Orvieto, un gioiello da scoprire

La prima cosa che fai quando arrivi ad Orvieto è quella di depositare in fretta e furia i bagagli in camera e correre verso Piazza Duomo. Non importa a che ora arrivi! Ne hai sentito parlare così tante volte che la curiosità predomina e tu non ne puoi fare a meno. Il nostro primo incontro con Piazza Duomo è stato in una bella serata di ottobre e vederlo, in tutta la sua magnificenza, al chiar di luna, è stato incredibile. “E’ la cosa più bella del nostro on the road”, dice il mio Lui e la mia amica Nadia aggiunge ” il Duomo, con quel tripudio di mosaici, vale uno stop ad Orvieto e non puoi assolutamente rinunciarci”.

E’ da qui che parte la visita di questa città sospesa tra cielo e terra. Ti appare all’improvviso arroccata su uno sperone tufaceo e, ancor prima di arrivare, da lontano, vedi svettare la splendida facciata del Duomo.

Per le nostre due notti abbiamo scelto l‘Hotel Palazzo Piccolomini e direi che è stata proprio un’ottima scelta sia per la bellezza storico-artistica del palazzo che per la sua posizione. Eravamo a due passi da Piazza della Repubblica, il cuore del centro storico dove spicca la semplice facciata del Palazzo Comunale.

L’edificio risale al 1216 e successivamente subì delle modifiche fra il 1573 ed il 1581. Ad esso è affiancata una torre dodecagonale del XII secolo. I numerosi stemmi che notiamo vennero posti durante la ristrutturazione avvenuta tra il 1926 ed il 1928. Per ultimo ecco la Chiesa di Sant’Andrea la cui struttura originaria risale al VI secolo ma venne ricostruita tra l’XI e XII secolo e terminata nel XIV. Interessante il portale in stile gotico risalente al 1487. L’interno è a tre navate ed ampie arcate. Alle pareti notiamo resti di affreschi del ‘300 e ‘400. Tra i pilastri risalta un pulpito del XIII secolo. Imperdibili i sotterranei dove vi sono i resti della Basilica originaria.

Non dilunghiamoci e puntiamo direttamene verso Piazza Duomo.

La facciata del Duomo domina la scena e, tu, non puoi che rimanerne affascinata. All’angolo con via del Duomo si nota una torretta con orologio e con una statua in bronzo che batte le ore. Guardando il Duomo, sulla sua  destra,  spicca Palazzo Soliano sede del Museo dell’Opera. 

Il Duomo, una delle più significative creazioni dell’architettura gotica italiana, è il simbolo della città. La costruzione ebbe inizio nel 1290 per volere di Papa Nicolò IV.  

La facciata è un tripudio di mosaici, di statue e delicatissimi rilievi che narrano le storie del Vecchio e Nuovo Testamento. Il rosone, il portale, il colore intenso dei  mosaici, che dire, perderesti ore ed ore a guardare e fotografare ogni singolo particolare.

L’interno a tre navate è maestoso. Non appena entri sei subito rapito dalla bellezza dell’acquasantiera del 1485 e dal gotico fonte battesimale risalente al ‘300 -‘400 posto nella navata di sinistra. Sempre nella navata di sinistra si può ammirare un delicato affresco di Gentile da Fabriano del 1425.

Meraviglioso lo sguardo d’insieme della navata centrale dove un susseguirsi di statue marmoree, raffiguranti gli apostoli ed i quattro santi protettori,  accompagna lo sguardo fino all’altare dominato da un bellissimo Crocifisso.

Giunti fino all’altare, impossibile non notare il coro ligneo e, posto nel transetto di sinistra, l’organo realizzato nel XVI secolo.

Ma adesso spostiamoci verso la navata di destra ed accediamo alla Cappella Nuova o della Madonna di San Brizio. Gli affreschi di Luca Signorelli ti lasciano completamente senza fiato.

Rappresentano uno dei maggiori cicli di pittura del Rinascimento. Sulla navata di sinistra si apre la Cappella del Corporale anch’essa ornata da affreschi.

Verso l’altare della cappella si nota un tabernacolo in marmo risalente al 1358 che custodisce  un celebre reliquiario

Completata la visita del Duomo una nuova avventura ci attende. Attraversiamo piazza Duomo per unirci al gruppo in partenza per la Città Sotterranea. Un giro sicuramente da non perdere che condurrà il visitatore tra un dedalo di cunicoli, scale, passaggi, stanze e piccole nicchie che ci raccontano tremila anni di storia.

Un su e giù tra galleria e stretti passaggi, un brivido inatteso per lo sfrecciare veloce di un pipistrello sopra la mia testa ed eccoci giunti anche alla fine di questo giro. Abbiamo davanti a Noi un’altra mezza giornata per gironzolare tra gli stretti vicoli di Orvieto e, con cartina in mano, non ci resta che raggiungere altri punti strategici per completare la visita di questa splendida cittadina Umbra.

Dal Duomo, da un vicolo all’altro, si giunge verso la Fortezza, ma nulla di bello.

Non ho potuto vedere il Pozzo di San Patrizio in quanto chiuso per restauro. Sono sicura che la sua singolare struttura mi avrebbe  colpito.

Capolavoro dell’ingegneria rinascimentale fu costruito nel 1527 da Sangallo il Giovane. E’ formato da una camera cilindrica del diametro di 13 m che scende in profondità per ben 62 m. Le scale a chiocciola ci avrebbero condotto fino nelle viscere della terra ma, ahimè, questa ce la siamo proprio persa. Le foto me le ha passate la mia Ilary che, come sua mamma, ama girare per il mondo e, soprattutto, ama fotografare. 

Si prosegue verso il grandioso edificio in tufo del XII secolo del Palazzo del Popolo.

Poi verso le mura per un mini giro nella Orvieto medioevale ed alla fine si giunge alla Chiesina romanica di San Giovenale.

E’ la Chiesa più antica di Orvieto, infatti, risale agli inizi dell’anno 1000. Nell’interno, a tre navate, sono custoditi numerosi affreschi di scuola orvietana risalenti al periodo che va dal ‘200 al ‘400. L’altare maggiore è del 1170.  Un po’ stanchini concludiamo il nostro giro con un’altra visita nei meandri di Orvieto, il Pozzo della Cava.

Realizzato per volontà di Papa Clemente VII su preesistenti tracce etrusche. E’ un complesso di nove grotte ricche di reperti dell’epoca etrusca, medioevale e rinascimentale. 

Un salto in albergo per un cambio veloce e poi, instancabili, ci siamo ri-fiondati tra i vicoli di Orvieto per andare a mangiare alla “Pergola”. Una trattoria a due passi dal Duomo , che mantiene inalterati i sapori della vecchia cucina umbra. Un ambiente caldo ed accogliente che esalta oltremodo i sapori dei piatti proposti.

9 thoughts on “Orvieto, un gioiello da scoprire

  1. Pingback: Todi e Spoleto, due cittadine Umbre da non perdere | Viaggiando con Bea

  2. Orvieto è bellissima grazie mille per questo viaggio ❤ La parte medioevale con la chiesa di San Giovenale… affascinante.
    Peccato per la visita al pozzo… esser lì e non poterlo visitarlo, chissà che dispiacere, comunque tutto il resto è bellissimo ❤

    Piace a 1 persona

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