Civita di Bagnoregio, la città che muore

Civita di Bagnoregio, un luogo fermo nel tempo tra Lazio ed Umbria nella Valle dei Calanchi.

Civita si presenta ai tuoi occhi arroccata in cima ad un colle tufaceo che, purtroppo, a causa della continua erosione che subisce costantemente per vento e pioggia, è destinato a crollare e con esso a portarsi via questo splendido borgo.

Parcheggiamo la macchina proprio a due passi dal belvedere uno dei punti che non puoi assolutamente perdere. Un panorama mozzafiato nella “valle dei calanchi” dalla quale emerge quel “nido d’aquila” che è Civita.

Così l’appellava il Vescovo Chiarinelli in seguito alla sua visita a Bagnoregio nel 2009. L’unica via d’accesso al borgo è un ponte in cemento armato di circa 1 km che si inerpica verso la sommità del colle.

Civita ha origini molto antiche che risalgono al periodo etrusco, ma l’aspetto attuale risale alla fine del Medioevo. Paghiamo il biglietto di accesso al ponte (5 euro) ed iniziamo a salire verso il borgo. La salita è ripida ma se ti lasci ammaliare dal paesaggio che ti circonda, se ogni tot ti fermi per ammirare il borgo che si staglia verso il cielo, vedrai che non ti accorgerai della fatica che stai facendo.

Con il cuore in gola si giunge all’unica porta di accesso al borgo, Porta Santa Maria. Adesso non cercare il singolo monumento, non cercare di capire dove sei, lasciati semplicemente andare e percorri in su ed in giù quei vicoli disabitati ma così ricchi di ristorantini, di negozietti e così tanto animati dalla presenza costante di turisti. Prima di varcare l’arco di Porta Santa Maria volgi, ancora una volta, lo sguardo all’insù ed ammira quei leoni che schiacciano alcune figure umane, simbolo degli abitanti di Bagnoregio che schiacciano i tiranni.

Dinanzi a noi si apre un dedalo di vicoli.

Passo dopo passo si giunge alla Parrocchia di San Donato, magnifico esempio di architettura cinquecentesca viterbese.

Se l’ora di pranzo è vicina concediti un break in una delle tante osterie che offrono piatti fumanti di legumi o un godurioso piatto di piciarelli (spaghettoni di acqua e farina conditi con tartufo nero). Dopo questo stop a Civita, riattreversiamo il ponte e saliti in macchina pregustiamo già il piacere di sederci in una tipica osteria e… con davanti un buon bicchier di vino ordinare i piatti della tradizione umbra. Solo una ventina di chilometri ci separano da Orvieto. Uno stop di due notti per visitare, con tutta calma, questo gioiello.

 

11 thoughts on “Civita di Bagnoregio, la città che muore

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