Andalusia, Cordova e la sua Mezquita

Il quarto giorno del nostro tour andaluso continua verso Cordova 

Ore 8,00 tutti in pullman e via verso il nucleo più antico di Cordova, città imperdibile in un viaggio in Andalusia. Il suo centro storico custodisce architetture che risalgono al tempo della dominazione araba tra l’VIII e l’XI secolo.

Il nostro giro turistico non può che iniziare dalla Mezquita, uno dei monumenti più singolari al mondo dove l’architettura islamica si fonde con quella cristiana lasciando il visitatore in uno stato di estasi al cospetto di tanta bellezza

Prima di varcare la porta d’ingresso è doveroso uno sguardo verso le possenti mura, alte più di 10 metri, che danno un aspetto fortificato al complesso monumentale.

IMG_2265Il nostro accompagnatore Juan ci  presenta  Maria Josè che, con racconti e gag, ci ha deliziati durante tutto il tour rendendo la visita di Cordova un’esperienza veramente speciale. IMG_2267

Si attraversa la Puerta de las Palmas e si accede al Patio de los Naranjos, conosciuto come il cortile degli aranci proprio per il numero di aranci che al suo interno sono stati piantati fin dal XV secolo. E’ considerato come il giardino vivo più antico d’Europa. Uno spazio di circa 130 m x 55 m suddiviso in tre parti ognuna delle quali ha nel centro una fontana rinascimentale. Da bravi turisti avremmo dovuto fotografare la Fuente de Santa Maria e la Fuente di Cinamono, ma, ahimè, Maria Josè ci ha subito messi tutti in coda ed io ho potuto immortalare solo la Torre del Alminar. Un campanile alto 93 m che ha incorporato l’antico Minareto di Abd al-Rahman III risalente all’VIII-IX secolo.

Con il fiato sospeso, finalmente, si varca la porta d’ingresso della Moschea. 

Inimmaginabile l’impatto visivo che si ha quando si varca l’ingresso ed è  inevitabile sentirsi  trasportati indietro nel tempo. Siamo all’interno della terza moschea più grande del mondo ed unica moschea ad avere al suo interno una Cattedrale

Davanti a te si stagliano, verso il soffitto, file di snelle colonne in marmo, granito, diaspro e altri materiali preziosi e subito comprendi il perché sia stata chiamata Foresta delle Colonne. Originariamente, dopo l’ultimo ampliamento voluto da Abd Al-Rahman III e prima della riconquista dei cristiani, le colonne erano ben 1293 mentre oggi se ne contano circa 850 disposte lungo 19 navate in senso longitudinale e 36 navate in senso trasversale. Le colonne sono esclusivamente un elemento decorativo in quanto il tetto di questo enorme spazio è sorretto da una doppia cortina di archi in pietra bianca e rossa.  

Si accede all’interno della Moschea-Cattedrale dalla parte più antica, edificata per volere di Abd al Rahman I tra il 786-788 sul sito di una ben più antica Basilica Visigota. La sua pianta originale presenta 11 navate perpendicolari al muro di qibla. Questo muro, a differenza degli altri oratori  musulmani, non è orientato verso la Mecca ma verso il fiume Guadalquivir. Le colonne ed i capitelli sono molto differenti tra di loro per l’abbondante riutilizzo di materiale architettonico risalente al periodo romano e visigoto. Il modello costruttivo, che caratterizzò anche gli ampliamenti successivi, fu basato su una fitta trama di colonne sulle quali poggia un sistema di doppie arcate sovrapposte. 

Tra l’anno 833 e l’anno 848, sotto il governo di Abd al-Rahman II, si ha il primo ampliamento della Moschea prolungando la sala di preghiera con otto navate in direzione sud. Gli aspetti architettonici di questo ampliamento sono simili a quelli della prima fase della moschea.

Nell’anno 929, sotto il governo di Abd al-Rahman III, Cordova acquisì molta importanza nel mondo islamico. Nel 951 fu costruito un nuovo minareto (alminar) che raggiunse l’altezza di 40 m e venne ampliato anche il cortile della Moschea.

