Boston, una giornata lungo il Freedom Trail (I°parte)

Rieccomi a casa. Non ci posso ancora credere che il mio secondo viaggio in America si sia veramente realizzato. Proprio come dicevo nel mio primo on the road, tutta l’ansia, i timori e forse i falsi malanni dei mesi antecedenti la partenza, sono svaniti non appena sono salita a bordo del volo KLM 8208. Siamo atterrati a Boston, capitale del Massachusetts, alle 6 p.m., una corsa in taxi ed in poco più di mezz’ora eravamo nel cuore della città a due passi dal Boston Common Park. L’Hotel 140 non era perfetto ma la sua posizione è il vero punto di forza di questo albergo situato nel cuore del Back Bay. Abbiamo girato Boston esclusivamente a piedi ed abbiamo macinato chilometri su chilometri senza neanche accorgercene talmente eravamo eccitati. Sembravamo dei veri teenager ognuno con il proprio zainetto in spalla, ognuno con le proprie scarpette da ginnastica ed io con la mia inseparabile canon pronta ad immortalare ogni singolo sasso 😉 proprio come dice il mio amico Giorgio.

Prima giornata dedicata interamente al Freedom Trail.

I Bostoniani hanno avuto una trovata geniale nel creare questa linea rossa, realizzata con una doppia fila di mattoncini, che, partendo dal Boston Common, collega tutti i principali punti storici della città fino a giungere al Bunker Hill Monument. Un percorso di circa 4 chilometri che accompagna il visitatore lungo la città alla scoperta della sua storia rivoluzionaria fino alla conquista della libertà. Avremmo potuto percorrerlo in 3 ore ed invece ci siamo presi una giornata intera e direi che non ci siamo fatti sfuggire proprio nulla. Ogni tanto l’abbandonavamo per gironzolare qua e là e poi la si riprendeva per continuare il nostro percorso turistico.

Jet lag o adrenalina pura, non saprei. Fatto sta che eravamo già in giro alle 8,30 del mattino e felici godevamo appieno di quell’aria frizzante, quel cielo limpido ed io gongolavo di piacere all’idea di realizzare scatti super. Con passo deciso ci siamo diretti dall’Hotel 140 verso la Boston Public Library. Con il naso all’insù, proprio come era successo a Manhattan, non riuscivo a staccare lo sguardo da quei grattacieli (John Hancock Tower)  che mi sovrastavano e sulle cui facciate in vetro si riflettevano le guglie di antiche chiese episcopali.

La Boston Public Library, fondata nel 1848, è la biblioteca municipale pubblica di Boston.

Appena entrati siamo rimasti letteralmente rapiti da quell’atmosfera avvolgente. Con passo felpato e rispettosi del silenzio che vi regnava, abbiamo ammirato l’antico scalone, i dipinti sulle pareti e la bellissima sala lettura.

 

H. 10,00 facciamo ingresso al Public Garden con al centro la statua in bronzo che raffigura George Washington.

Il Boston Common è il parco pubblico più antico degli Stati Uniti ed è spesso la location perfetta per eventi musicali.

Si percorrono in tutta tranquillità vialetti traboccanti di fiori e piante. Simpatici scoiattoli sbucano da ogni parte e, incuranti del nostro passaggio, si soffermano ad osservarci sgranocchiando qualche ghianda. Attraversiamo il Lagoon Bridge fino a giungere al Centro Visitatori. Immancabilmente mi fermo a raccogliere depliant su depliant e via si parte per il nostro giro lungo il Freedom Trail (sentiero della libertà)

 Massachusetts State House – (Palazzo del governo del Massachusetts) sulla Beacon Street.

Rimaniamo subito attratti dalla cupola dorata che spicca sulla sommità della collina di Beacon Hill, quindi, è lì che ci dirigiamo come nostro primo stop.

Il Palazzo del Governo è uno degli edifici più antichi di Boston. Disegnato da Charles Bulfinch, fu completato nel 1798 ed è tutt’ora sede dell’assemblea legislativa dello Stato del Massachusetts nonché la sede del Governatore. L’ingresso è gratuito e la struttura può essere visitata sia in autonomia che con tour guidati di circa 40 minuti.

 

 

Attraversiamo gli archi che si stagliano di fronte a Noi ed accediamo alla Sala delle Bandiere. Una stanza circolare circondata da colonne di Marmo di Siena. E’ un posto speciale dove tutti i soldati del Massachusetts sono onorati e ricordati. Uno dei dipinti presenti sulle pareti rappresenta i pellegrini sulla nave Mayflower.

Saliamo lungo lo scalone ed iniziamo dalla Camera dei Deputati, è la camera più grande delle due camere legislative. E’ emozionante scoprire che proprio da qui il Presidente John  F. Kennedy il 9 gennaio del 1961 tenne il suo famoso discorso “City Upon a Hill”.

Sul lato opposto troviamo la Camera del Senato e la Sala di Ricevimento del Senato. Queste due camere sono situate proprio nella parte originaria dell’edificio quella disegnata da Charles Bulfinch e la cupola dorata è posta proprio sopra la Camera del Senato.

The Senate reception Room

Senate Chamber

Terminata la visita della State House si riprende il percorso dei mitici mattoncini rossi  e si prosegue verso Park Street Church e l’Old Granary Burying Ground un suggestivo cimitero risalente alla metà del XVII secolo dove un tempo sorgeva un deposito di grano. In questo cimitero sono stati sepolti tre importanti firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza nonché le vittime del Massacro di Boston. …………………

Ultimi stop prima di pranzo, Old South Meeting House, Old State House e Boston Massacre Site.

L’Old South Meeting House, costruita nel 1729, viene ricordata per l’atto di rivolta contro il governo inglese. Da qui, nel 1773, i coloni ribelli diedero vita al Boston Tea Party che li portò a vestirsi da indiani e a gettare in mare 45 tonnellate di tè.

Non è difficile individuare l’Old State House antica sede del governo coloniale. Ormai è sovrastata dagli imponenti grattacieli del Financial District ma la si riconosce per le sue forme aggraziate e per il colore inconfondibile dei mattoncini che caratterizzano un po’ tutta la città di Boston. La sua costruzione risale al 1713 e fu il centro di molti eventi importanti per la storia della Rivoluzione Americana, ma quello più importante fu sicuramente la lettura della Dichiarazione d’Indipendenza avvenuta nel 1776. Proprio davanti alla casa non volgete lo sguardo all’insù ma guardate proprio lì ai vostri piedi e noterete un anello di ciottoli che ricorda il luogo in cui le milizie inglesi fecero fuoco sui cittadini inermi uccidendone 5. Il luogo è ricordato come il …

“Massacro di Boston”

E’ giunta l’ora del pranzo ed è con grande gioia che la mini comitiva “Viaggiando con Bea” si dirige verso i localini di Quincy Market.

9 thoughts on “Boston, una giornata lungo il Freedom Trail (I°parte)

  1. Pingback: Boston, una giornata lungo il Freedom Trail (II°parte) | Viaggiando con Bea

  2. Pingback: Boston, alla scoperta dei suoi angoli più belli | Viaggiando con Bea

    • Ma che bel complimento Max🤗 Siamo rientrati stanchi ma felici. Bel viaggio se mi continui a seguire lo vedrai dai prossimi post. Come dicevo bel viaggio ma niente a confronto di quello fatto 3 anni fa. Quello mi ha portato via il cuore. Un arrivederci al prossimo post 😉

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