Todi e Spoleto, due cittadine Umbre da non perdere

Dopo una giornata intensa alla scoperta di Orvieto si riparte, dapprima, verso Todi e successivamente si raggiungerà Spoleto dove abbiamo prenotato una notte presso l’Hotel San Luca. Struttura molto piacevole e raffinata a due passi dalle scale mobili che portano verso il cuore di Spoleto. Un quattro stelle tutte meritate sia per la pulizia che per la cortesia del personale e per tutti i comfort che sono a disposizione del cliente.   

Come dicevo prima, il nostro primo stop è stata la cittadina medioevale di Todi.

Si fa sicuramente un giro per le sue vie anguste e tortuose sulle quali si affacciano antiche case in pietra ma ciò che merita veramente è Piazza Vittorio Emanuele II.  

Girando lo sguardo a 360° noteremo il susseguirsi di palazzi medioevali che la cingono. Sul lato sud c’è il palazzo dei Priori risalente al 1293_1337.  Lo sguardo corre verso le belle facciate del Palazzo del Popolo e del Capitano uniti da una scala esterna. Il Palazzo del Popolo, con la sua severa mole gotica, venne eretto tra il 1231 ed il 1233, mentre il Palazzo del Capitano è del 1290.

Per ultimo ecco una scalinata sulla cui sommità si erge la Cattedrale di Santa Maria Annunziata che domina l’intera piazza.

Venne edificata nel XII secolo ma subì varie modifiche tra il XIII ed il XVI secolo. Sulla facciata romanica, suddivisa in tre parti, si aprono tre portali che corrispondono alle tre navate interne. I portali sono sormontati da tre rosoni di cui quello centrale è suddiviso in due cerchi sui quali si notano un susseguirsi di colonnine tortili ed archetti. L’interno, ripristinato nelle forme romaniche, è a tre navate su colonne e pilastri dai bellissimi capitelli.

Numerose sono le opere che questa Chiesa custodisce, come il Coro ligneo del 1521 o il Crocifisso ligneo di scuola umbra della metà del XIII secolo o il Fonte Battesimale del 1507. Non dimentichiamoci di voltare lo sguardo verso il portale dal quale siamo entrati ed ammiriamo il grande affresco di Ferraù da Faenza (XVI sec.) che raffigura il Giudizio Universale.

In fondo alla navata di sinistra si trova l’accesso alla cripta. Nel corridoio che s’incontra scendendo verso la cripta, si affacciano delle piccole stanze sepolcrali al cui interno sono stati collocati preziosi oggetti appartenenti al tesoro della Cattedrale.

La cripta risale alla prima metà del XII secolo ed al suo interno sono conservati diversi monumenti funebri.  Dal 2014 qui è stata collocata la statua lignea della Madonna con bambino. L’opera, risalente al 1190, è di una straordinaria eleganza e di alta qualità artistica tale da essere, nel suo genere, un’opera  unica in europa.

Proseguendo per il nostro breve giro tra i vicoli di Todi

raggiungiamo l’antichissima Chiesa di San Fortunato.

Anche questa Chiesa dobbiamo guardarla con il naso all’insù in quanto si erge maestosa in cima ad una scalinata. Ha una facciata quattrocentesca incompiuta con un magnifico portale gotico. L’interno, ampio e luminoso, è a tre navate.

Dulcis in fundo si sale in macchina e, prima di puntare il navigatore verso Spoleto, si seguono i cartelli che ci indicano la direzione per giungere alla Chiesa di Santa Maria della Consolazione. Sorge isolata ad un paio di km dal centro storico ed è una delle opere più importanti del Rinascimento in Umbria.

H. 12,40 ultimo scatto a Todi. Solo 50 km ed in poco meno di un’ora si giunge a Spoleto. Prima di arrivare in albergo, ne approfittiamo per fare una breve sosta alla Chiesa di San Pietro che ci ha colpito per la sua facciata duecentesca e per i rilievi che la adornano.

Si arriva in Hotel,

si parcheggia la macchina, si scaricano i bagagli, si fa l’accettazione e via di corsa verso il cuore medioevale di questo gioiellino umbro considerato uno dei principali poli di attrazione turistica di questa regione. L’albergo si trova ai margini del centro storico. Pensavamo fosse un’impresa estremamente faticosa raggiungere la Rocca o il Duomo o le vie del centro storico ed invece, grazie ai percorsi meccanizzati quali tappeti mobili

o ascensori o scale mobili, in un batter d’occhio eravamo già sulla sommità del poggio sulla quale Spoleto si adagia. Siamo rimasti colpiti dall’efficacia della mobilità alternativa per la quale Spoleto è stata una città campione. Non ne sapevamo nulla ed è stato molto interessante scoprire che questa città ha completato da poco questo progetto ambizioso, Spoleto città aperta all’uomo, che mira a rendere l’intero centro storico una grande isola pedonale. 