Tra il 962 ed il 966, sotto il potere di Alhaken II, viene realizzato un secondo ampliamento considerato il più creativo di tutti. Tenendo fede al modello originale, il secondo ampliamento è caratterizzato da ambienti molto più ricchi e sontuosi. Vennero utilizzati  marmi pregiati, mosaici e ornamenti stilizzati con motivi geometrici o floreali tipici dell’architettura araba.  Ipnotizzati dalla luce soffusa e dalla voce di Maria Jose andiamo avanti verso una delle parti più belle della Moschea, il Mihrab.

20221018_114545E’ da qui che l’Imam dirige la preghiera per i fedeli. Il Mihrab è una meravigliosa nicchia ottagonale con una cupola a conchiglia situata nel cuore del muro della qibla.  La lavorazione ornamentale dei mosaici proviene dalla tradizione bizantina. E’ un susseguirsi di archi arricchiti da decorazioni stilizzate con motivi floreali. Si accede alla stanza attraverso un’entrata a ferro di cavallo ricca di mosaici e di iscrizioni del Corano. Ai lati si aprono le porte della Sala del Tesoro e del Sabat.

Un terzo ed ultimo ampliamento venne effettuato nel 991 sotto il potere di Almanzor.

Vennero aggiunte otto nuove navate in direzione est. Le arcate risultano meno ricche e la ricchezza dei colori è data dalla pittura e non più dall’alternanza del bianco e del rosso presente nelle arcate della parte più antica della Moschea.

L’anno 1031 segnò la fine del califfato di Cordova. Nel 1236 dopo la reconquista cristiana, cioè la progressiva espansione dei regni cristiani nei territori del califfato islamico, la Moschea fu trasformata in Cattedrale e consacrata all’Immacolata Concezione.  La bellezza dell’edificio frenò molto l’impulso dei cristiani di apportare modifiche. Nonostante ciò vennero edificate alcune cappelle come la  Cappella Reale costruita nel 1371 per volere di Enrico II con lo scopo di dare sepoltura ad Alfonso XI e a Ferdinando IV.  Nel 1489 venne edificata la Capilla Mayor ed in seguito, nel 1607, questo spazio divenne la Cappella di Villaviciosa.  Lo spazio basilicale della Cappella di Villaviciosa è abbellito da pilastri ad archi trasversali, mentre una cornice di legno a capanna forma il soffitto che fu ulteriormente decorato con motivi pittorici e iscrizioni dedicati a “Gesù il Salvatore”. (Info prese dal sito mezquitadescordoba) 

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Bellissima la cupola di un bianco candido della Cappella di Santa Teresa, voluta dal Cardinale Salazar.

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Nel 1523 il vescovo Alonso Manrique, dopo l’approvazione da parte dell’imperatore Carlo V, ordinò di costruire una Cattedrale a croce latina incassata nel bosco di colonne. Per la realizzazione del Crucero (crociata) vennero abbattute una sessantina di colonne rompendone così la prospettiva. I lavori furono seguiti dalla famiglia di architetti Hernán Ruiz che realizzarono una navata riccamente decorata e molto più alta del resto della struttura sormontata da una cupola ovale.  

1984  anno in cui la Moschea-Cattedrale di Cordova è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco

Una Cattedrale in una Moschea

Passeggiare in questo spazio immenso tra file di colonne rosse e bianche, tra crocifissi e simboli musulmani, è stata un’esperienza che sarà difficile dimenticare. Stupendo connubio tra due religioni così diverse tra loro che convivono da millenni in un unico grande spazio di 23.400 mq. 

 

 
 
 

 

7 thoughts on “Andalusia, Cordova e la sua Mezquita

  1. luoghi davvero incantevoli, autentiche meraviglie da vedere almeno una volta nella vita, io per ora le ho viste solo attraverso le immagini e i documentari alla tv. Complimenti per il post 👍👍👍👍👏👏👏👏👏👏😉😊🤗

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  2. Pingback: Andalusia, Cordova cosa vedere in mezza giornatac | Viaggiando con Bea

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