavimentale che rappresenta scene di vendemmia e caccia.

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Ultimata la visita si risale tutti sul mini-van pronti per affrontare un viaggio di circa tre ore lungo la Desert Highway per raggiungere una delle mete più ambite di un tour in Giordania…

Petra, la perla della Giordania

Situato in un antico villaggio, abbiamo trascorso due bellissime notti presso l’Hayat Zaman Hotel and Resort Petra. 

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Magnifica la vista verso la catena montuosa dello Sharah.
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9 thoughts on “Giordania, dal Grand Canyon di Giordania alle rovine di Umm ar-Rasas

  1. bellissime immagini 👏👏👏👏👏👏👏👍👍👍👍👍👍👍 la location è decisamente bella, non sono certo posti che si vedono tutti i giorni come si suo dire, complimenti per questo nuovo spettacolare post 🤗😉😊👍👏👏👏

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        • Non ho dubbi. Saresti sicuramente andato nei minimi particolari, avresti raccontato la storia di ogni singola pietra e ci avresti invitato ad osservare ogni sfumatura di colore. Però è necessario avere anche una visione d’insieme del luogo altrimenti poi ti perdi. Un abbraccione
          Ps: Ti andrebbe di ripubblicare l’articolo su Petra, magari con un tuo super apprezzato commento, al fine di diffondere la bellezza di questo sito? Ne sarei molto felice

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          • Andrei un po’ fuori tema, io preparo in anticipo le narrazioni che partono in automatico all’ora predefinita, ho una programmazione nei minimi dettagli, magari posso programmare un link in una delle mie puntate al tuo blog dove racconti questa tua meravigliosa avventura, grazie delle tua attenzione, come vedi ti leggo sempre con molto piacere…😊👍👍👍👍👍👍😊😉😉

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            • Sarei proprio orgogliosa se tu volessi programmare e condividere uno dei post che ti è piaciuto di più. Molti amici mi hanno detto che con il post di Petra mi sono superata sia per narrazione che per gli scatti. Un abbraccione e grazie in anticipo 😉

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  2. Pingback: Giordania, tour on the road da Amman ad Aqaba | Viaggiando con Bea

  3. Sì, direi che il post su Petra è il migliore di tutta la serie, senza nulla togliere agli altri, altrettanto belli. Nel mio post che uscirà domani sera alle 19, in cui fra le altre cose ci sarà l’ultima puntata della narrazione attuale, sul finale inserirò il link al tuo post con un bel messaggio di condivisione. Poi magari se tu troverai qualche mia narrazione pazzesca potrai fare lo stesso sul tuo blog. Spesso aiutarsi fra noi che abbiamo le stesse passioni è una cosa assai bella e gratificante, buona serata..🤗😊😉👍

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