Le poche ore di luce che avevamo davanti non ci hanno permesso di visitare Spoleto in maniera approfondita. Nonostante ciò il nostro primo desiderio è stato di iniziare la nostra visita dalla Rocca Albornoz

perché avevamo voglia di abbracciare la cittadina con un solo colpo d’occhio. Come dicevo prima, qui ci siamo arrivati in un batter d’occhio grazie all’ottimo sistema di scale mobili. La Rocca, con la sua forma rettangolare e con i suoi 6 torrioni, sorge imponente sul Colle Sant’Elia e domina l’intera vallata spoletina. Venne edificata a partire dal 1359 per volere di Papa Innocenzo VI.  Al suo interno vi sono due cortili, il Cortile delle Armi ed il Cortile d’Onore. Quest’ultimo cortile è circondato da un doppio loggiato ed al centro si può ammirare un bel pozzo esagonale. Gli ambienti più importanti della Rocca sono il Salone d’Onore e la Camera Pinta che conserva dei bellissimi cicli di affreschi.  

Terminata la visita della Rocca abbiamo, dapprima fatto un salto in Piazza Bernardino Campello per vedere la fonte del Mascherone,

e successivamente ci siamo concessi una mezz’oretta per una  full immersion nella natura ed effettuare una delle passeggiate più belle della città, il Giro della Rocca. 

Un giro ad anello di circa 1,5 km lungo il quale è stato possibile ammirare il Ponte delle Torri.

La costruzione a 10 arcate, alta 80 m e lunga 230, scavalcando il torrente Tessino unisce il Poggio della Rocca al Monteluco. Questo luogo per molti artisti è stato una vera fonte d’ispirazione vedi la scritta di Goethe.

Continuando il giro si ha un colpo d’occhio magnifico sui tetti di Spoleto.

Per ottimizzare il tempo si riprende il tappeto mobile e si punta fermata Duomo. Non avete idea della comodità di questo sistema. Gratuito, nessuna ressa, ambienti estremamente ampi e puliti, nessuna attesa, velocità al top. Visto il duomo di Orvieto pensavo che non sarei rimasta affascinata da altre facciate di chiese ed invece eccomi ancora una volta a rimanere a bocca aperta per la bellezza di quella maestosa facciata, di quei luccichii dorati e di quel grande mosaico bizantino del 1207.

La facciata è affiancata da un alto campanile del XII secolo ed è preceduta da un portico rinascimentale. L’interno a tre navate non è così d’impatto come quello di Orvieto ma per questo non meno bello.

L’abside è ornata da bellissimi affreschi.

Le lancette dell’orologio corrono ma l’asterisco che vedo sulla guida touring mi dice che uno stop alla Chiesa romanica di Sant’Eufemia “s’ha da fare”. La troviamo in Via Saffi al n. 4 all’interno del palazzo Arcivescovile.

Per visitarla è necessario acquistare il biglietto per la visita del Museo Diocesano. Eravamo un po’ contrariati ma alla fine della visita, seppur fatta frettolosamente, devo dire che ne è valsa proprio la pena. Il museo è ospitato nell’ala del piano nobile del Palazzo Arcivescovile. All’interno c’è una vasta raccolta di opere riconosciuta da critici e studiosi fra le più interessanti dell’Italia centrale.

La chiesa di Sant’Eufemia è alla fine del percorso ed è uno dei più notevoli edifici romanici dell’Umbria. Quando si accede all’interno ciò che maggiormente colpisce è la semplicità di quelle tre navate. Aleggia un’aria di misticismo che non può che affascinare. In fondo alla navata centrale è collocato un bellissimo altare marmoreo.  

Usciti dalla Chiesa si guarda l’orologio, sono le 17,30 e non c’è più tempo per girare. Le facciate degli edifici incominciano a colorarsi di rosa e  le piazze incominciano ad assumere le tonalità del grigio. Non ci resta che percorrere in su e giù quei vicoli e cercare di afferrare al volo le ultime immagini di questa splendida città. Da vicolo in vicolo si arriva in Piazza Mercato dove, senza alcun dubbio, c’è la fontana più bella di Spoleto.

La sua costruzione risale al 1746 e fu progettata dall’architetto romano Fiaschetti. Sopra si notano gli stemmi dei Barberini ed una lunga iscrizione in latino. Nonostante sia tardi si ritorna in albergo percorrendo le viuzze tortuose del centro. Si passa davanti alla torre più alta di Spoleto, la Torre dell’Olio.

Terminato il giro non potevamo che concludere in bellezza la nostra giornata spoletina gustando piatti della tradizione umbra presso la trattoria “La Torretta”. Piatti serviti tra pareti in pietra e travi a vista.  Merita 🙂 

Il nostro on the road italiano è giunto al termine.

Sono stati cinque giorni intensi e molto interessanti. Siamo stati instancabili ed abbiamo assaporato dei piatti che sarà difficile dimenticare. Se, terminato il lockdown che ci costringe a casa, avete voglia di scoprire anche Voi un pezzetto della nostra bella Italia questo è un giro che consiglio caldamente magari ripercorrendo passo passo i miei itinerari. 

3 thoughts on “Todi e Spoleto, due cittadine Umbre da non perdere

  1. Bellissimo viaggio grazie 😊
    Mi ha colpito molto, cito:”…rendere l’intero centro storico una grande isola pedonale.”
    Adoro quando l’Ingegno, la tecnologia, si sposano per raggiungere un risultato positivo che aiuta a tenere il traffico fuori dai centri storici
    Ancora grazie 😊

    Piace a 1 persona

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