Il Giardino dei Tarocchi, una mini Barcellona a due passi da Capalbio.

La paura di un nuovo lockdown, la paura di non poter viaggiare, mi hanno spinta ad organizzare un mini on the road tutto italiano e devo dire che l’entusiasmo non è stato inferiore a quello provato nei miei viaggi americani. Dovevo andare in Namibia ed invece eccomi qui a scoprire un pezzetto d’Italia che mai avrei pensato di vedere.  Lasciata la mia isola del cuore, con un cielo da urlo,20200928_101155

il mio mini tour italiano ha avuto inizio da Capalbio antico feudo degli Aldobrandeschi e degli Orsini.  A 217 m di altezza si elevano le mura quattrocentesche di Capalbio. Non c’è molto da vedere, ma passeggiare spensieratamente tra i suoi stretti vicoli mi ha ridato quello sprint necessario per iniziare questa vacanza.

Si accede attraverso porta Senese che è sormontata da uno stemma dei Medici e da una lapide del 1418.

Dalle mura, che avvolgono il nucleo storico, lo sguardo spazia tra la campagna circostante ed arriva fino al mare.

IMG_8437Percorrendo via Vittorio Emanuele II si arriva alle mura merlate.

IMG_8440 Uno sguardo alla chiesa  romanica di San Nicola che custodisce al suo interno pregevoli affreschi quattrocenteschi di scuola umbra e senese.

Deliziosa Piazza Magenta dove nel periodo estivo si tengono numerosi eventi culturali.

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Ma, miei cari followers, la vera chicca di Capalbio, che non puoi assolutamente perdere, è “Il Giardino dei Tarocchi”.  E’ un giardino pazzesco. Siamo sulla collina di Garavicchio in provincia di Grosseto eppure hai la sensazione di aver preso un last minute ed esserti catapultato a Barcellona. Da non credere!! Con il naso all’insù ti aggiri incredulo tra quelle sculture dai colori sgargianti alte dai 12 ai 15 metri e con l’entusiasmo di un bimbo vuoi esplorare ogni singolo angolo di questo parco che sa di magico.  Non appena varchi l’ingresso del Parco una scritta gigantesca accoglie il visitatore ed è qui che hai modo di conoscere l’artefice di questo capolavoro, Niki De Saint Phalle. Nel lontano 1955 Niki, all’età di 25 anni, visitò Barcellona e rimase folgorata dall’arte unica di Gaudì. Parque Guell fu la sua fonte d’ispirazione e fu allora che decise di realizzare un “rifugio dove trovare pace e gioia”.

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Ogni singola scultura è dedicata ai simboli dei tarocchi e Niki ha saputo creare un mondo dove tu girando ti senti un po’ come Alice nel paese delle meraviglie. Il giardino è stato realizzato nel 1979 ed è stato aperto al pubblico il 15 maggio del 1998. E’ possibile visitarlo da Aprile ad Ottobre in limitate fasce orarie. Per qualsiasi informazione potete contattare  la fondazione il Giardino dei Tarocchi al numero 0564 895 122.   

Ma adesso visitiamolo virtualmente insieme e cerchiamo di scoprire il significato di alcune delle sculture che mi hanno colpito maggiormente. Se desiderate informarvi su ogni singola scultura vi inoltro il link di una mappa interattiva dalla quale ho copiato qualche informazione da abbinare alle mie foto. 

Senza ombra di dubbio una delle sculture più spettacolari è quella della Papessa ed il Mago che sono unite insieme da una lunga scalinata arricchita da giochi d’acqua. 

Adesso seguiamo quei piccoli scalini numerati e soffermiamoci a leggere citazioni e pensieri incisi su pietra.

Si giunge alla scultura del Sole formata da un arco sul quale vediamo appollaiato l’uccello del fuoco, subito dopo c’è quella del Papa

 

e da qui  si giunge alla scultura dell’Imperatore 

 

con il suo castello immaginario fatto di torri, un vero e proprio camminamento di ronda, un cortile ed un tripudio di colori con colonne rivestite di mosaici di ceramica e frammenti di specchi.

Ma la sorpresa continua … la figura che più attrae lo sguardo del visitatore è la Sfinge che, con i suoi 15 metri d’altezza e con la sua figura possente, domina dall’alto l’intero giardino.

IMG_8469Ciò che ancora di più crea stupore e meraviglia è l’interno della Sfinge. Un mini appartamento fatto di mosaici di vetro pregiato e ceramiche dove pare che qui Niki abbia vissuto durante gli anni spesi per la creazione del giardino. 

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Non ci stanchiamo di girovagare tra quelle sculture che ci sovrastano. Non vogliamo perderne neanche una e così, ritornando sui nostri passi,  riguardiamo ogni singolo elemento.

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Giriamo intorno all‘Albero della Vita, bellissima scultura con i rami a forma di serpente al cui interno c’è l’impiccato e di fronte si erge, imponente,  la Giustizia, un donnone in bianco e nero.  

Alle spalle della Giustizia, nascoste tra gli alberi, c’imbattiamo in altre due sculture la Stella e gli Innamorati

Ripassiamo davanti l’ingresso della Sfinge o Imperatrice e, magicamente, non c’è nessuno al suo interno, un vero piacere per Bea che può far partire uno scatto super 😉  

Una piccola scultura a forma di igloo che rappresenta la Temperanza  si presenta davanti ai nostri occhi. Al suo interno è stato collocato un piccolo altare con le foto di amici scomparsi. Leggo su internet che questa struttura  è dedicata alla memoria del marito di Niki e di un suo carissimo collaboratore.

Disseminate per tutto il parco ci sono tante altre sculture come la Luna  o la Forza, rappresentato da una donna che tiene sotto controllo un drago alato di un verde scintillante.

Terminata la visita, si risale in macchina e si parte per continuare il nostro giro tra deliziosi borghi in tufo e città d’arte.

21 thoughts on “Il Giardino dei Tarocchi, una mini Barcellona a due passi da Capalbio.

    • Ma come sono contenta di rivederti tra i miei post. Mi mancano moltissimo i vecchi contatti. Vacci Max. E’ incredibile come Nicky è riuscita a realizzare un parco che tanto ricorda la pazzia artistica di Gaudì. Io mi sono divertita tantissimo e se mai andrai ti consiglio di stampare questo post perchè solo così, con fogli in mano, hai una visione più completa di ciò che stai vedendo. Bacii

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  1. Bello! Sai che devo ancora visitarlo? Devo approfittarne… 😉 La foto con gli archi che hai messo sotto alla scultura dell’imperatore, mi ha ricordat tantissimo Parc Guell… buona giornata, un abbraccio! 🙂

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  2. Brava! il vero artista non fallisce mai.
    Avremmo visto volentieri qualche altra foto del rimanente viaggio che saranno sicuramente altrettanto belle.
    Avete rinunciato alla Namibia, però…

    Piace a 1 persona

  3. Pingback: Pitigliano, Sovana e Sorano, le città del tufo | Viaggiando con Bea

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